Archivi tag: Raymond Carver

Per chi si scrive

Secondo me Updike scrive per lo stesso tipo di pubblico per cui sosteneva di scrivere John Cheever: «uomini e donne adulti e intelligenti», dovunque possano trovarsi. Tutti gli scrittori che valgono qualcosa scrivono al loro meglio e nel modo più veritiero che possono e sperano in un pubblico di lettori il più vasto e sensibile possibile. Insomma, si scrive meglio che si può e si spera in buoni lettori. Ma secondo me, in un certo senso, si scrive anche per gli altri scrittori – gli scrittori morti le cui opere ammiriamo, ma anche gli scrittori viventi che ci piace leggere. Se a questi altri scrittori piace ciò che si scrive, c’è una buona possibilità che piaccia anche ad altri «uomini e donne adulti e intelligenti». Continua a leggere

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Ciotti e la precisione leopardiana

Sandro Ciotti ha disegnato partite nei nostri pensieri, ancora oggi, a noi cresciuti con la sua voce, ci capita di sentirlo gracchiare su Cruyff, o strologare sul festival di Sanremo, con le sue angolatissime camicie. Era elegante senza prevaricare, ironico senza boria, aveva giocato a calcio – e bene – e quindi dosava gli aggettivi nei giudizi degli altri calciatori, oggi tutti hanno un “pippa” per l’attaccante che sbaglia, Ciotti non l’ha mai usata una parola così, né gli ho mai sentito usare altre parole con disprezzo. Quando morì Gaetano Scirea, e lui, in diretta alla “Domenica Sportiva”, diede la notizia e fu costretto a fare un ritratto veloce del campione, usò il verbo illustrare: «Scirea si è illustrato da solo su tanti campi del mondo». Ciotti – narratore orale – aveva una naturale elaborazione e restituzione della realtà che sembrava uscirgli in endecasillabi, Continua a leggere

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