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Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Piero Manzoni

Piero_Manzoni_foto_Giovanni_Ricci(1)Criticato, deriso, sottovalutato. Stimato, esaltato, ammirato. In questa oscillazione di giudizi c’è Piero Manzoni. Genio e ironia.  Pittore, scultore, artista materico-concettuale, anticonformista, figlio di Marcel Duchamp, fratello minore di Yves Klein, padre di Damien Hirst (e dei suoi animali morti esposti sotto teca) ma anche della beffa di Livorno (quando tre studenti burlarono buona parte della critica d’arte con dei falsi Modigliani). Incarna in pieno lo sconcerto che sempre creano le avanguardie. Il dubbio dell’arte moderna.  Magnifico, effimero, mutante, linguaggio che porterà – oggi come ieri –  un padre, un maestro, un prete, un pensionato ad arrampicarsi su un’opera di Maurizio Cattelan, a dire che c’è un ragazzo che disegna meglio di Pablo Picasso o che sa fare tagli e buchi come e più di Lucio Fontana. Continua a leggere

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