Archivi tag: Rio de Janeiro

Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Robson Conceição stanco di guerra

A Pechino e Londra era stato subito eliminato, e quella di Rio era l’occasione che stava aspettava fin da bambino. Robson Conceição avrebbe dovuto avere come esempi Ronaldo e Ronaldinho, correndo per le strade di Salvador de Bahia dietro un pallone. Invece, il suo esempio era lo zio Roberto – non proprio un santo – famoso per le risse di strada durante il Carnevale, anche prima e dopo. Affascinato dall’uomo, dai segni e dal sangue che si portava a casa, e poi dal racconto che alimentava quei segni e quel sangue, Robson si iscrisse a una palestra di boxe. Continua a leggere

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Prima di bruciare

– È vero quello che si dice?

– Dipende da quello che si dice.

– Che eri un pugile.

– Lo sono stato.

– E come sei finito qua nel cartello di Tijuana?

– Un’ingiustizia. Continua a leggere

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E vedere di nascosto l’effetto che fa

è tornato, dice guardavi lui invece di nuotare, non eri concentrato, certo che ero concentrato: ma su di lui, certo che lo guardavo, per capire, per capire come fa, e mentre lo studiavo sono arrivato quarto, non conta per me, gli ho visto ricominciare un ciclo, l’ho provocato, l’ho persino insultato, ma lui riesce ad attraversare tutto con voracità, che siano piscine o nuotatori, solo una volta in tutti questi giorni mi ha guardato Continua a leggere

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Il pensiero e la realtà

sono dilettanti, sono dilettanti delle sensazioni, mi addossano colpe, e non conoscono il mio senso di colpa, confusione e sospetto e malafede nel leggere in ogni gesto sempre il contrario, e poi la desolazione di doverli affrontare, di dover spiegare, andando oltre l’ambiguità, mentre tutto mi passa veloce intorno, vedo sfumare la medaglia, la possibilità di smettere ridendo, di contrapporre alla stanchezza uno slancio, non ci sono riuscita, non è arrivata la medaglia, e no, non so passarci sopra come se niente fosse, nemmeno dopo tutti questi anni, ma non c’è fumo senza fuoco e a me questa volta il fuoco è mancato, ho sentito la stanchezza, l’ombra della sconfitta calarmi addosso, quarta, quarta, Continua a leggere

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