Archivi tag: Roma

I Claudio Ranieri fanno dei giri immensi e poi ritornano

Arriva dall’Inghilterra a sanare l’inverno dello scontento giallorosso, stavolta scende a Ciampino un po’ stropicciato dopo l’esonero al Fulham, ma sempre con la favola Leicester sul petto, una medaglia a garanzia. Arriva a risolvere problemi, sapendo che a Roma  «il proposito confina con l’utopia» e che – come ha scoperto il fragile Eusebio Di Francesco – «un allenatore è come un paracadutista che non sa se il paracadute si aprirà». Continua a leggere

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Paolo Repetti: il vecchio problema dei Megadirettori

Cerca una follia pratica, quasi quotidiana, che possa divenire rapido scambio surreale, strappando risate, Paolo Repetti con “Esercizi di sepoltura di una madre” (Mondadori), confrontandosi tutti i giorni con i suoi tre nipoti: Isaac, Davide e Saretta, figli della cugina Ester, ingravidata (con triplete) e poi abbandonata; intorno ci sono il gatto Ettore (assistito come un piccolo imperatore) e la nonna dei tre e zia del Paolo narrante: l’ultranovantenne Sara, una sorta di Benjamin Netanyahu al femminile. Questo è il catalogo: ebraismo, cattolicesimo, Roma, sesso, educazione, scuola, metafisica, letture, pallone. Continua a leggere

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Trevi: la ricerca dell’epica della realtà

Sembra una mappa astronomica, “Sogni e favole” (Ponte alle Grazie) di Emanuele Trevi, dove il piacere immediato sta nello stupore delle connessioni tra orbite. Un libro di ritratti a nietzschiane stelle danzanti: Arturo Patten, Cesare Garboli, Metastasio e Amelia Rosselli. Attraversiamo il tempo e Roma, perlopiù, con i ricordi e i ragionamenti di Trevi che esce dai mascheramenti italiani della narrativa, divenendo “voce dietro la scena” – direbbe Mario Praz –, una voce che rifugge dalla finzione e pur la pratica. E dietro la scena c’è tantissimo, dietro i ritratti di Patten, i libri e le case di Garboli, i sonetti di Metastasio (uno di questi fa da refrain) e le voci e le poesie della Rosselli, c’è una vita in dettaglio e la difficoltà di viverla per raccontarla, c’è la ricerca del limite e la voglia di scavalcarlo, fino all’ultimo salto mortale di Arturo e Amelia. Continua a leggere

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Gigi Radice: l’allenatore che sentiva fischiare i gol

Aveva gli occhi di ghiaccio e la faccia da imperatore romano. Un po’ Bruto, molto Cesare. Era un grande stratega, Gigi Radice, misuratissimo e ineccepibile, e non per questo privo di poesia. Un ermetico. Uno che venendo dal calcio di Nereo Rocco seppe guardare a quello olandese (la squadra di Cruyff del ’74), pressing in ogni parte del campo, fuorigioco, squadra alta, ruoli intercambiabili con marcatura a zona, e alla frenesia dei cestisti di basket che gli saltavano sotto gli occhi tra Milano e Varese, e il risultato fu la vittoria dello scudetto col Torino nella stagione 1975-76, cui seguirono secondo, terzo e quinto posto. Continua a leggere

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Muoiono tutti ’sti stronzi

Sono poche le voci capaci di ricercare la sostanza del vivere e riassumerla in una frase sola. Tanto che quando io e Amleto De Silva ci siamo ritrovati – giovanotti, detto alla Totò  – al cospetto del professor Roberto Vacca – pulpito e pietra di un’Italia che non c’è più – non credevamo alle nostre orecchie, perché era un continuo eruttare di sapere e ironia, alto e basso, e vedere passarci accanto Stefano Benni scostante e infreddolito con occhi solo per il mare, o Adriano Sofri che faceva foto ai cani, rendeva la voce gassmaniana (e anche grassmanniana per i più colti in matematica) di Vacca ancora più alta, Continua a leggere

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