Archivi tag: Rai

Vaimemus mea Roma atque amemus

167607764_2477061962417583_6438065897791891831_nCoraggio, il meglio della pandemia è passato.
Un marziano a Roma negli studi televisivi della Rai.
Il sorpasso di Vaime con le auto è stato fare il passo più lungo della cambiale.
Alla maniera di Prévert e di Perec, ha elencato i personaggi che avrebbe voluto lasciare fuori dal 2000: quelli che dicono «no comment» su cose che di «comment» non hanno proprio bisogno, quelli che parlano di complotti anche quando gli fregano il posto nel parcheggio, quelli che dicono «io sono al di sopra delle parti» e invece sono al di sotto, quelli che dicono «siamo stati giovani anche noi» e invece non è vero, quelli che non scendono a patti, ma lo fanno alla fermata prima. Purtroppo sapeva di elencare solo le prime linee.

Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,

Ho servito John Lennon

Città e uomini hanno bisogno di media che leghino parti lontane, Raffaele Cascone lo è stato per Napoli e i suoi suoni, la sua cultura; poi anche per Roma e l’Italia, conducendo programmi in RadioRai come “Per voi giovani” e “Pop Off”, mettendo in connessione il Mediterraneo con il Mississippi; ha suonato, filmato, viaggiato, un vero beat, riuscendo però a non perdersi; ha attraversato gli anni sessanta e settanta con curiosità: Edoardo Bennato gli dedica nel 1973 la canzone “Venderò”, e dopo 42 anni lo ha ritratto di nuovo in “Pronti a salpare”. Oggi Cascone si divide tra Napoli, Palermo e Londra. Quando gli dico che la sua casa napoletana sembra quella di un ragazzo inglese, risponde, ridendo: «Io sono un ragazzo inglese». Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , ,

Innamorarsi a Tagliacozzo

Per il cinema era quello della tivù, per la tivù era troppo avanti, al punto di essere sempre contemporaneo. «Appaio ai giovani insonni che avrebbero tutto il diritto di ignorarmi». Ugo Gregoretti: regista, autore tv, pedagogo, antropologo, girava l’Italia con l’inganno al collo, quel microfono che ha fatto raccontare a moltissimi italiani passioni e illusioni. Elegante, ironico, mai sopra le righe, di una gentilezza unica che comincia nei modi e finisce – avvolgendoti – nel linguaggio, un italiano perfetto. Criticava costumi e svelava il carattere degli italiani, dai più famosi a quelli più lontani. Riuscendo a non essere mai catalogabile. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Wonderful a me?

La scuola l’aveva fatta sul biliardo, e quando ci provava, dopo, si addormentava sulle solite prime due pagine di Umberto Eco, “perché Viola non legge nel senso concretamente semiologico della parola, cioè Viola legge quando telefona Pertini”, diceva Enzo Jannacci del Beppe suo amico, uno che avrebbe dato la sua memoria per la seconda palla di servizio di McEnroe, e comunque lo trovava sempre qualcuno disposto a volergli bene, purtroppo non si trattava né di Faye Dunaway, né di Gianni Agnelli, ma era buono, buono lo stesso per sua stessa ammissione come i panettoni difettati: troppo cotti, troppo crudi o con pioggia eccessiva di canditi. Era così Beppe Viola, entrato alla Rai nel 1961, dopo aver risposto negativamente alla domanda: “Lei è comunista?”; esagerato al punto di poter fare tutto, cercando di battere il record di mancata carriera: Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La bohèmassimo

ROMA, TEATRO BRANCACCIO . PARTITO DEMOCRATICOMassimo D’Alema è il nuovo sovrintendente del Teatro alla Scala di Milano, a deciderlo è stato Riccardo Muti da poco presidente della Repubblica (con i decisivi voti dei dalemiani). Appena insediato è cominciata una contrapposizione con il direttore d’orchestra che durante le prove de “La bohème” non voleva accettare la rilettura dalemiana dell’opera di Puccini, eppure si trattava di piccoli stravolgimenti, intanto di chiamarla “La bohèmassimo”, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,