Archivi tag: Romario

Mertens: a passo di milonga

L’esperimento Mertens è riuscito, Sarri ha avuto ragione. Gol dopo gol c’è stato un falò di dubbi, complessi, idee sbagliate e purtroppo anche di Gabbiadini “caduti alla panchina”. Aveva bisogno di spazio, gol e di una benedizione, Dries Baixinho Mertens, per consolidare il suo nuovo ruolo, e sono arrivati. Sette gol in sette giorni. Tre al Cagliari, quattro al Torino, ma non è tanto il quanto, ma il come: a fare la differenza. Continua a leggere

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Romario 50

Non gli importa quello che dice Cruyff / non andrà mai d’accordo con l’autorità / bisogna vedere il suo piede / per capire / come prendeva gli angoli / paralizzando i portieri, / la sua lunghezza di tiro / era figlia della mancata oscillazione / d’un corpo / che mandava in letargo / l’entusiasmo degli avversarsi, / particolare divertente / si portava la notte in campo / Continua a leggere

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Pasadena, una sconfitta berlusconiana

E quante volte Berlusconi ha rigiocato Italia-Brasile a Pasadena, senza i rigori sbagliati, maledicendo Romario scopertosi – solo anni dopo – comunista e irridente del povero Pelé governativo; con il rigore di Baggio cade il suo primo governo, prima ancora dell’avviso di garanzia, e del debole pressing a centrocampo di Bossi e D’Alema. È a Pasadena, col mondiale mancato, che si interrompe il primo progetto di B, Continua a leggere

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Cantona presidente

cA guardarlo sui muri, il mondiale brasiliano non è lo stesso che ci raccontano i giornali. Prima dell’allegria c’è il lamento, e i moduli non trovano spazio se non dopo le proteste. Per quanto possano giocare al ribasso, c’è un mondo disegnato per le strade, un paese immaginato, che non corrisponde a quello che gli altri si aspettano. Non per le violenze, non per le manifestazioni, ma perché il Brasile è riuscito ad andare oltre se stesso, oltre la propria cultura calcistica in nome della richiesta di giustizia sociale. E guardando a quelle strade a quelle piazze, tutti, possiamo sentire la stanchezza di un sistema che sta implodendo, che ha nelle qualificazioni delle nazionali minori, Continua a leggere

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Triste come Pelé

pele1Ha indossato la maglietta del Brasile e ha detto: «Brasiliani! Scurdammoce ‘o presente». Lotte, proteste, poveri, rincari. Se in campo c’era un Pelé imprendibile, fuori c’è sempre stato un Pelé prevedibilissimo, mai di lotta sempre di governo, griffato Fifa. Il calciatore è sicuramente un mito, si è fatto prima campione quindi Rei per i messicani e regina d’Inghilterra per Venditti, dio a termine per il “Sunday Times”, poi icona, film, neologismo, ministro, infine banalità. Continua a leggere

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