Archivi tag: Sicilia

Esordi

Anni fa andai a Comiso per raccontare i posti di Gesualdo Bufalino, e il sindaco di allora, Giuseppe DiGiacomo, mi raccontò di quando lo scrittore, ritirando il premio Campiello vinto per Diceria dell’Untore, alla domanda sul suo  esordio tardivo, rispose: «Precoce, piuttosto. Bastava un po’ di pazienza e avrei esordito beatamente da postumo».

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Favaramericana

Nella provincia di Girgenti, nella Sicilia inventata di Camilleri, tra l’abusivismo e i crolli, a Favara, ci sono Sette cortili che fanno un progetto vero. Bianco Guggenheim. Una farm, con un linguaggio estremo, che prova a ribaltare tutto: cultura mafiosa, illegalità edilizia, tempo immobile. Un progetto che va oltre gli esperimenti di Gibellina e Salemi, ma non usa i Comuni, non spende soldi pubblici, e coinvolge la gente, in un contrasto irreale che vede le foto di Terry Richardson stare sotto il naso delle signore del quartiere con una sorprendente normalità: come se i Sette cortili fossero la Quinta strada. Continua a leggere

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Orlando, ovvero un sogno fatto in Sicilia

Ormai è un rullo preceduto dalle grida da arrotino che dicono EIGM (ecco il gran miracolo), che spazza figliocci (Ferrandelli) e nuovi avversarsi figli di sigle e sfide, scazzi e sigarette fumate allo Zen (da Addio Pizzo a scendere e girare tra sedi di partito, carceri e ville, piazze e incroci, spiagge e scogli), portando la burrasca da ex discolo della Dc poi divenuto rauco a furia di comizi per la Rete, finito nel pozzo dipietresco o quasi, salvandosi dal puzzo con uno di quei salti con singhiozzo che solo lui sa fare. Continua a leggere

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L’estate è uno stato d’animo

E lui continua a suonare per loro, proprio come nel finale di “Vacanze di Natale”. Ma lo fa nella realtà, fuori dallo schermo, con molto più successo. Jerry Calà era quello non bello che piaceva lo stesso. Se uno pensa agli anni Ottanta italiani compaiono il suo linguaggio e le sue facce.  “Una vita da libine” come racconta nella sua autobiografia. Era un Peter Pan fatto in casa, che non voleva crescere, di sposarsi nemmeno a parlarne, lavoro saltuario ma divertimento fisso. Il sogno fin dall’inizio, con i Gatti di Vicolo Miracoli, ha accompagnato Calà. È andato a vivere da solo, poi no, poi sì, figlio di papà d’estate a Forte dei Marmi, cantante di piano bar l’inverno a Cortina. È andato in America con Don Buro (il personaggio più bello di Christian De Sica), è stato Yuppie e poi Pony express, inaffidabile e abbronzatissimo. Ma è ancora qua, con i ragazzini che conoscono le battute di questi film meglio dei genitori che li hanno visti a cinema. Continua a leggere

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Innamorarsi a Tagliacozzo

Per il cinema era quello della tivù, per la tivù era troppo avanti, al punto di essere sempre contemporaneo. «Appaio ai giovani insonni che avrebbero tutto il diritto di ignorarmi». Ugo Gregoretti: regista, autore tv, pedagogo, antropologo, girava l’Italia con l’inganno al collo, quel microfono che ha fatto raccontare a moltissimi italiani passioni e illusioni. Elegante, ironico, mai sopra le righe, di una gentilezza unica che comincia nei modi e finisce – avvolgendoti – nel linguaggio, un italiano perfetto. Criticava costumi e svelava il carattere degli italiani, dai più famosi a quelli più lontani. Riuscendo a non essere mai catalogabile. Continua a leggere

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