Archivi tag: Roger Federer

Roger Federer: l’oltretennista

Ogni volta che Roger Federer gioca, il tennis rinasce. Ha allungato la sua vita stringendo una racchetta. La percussione dei suoi colpi scandisce il tempo in Australia, inchiodando il mondo al fuso orario del campo. Scolpisce l’impresa, e ricomincia il canto. È l’oltretennista, un poeta di bellezza sportiva, prodigo di gesti – a questo punto – inimitabili, a subirli c’è ancora una volta il croato Marin Čilić (29 anni, 6 ATP), l’ultima a Wimbledon in luglio. Continua a leggere

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Roger Federer: l’assoluto

Supera Pete Sampras, fa piangere Marin Čilić, e allarga la leggenda dalla terra all’erba. Roger Federer è oltre se stesso. Otto Wimbledon e un superuomo. E mentre il suo avversario piange, per un piede malandato – il sinistro – consumato dal suo fargli fare il tergicristallo, Federer scrive il suo nome negli occhi della monarchia inglese, stabilendo, e per sempre, che questo pezzo di Londra gli appartiene, in tre rapidi set (6-3, 6-1, 6-4) consumati in poco più di un’ora e mezza. Continua a leggere

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Come ha fatto a far punto da quella posizione?

Oltre la fisica e il tempo, Roger Federer trasforma la sua partita in uno scavo archeologico, ritrova se stesso e il suo tennis, battendo quella che era l’ossessione freudiana: Rafa Nadal. E piange. Mostrando una incrinatura nella figura di samurai con la racchetta, lasciando intravedere una sensibilità terrena sotto i suoi colpi bastardi che partono dal suo braccio – che incrocia Mozart e i Metallica come scrisse David Foster Wallace – e avvolge e suona ogni singola pallina. Continua a leggere

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Federer-Nadal: tennis remake

Se è vero che il servizio è una finestra sull’ignoto, come diceva Lars Gustafsson, è anche vero che l’ignoto del tennis di oggi gioca con il suo passato. Ogni battuta, scambio,  degli Open d’Australia sembra un lob temporale che riavvolge il nastro di finali già viste. Tornano i grandi, in un presente che sembra un déjà-vu. Non ci sono novità, ma solo certezze, quelle che sembravano essere passate, affidate agli albi e ai ricordi, che erano pronte a salire in tribuna, e invece rieccole: Roger Federer che riaffronta Rafael Nadal, e le Williams – Serena e Venus – che si ritrovano allo specchio con una rete di mezzo. Continua a leggere

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Stressati e distesi

La cintura di sicurezza ha stretto di nuovo, come a Barcellona, e, questa volta, prima di slacciarla, ha avvisato, Pep Guardiola, l’allenatore del Manchester City, per tutti o quasi: il migliore, anche se lui ha battezzato Antonio Conte con il suo titolo, passandogli la mano con un distacco siddhartiano. Dice cercatemi su un campo di golf, perché presto smetterò di allenare. Continua a leggere

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