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La malinconia ha un asse preciso, e Batman lo sa

È solo una sequenza numerale vi assicuro, funziona così, che poi si fa codice o forma, e io la rimetto a posto. Stiamo ricatalogando tutto, e non è un film. Hanno chiesto a noi supereroi di fare la parte dura, quella del trasporto rapido, e noi non ci siamo tirati indietro. A me e Robin è toccato il Partenone, e così prendi i pezzi sposta i pezzi e poi rimettili a posto nel tempo. È tutto un andare diametralmente all’opposto della storia presente. In questa immagine si percepisce l’esplosione di suono che avviene al rientro. Il nostro è un sistema poetico basato sui numeri, diamo un numero ad ogni componente della bellezza, poi ne facciamo una sequenza e da quella un codice, così il Grande Catalogo dei principali artifici si compone. Il mondo è regolato dalla dispersione, a noi tocca rimettere ordine. Il sistema è del dottor Marcus. Come oracolo delle situazioni storiche, oltreché come supereroe vi dico che questo lavoro di ricontare le opere d’arte è sopravvivenza quotidiana con l’annullamento della criminalità mi toccava una vita di noia. La freschezza dei colori quando attraverso il tempo da parte a parte, perché si capisca il lavoro: vado a prendere il pezzo al momento della nascita, in una ipotetica catena di montaggio muratoriale, e faccio uscire il pezzo di nascosto, perlopiù di notte. La macchina del dottor Marcus, aspetta a bocca aperta che io o Robin, o uno degli altri, arriviamo col pezzo, che viene pulito dai giallumi della pioggia perpendicolare che si incontra all’altezza del cielo di Jason, e poi si lascia tutto nel liquido di Pough-Willis per evitare contaminazioni di tempo, e infine la macchina misura, calcola, sputa numeri e assegna codice. Io bevo, Coca-Cola, direi meritatamente. Continua a leggere

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La compagnia degli eroi

L’età dei componenti della compagnia è indecifrabile, stanno tutti in modo indipendente nel tempo. I supereroi son così. Blainsmuth suscita sempre l’emozione del padre all’aeroporto, mentre Batman continua a essere in testa nei sondaggi di opinione dell’Ohio (inspiegabilmente). Superman ha avuto un collasso in volo, e adesso che lo racconta, spaparanzato sulla sedia a dondolo della casa del dottor Marcus, ride, e con lui anche gli altri. Ma non è stato un giorno facile. Le pulsazioni luminose sono scarsissime e il crimine cicatrizza le sue ferite a una velocità costante. Blainsmuth alza la mano perché vorrebbe dire la sua, ma come eroe appena arrivato deve aspettare, prima c’è Robin che deve raccontare con un ampio giro di parole delle ammaccature lasciate dal vento. L’Uomo Ragno ha delle difficoltà con la pioggia, è convinto che il suo costume sia troppo pesante durante le giornate d’acqua al punto di non consentire certi movimenti. Il dottor Marcus sa quanto il tempo atmosferico influenzi non solo i discorsi sui tram, ma anche le giornate dei supereroi e ci sta lavorando, per questo ha smesso di scrivere e ha alzato gli occhi quando l’Uomo Ragno ha preso a parlare di persone, cani, e componenti aggiuntivi che scarseggiano. Ne vorrebbe uno che libera i costumi dall’acqua in eccesso, Marcus annuisce, come a dire: Ok, ci lavorerò. E l’Uomo Ragno sorride, come un bimbo felice davanti a una giostra. Continua a leggere

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