Archivi tag: Richard Ford

Le cose ci sono, poi non ci sono più

roosvelt1Ci vuole del genio per rendere interessante la realtà, per questo Richard Ford ci riesce, per questo ha creato uno dei migliori personaggi della letteratura americana: Frank Bascombe, più che un alter ego, un’ombra che gli si allunga davanti, la sua parte scura o forse quella mediocre, ma di una mediocrità ammirevole, di una pavidità o prudenza che appartiene al tempo contemporaneo americano. È un gioco al ribasso per meglio guardare al tempo presente. Ford attraverso BascombeContinua a leggere

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Rimbaud a New York

BressonPoundSMAlla fine mi son fatto la mia tv: “Stanza Pound”, giro nudo per casa leggendo Pound (appunto) a qualche milione di utenti americani, a volte leggo cose mie e dico che sono di Ezra Pound, a volte leggo cose di altri e dico che sono mie, loro ascoltano, e commentano, io penso di aver creato il nuovo vero romanzo americano. In presa diretta. Dopo un anno di grandi numeri sul mio sito, sono arrivate le pubblicità, una nuova casa, e le richieste di postare le mie  videopagine sulla colonna destra dei loro web giornali. Tutto ha un prezzo, e loro sono disposti a pagare per quello che non hanno compreso. Eppure era facile bastava leggere Dickens, Carver o forse Richard Ford e capire che è “il quotidiano” quello che la gente vuole capire, “la normalità” il vero mistero, certo, servono: ironia, invenzioni e giusto montaggio, meglio se come base si usa l’insolito, senza mediazioni, da marine. Continua a leggere

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America a pezzi

Dici Sigonella, pensi Craxi, ti perdi l’oceano. E un mucchio di umanità. Perché oltre il filo spinato, i ventilatori grandi motori d’aerei, il Tyson allegro in mimetica che la targhetta al petto chiama soldato Johnson, un Beckham intellettuale che porta scritto sopra cuore:  soldato Iraft,  il carabiniere: baffi, noia e paletta, sudato, sotto un cartello che racconta gli incidenti stradali di mese, settimana e giorno, con cause, numero feriti e morti; c’è la Nas (Naval Air Station) di Sigonella: Truman show, Disneyland e America beauty in divisa. Continua a leggere

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Miami Police Department

C’è la vita e poi ci sono i format che le rubano le battute, i personaggi, le storie. Il resto lo fanno le città e le guerre. L’esercito e la polizia sono due colonne su cui poggia il cinema americano e buona parte delle serie tv. E si finisce per dimenticare che la realtà è sempre meglio della finzione, che non ha la strada segnata da una sceneggiatura, né i titoli di coda che scendono dall’alto. A New York ti senti sempre in un film, a Miami in un telefilm. Miami vice, Csi Miami, Dexter, The First48, uno si chiede come sono i veri detective? Continua a leggere

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Pugliese Nicola

unnamed-11È uno dei tanti mattini sonnolenti tirati fuori dal mazzo dei giorni. Il mare è lontano, non ci sono navi da aspettare, solo la vita all’osso. Il paese, Avella, è deserto, la piazza vuota. Qui vive Nicola Pugliese, scrittore di molti racconti (raccolti  a breve: “La nave nera”, dalla “Compagnia dei trovatori” di Nando Vitali), e di un solo grande libro: “Malacqua”, uscito nel 1977 per Einaudi. Quattro giorni di pioggia e una città immobile. Il romanzo è il verbale di un disastro – solo annunciato; cognomi e nomi, posti precisi e avvenimenti impalpabili. Pugliese ha lavorato come giornalista per “Abc”, al “Roma”, poi ha smesso. Baffi staliniani, doppie lenti, alto e spettinato, si presenta con un quadro in mano – visto d’ingresso della nuova vita. Dice che è figlio di Kafka, non di Magritte, gioca a scacchi con Antonio: eterno studente, fuma Pall Mall, saluta con: «w il re». È convinto che ad Avella tutto sia fermo al 1821, ma quando gli chiedo se sia monarchico come Alvaro Mutis, risponde di no, «anche se pensandoci bene sono tutti paesi avanzati quelli dove c’è ancora la monarchia». Si fosse occupato di sport, la storia sarebbe quella di Frank Bascombe, personaggio di Richard Ford raccontato in “Sportswriter”. La sua dote è la leggerezza. Continua a leggere

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