Archivi tag: Song Dong

La fidanzata di Lenin

Penso che i paesi abbandonati siano i lunedì di Dio. Sono ritornato a vederne due, nella provincia di Salerno: Romagnano al Monte e Roscigno Vecchia, il primo lasciato dopo il terremoto dell’ottanta, il secondo in seguito a diverse frane ha preso a svuotarsi all’inizio del secolo scorso, non voglio farvi la storia, che in molti conosceranno già, voglio ragionare sulle rovine, partendo da Ruskin passando per la lingua ebraica con Amos Oz, per l’arte dell’artista cinese Song Dong, per la fidanzata di Lenin in soffitta, per arrivare a come reagiamo davanti all’autopsia di un posto. È un discorso lungo, cercherò di metterlo giù con chiarezza. Partiamo da Ruskin, un critico importante, che scrisse: la composizione è l’ordinamento di cose disuguali. Continua a leggere

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Oggetto d’amore

Siamo nell’abbandono allora ci circondiamo di persone e soprattutto oggetti, a metterli in fila proviamo a dirci meno soli, convinti che piacere, felicità e risposte fuori da noi stiano nelle cose. L’ha fatto l’artista cinese Song Dong nella mostra “Waste not” al Barbican Centre di Londra, con cinquanta anni di oggetti di sua madre: Zhao Xiangyuan, una lista materiale di tutto quello che le è passato tra le mani, sul corpo, davanti agli occhi. Ne viene fuori un puzzle che dice: giorni in fila. Con sottofondo di pentole, mestoli, bottiglie, coltelli, giornali, scatole, tappi, giocattoli, elettrodomestici, vestiti e tutto quello che vi possa far dire quando lo incrociate al mercato dell’usato: chissà chi c’è dietro. Ecco Song Dong, ne ha fatto uno spartito che suona l’esistenza di sua madre, una mappa per oggetti che dice come era la vita di una persona normale in Cina, e come didascalia c’è il proverbio: “Wu jin qi gong” (non bisogna sprecare nulla). Continua a leggere

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