Archivi tag: Rizzoli

Francesco e le sue donne

Più che un romanzo è l’azione coreografica di una idea vecchia, che oscilla tra Woody Allen (si può dire wudiallen?) e David Foster Wallace: “Le donne amate” di Francesco Pacifico (Rizzoli). Ovviamente senza la brillantezza umoristica di Allen né la vastità di trama di Wallace. Amante, moglie, cognata, sorella e madre, con un interludio paterno, vengono raccontante secondo un’apparente riscrittura con riflessioni e note tra parentesi. Continua a leggere

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Sportivo sarà lei

Le vittorie sportive si portano dietro sempre molte pagine, quelle calcistiche, poi, sono le peggiori: c’è ancora gente che scrive dell’urlo di Tardelli a Spagna ’82. Pierluigi Pardo con “Lo stretto necessario” (Rizzoli) usa il mondiale tedesco del 2006 vinto dall’Italia di Lippi, «Marcellone nostro», come sfondo per il suo primo romanzo: una zona mista di Nick Hornby, Sandro Veronesi, Luciano Ligabue e la nazionale cantanti con l’aggiunta di Springsteen. Avere una voce alla tivù – Pardo è un bravo telecronista –  non significa averla anche nelle pagine, succede di rado, in Italia ormai è come vincere un mondiale di calcio, ne viene fuori qualcuna ogni venti e fischia anni, se va bene. Pardo prova a dare un linguaggio al suo protagonista Giulio – un pubblicitario che gira con l’altarino di miti che prega e invoca, intingendoli nella nostalgia e sentendo l’Inno alla gioia per i gol di Iaquinta – non avendo però la grandezza di Enrico Vanzina: Continua a leggere

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This Is My Life

Non sarà né santa né suora, Selvaggia Lucarelli, forse martire, ma senza regalare giorni di festa alle sue omonime sparse per l’Italia. Intanto manda loro il verbo: “Dieci piccoli infami” (Rizzoli), tentativo di raccontarsi come un Bill Murray scritto da Nora Ephron, senza la comicità del primo né la lingua della seconda. Dieci capitoli dall’infanzia all’infanzia passando per amori mancati, parrucchieri maldestri, gite sul Mar Morto e vittorie da Miss di provincia, inchiodando le persone che “ci rendono peggiori”, con l’ossessione comparativa esasperante: questo come quello, in un continuo paradosso iperbolico. L’esagerazione come cifra descrittiva, montagne russe di esempi dove basterebbe una frase, e dove spesso c’è un tempo in più, un aggettivo di troppo, un dettaglio – e personale – che ammicca. Continua a leggere

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Siti e il paese al ribasso

Tutta la storia di Walter Siti e del suo libro, “Bruciare tutto”(Rizzoli), confermano che la cultura italiana è fatta di cloni, e tutti al ribasso. Finita l’epoca delle matrici, e dei giganti – pensate che solo trent’anni fa nel giro di quattro giorni si uccideva Primo Levi e scompariva Federico Caffè: abbiamo forse oggi pezzi del genere? – non ci restano che i replicanti. Succede così che Walter Siti, bravissimo curatore dell’opera di Pierpaolo Pasolini, provi a mangiare in salsa piccante il suo maestro, Continua a leggere

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La grammatica del bianco

downloadPer raccontare l’incontro tra Björn Borg e John McEnroe, a Wimbledon – che è il Vaticano del tennis, secondo Bassani – nel 1980, Angelo Carotenuto sceglie Warren Favella, un raccattapalle di undici anni. Modula tutto l’incontro sulla sua voce, i suoi pensieri e il suo sguardo, in una riscrittura di un evento che tutti o quasi abbiamo ancora davanti agli occhi. “La grammatica del bianco” (Rizzoli, pp. 267, euro 15) è il tentativo di andare oltre lo sport restando dentro lo sport, utilizzandone la geometria. Che vi piaccia o meno il tennis, che sappiate o meno di quei cinque set non ha importanza, perché dentro quell’avvenimento, Carotenuto inserisce una vita, immaginandola. Prende un testimone reale, con un punto di vista privilegiato e gli regala biografia e futuro. Lo mette in connessione con la Storia. Continua a leggere

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