Archivi tag: San Gennaro

Taibo II: la redenzione comincia a Napoli

Napoli come città del perdono, che tutto assolve anche il più infame dei peccati. Per questo, Paco Ignacio Taibo II in “Redenzione” (La Nuova Frontiera), la allaccia al Messico, giocando col tempo, la storia e la geografia. È la menzogna che fa vivere i romanzi, quella che diventa credibile agli occhi del lettore, e Taibo lo sa, in lui vive il rimbombo di un continente, quello di lingua spagnola: slabbrato, scalcagnato ma sempre vivo; Continua a leggere

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Che ti ha fatto San Gennaro?

Quando Dominick Cirillo aprì il New York Times e lesse della guerra a Little Italy, sputò a terra, e poi riprese a leggere. I commercianti di NoLIta (nord di Little Italy) non volevano che la festa di San Gennaro e le bancarelle di cannoli e zeppole infestassero i loro negozi di lusso, e risputò a terra. Perché passi per i cinesi, poteva anche arrivare a capirli che quelli finalmente cacciavano la testa fuori dalle lanterne, ma per gli italiani no, non ci poteva passare sopra. Continua a leggere

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Higuain: da Nordahl alla Copa America

Supera Nordahl facendo Parola. Gonzalo Higuain stabilisce il nuovo record di gol segnati nel campionato italiano, superando i trentacinque di Gunnar Nordahl – calciatore svedese del Milan – che resisteva dal campionato 1949-50, siglando il sorpasso, la trentaseiesima rete, con una rovesciata alla Carlo Parola, sì, l’acrobata col pallone che campeggiava sugli album Panini. Continua a leggere

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La camorra spara, il campionato non risponde

– Hai visto? È successo di nuovo.

– A tanto così da un sogno, sempre, che sfortuna.

– Non è sfortuna, è un dato.

– Sì, un dato di sfortuna.

– Eh no, c’è dell’altro. Continua a leggere

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Il nome delle cose

mEntrando in casa di Roberto De Simone viene da pensare e cantare con Franco Battiato dell’esoterismo di René Guénon, se non ce ne fossero già abbastanza di note e parole, musica e canzoni, scritte dal maestro. Se ne sta piccolo e dritto, in piedi, aspetta che gli passi davanti per stringergli la mano e salutarlo, ha di lato un pianoforte e intorno una marea di presepi, pastori, e bambinelli sparsi su tavoli che quando non giocano con la smorfia contano le figure del gioco dell’Oca. Per sedersi, poi, è una riffa, bisogna scegliere la sedia o poltrona non minata da una fragilità tutta del tempo e forse dall’incuria per degli oggetti che sono troppi e, che, come il maestro, tendono a piegarsi, Continua a leggere

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