Archivi tag: robert redford

And he was smiling

Sottratto alla velocità e al dramma “The Old Man and the Gun” è un film di genere che ci mostra l’invecchiamento del genere. Lo accompagna verso la fine, come accompagna l’ultimo ruolo (ha detto che smette, noi speriamo che ci ripensi) di Robert Redford. Nato da una storia vera – quella del rapinatore Forrest Tucker e grande evasore: Continua a leggere

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I tre giorni del Condor applicati alla cultura italiana

Dice Mario Vargas Llosa che un romanzo, se è un buon romanzo, “ci libera dalla nostra condizione limitata facendoci vivere in modo più ricco e più profondo”, da questo possiamo dedurre come mai siamo così annodati e poveri quando entriamo ma soprattutto quando usciamo da una libreria. Perché a volerne cercare, negli ultimi dieci anni, facciamo quindici ma pure venti, di romanzi italiani capaci di salvarci: diventa dura. Continua a leggere

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Neil Simon’s Broadway suite

Aristofane e Mark Twain insieme. È stato il re di Broadway, per più di quaranta anni e con trenta opere teatrali, quando Broadway era un regno. Di solito c’erano almeno due o tre suoi spettacoli in cartellone contemporaneamente, una volta persino quattro, era il 1966 (“Barefoot in the Park”, “The Odd Couple”, “Sweet Charity” e  “The Star Spangled Girl”). Chissà se, Neil Simon, drammaturgo e sceneggiatore, che se ne va a 91 anni, per le complicazioni dovute a una polmonite mentre era ricoverato al Presbyterian Hospital di New York City, ha fatto in tempo a ricordarsi di Edmund Gwenn che rispondeva a John Ford: «Morire è facile, è la commedia che è dura». Continua a leggere

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Gunman

Il pozzo è una tomba senza nome, dietro c’è una casa di pietra, e sulla destra uno stagno. Tutto è ricoperto da un sottile strato verdognolo, una patina d’abbandono e muschio. Il bandito è nella casa, un cane abbaia lontano: padrone della notte. Ha lo sguardo dritto all’orizzonte che la luna rischiara, dietro un’ombra leggera di collina c’è il mare, una nave, forse anche la salvezza. Prima, diversi problemi da risolvere, un bosco da attraversare, un drappello di soldati da superare, eludere, uccidere o farsi uccidere. Il bandito ha le mani impastate di sangue e fango, ha ucciso l’uomo che l’aveva catturato nel sonno. Ha i calzoni umidi e i piedi bagnati. Perso l’acqua e il pane. Le sue certezze sono due pistole: quella recuperata e quella sottratta all’uomo che ha soffocato nella palude. Ha poco da pensare, tra scelta e necessità: può solo correre. Sta cercando di capire in che direzione, ora che il cane ha smesso di abbaiare e la luna coperta da una nuvola non indica più il sentiero. Continua a leggere

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