Archivi tag: Sicilia

Ministero Özpetek

Se Bret Easton Ellis vedesse “La dea fortuna”, l’ultimo film di Ferzan Özpetek (scritto con Gianni Romoli e Silvia Ranfagni), avremmo delle pagine in aggiunta al suo libro, “Bianco”, rispetto a quello che scrive – da sceneggiatore – sul cinema “gay” e, soprattutto, sul film Oscar “Moonlight”. Un nuovo capitolo del sincretismo sessual-religioso del regista, con tutti i suoi canoni: famiglia aperta, coppia in crisi (sia omo che etero), smemorato, frasi strappalacrime, malattia e conseguenti porte antincendio che si chiudono su facce tristi lasciando discussioni a metà, e terrazze, che sono il contesto per le cronache di Narnia del cinema italiano; Continua a leggere

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Occhiato: letteratura per fottuti d’ogni tempo

Se anche a voi succede di vedere spiagge quando entrate nelle librerie, non demordete e scavate, sotto tutta quella sabbia c’è del buono. Se grattate via i gialli, le amiche geniali e dribblate le piramidi camilleriane, troverete anche dei veri romanzi, ma non questo, non il migliore di quest’anno – perché riedito – e degli anni avvenire, e allora uscirete e lo cercherete in rete o nella libreria che lo terrà e lì prenderete casa, perché questo libro è una opera-vita di terra e passato, che fa impallidire tutti quelli che scimmiottano la terra e il passato, che piangono e poetano e che raccontano ciò che non sanno. Perché “Oga Magoga” (Gangemi editore) di Giuseppe Occhiato è un libro enorme, con una moltitudine di corpi e voci e pagine che girano intorno al personaggio-cometa Rizieri Mercatante, Continua a leggere

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Esordi

Anni fa andai a Comiso per raccontare i posti di Gesualdo Bufalino, e il sindaco di allora, Giuseppe DiGiacomo, mi raccontò di quando lo scrittore, ritirando il premio Campiello vinto per Diceria dell’Untore, alla domanda sul suo  esordio tardivo, rispose: «Precoce, piuttosto. Bastava un po’ di pazienza e avrei esordito beatamente da postumo».

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Favaramericana

Nella provincia di Girgenti, nella Sicilia inventata di Camilleri, tra l’abusivismo e i crolli, a Favara, ci sono Sette cortili che fanno un progetto vero. Bianco Guggenheim. Una farm, con un linguaggio estremo, che prova a ribaltare tutto: cultura mafiosa, illegalità edilizia, tempo immobile. Un progetto che va oltre gli esperimenti di Gibellina e Salemi, ma non usa i Comuni, non spende soldi pubblici, e coinvolge la gente, in un contrasto irreale che vede le foto di Terry Richardson stare sotto il naso delle signore del quartiere con una sorprendente normalità: come se i Sette cortili fossero la Quinta strada. Continua a leggere

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Orlando, ovvero un sogno fatto in Sicilia

Ormai è un rullo preceduto dalle grida da arrotino che dicono EIGM (ecco il gran miracolo), che spazza figliocci (Ferrandelli) e nuovi avversarsi figli di sigle e sfide, scazzi e sigarette fumate allo Zen (da Addio Pizzo a scendere e girare tra sedi di partito, carceri e ville, piazze e incroci, spiagge e scogli), portando la burrasca da ex discolo della Dc poi divenuto rauco a furia di comizi per la Rete, finito nel pozzo dipietresco o quasi, salvandosi dal puzzo con uno di quei salti con singhiozzo che solo lui sa fare. Continua a leggere

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