Archivi tag: Spagna

Maradona, Siviglia, il duende e altra sciocchezze

xMaradona sbarcò a Siviglia in concomitanza dell’anniversario della scoperta delle Americhe, erano 500 anni dall’impresa di Cristoforo Colombo e tutti, abbonandosi (passarono da 26.000 a 40.000), pensarono che li aspettava una Liga grandiosa. Siviglia nuova Napoli. Almeno è quello che disse Diego in conferenza stampa rivedendo una scena che conosceva: c’erano giornalisti da tutte le parti del mondo per raccontare il suo ritorno al calcio, aveva 31 anni, una squalifica per cocaina alle spalle (15 mesi), e veniva da una lunga trattativa tra il presidente del Siviglia, Cuervas, la Fifa, Blatter e Ferlaino, passando per Silvio Berlusconi e Telecinco che ci mise i soldi (750milioni di pesetas) e l’obbligo di una serie di amichevoli (Bayern Monaco, Lazio, San Paolo, Porto, Galatasaray) trasmesse in esclusiva e la partecipazione del calciatore ai programmi di intrattenimento della rete: finì a cantare il tango con Concha Velasco. Siviglia non era stata scelta perché porta sulle Americhe e nemmeno perché ponte col mondo mediterraneo sponda araba, e meno ancora per i legami lusitani tra la musica di strada arrivata a Napoli attraverso i gitani come racconta il maestro Roberto De Simone, no, solo perché a Siviglia c’era Carlos Bilardo, un allenatore di cui Maradona si fidava, CT dell’Argentina ai Mondiali dell’ottantasei e del novanta. Continua a leggere

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Xavi: alla ricerca dell’identità perduta

252846826_4969139266437767_1177527690107648307_nPer recuperare il cuore richiamano il cervello. Xavi vuelve, torna ad allenare il Barcellona, per ritrovare le radici catalane, una missione da Indiana Jones: avventura archeologica alla ricerca dell’ideologia di Johan Cruijff che Ronald Koeman non era riuscito a dare. E c’è anche la filastrocca-profezia: per riavere il Barça catalano creato da un olandese, ci vuole un catalano che gioca all’olandese e che prenda il posto di un altro olandese che non riusciva a far tornare l’ideologia catalana. Continua a leggere

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Velasco: da minatore a filosofo del voley

La Plata, prima di Julio Velasco, era tutte strade in diagonale e pensieri per il calcio: Estudiantes e Gimnasia y Esgrima altro che Club Universitario. Dopo è divenuta la città dell’allenatore-filosofo-psicologo, che ha cambiato la pallavolo, anzi come dicono gli argentini il voley, una elle e due “occhi di tigre”, quelli che chiedeva ai suoi giocatori: mescolando Jorge Luis Borges e Rocky Balboa. Continua a leggere

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Russia-Spagna: Iniesta, cinema naturale

Ragazzo Ispanico che esci

dal campo con i tuoi piedi buoni

per diventare vecchio inibitore

di gioco nel soffio cinese

evadendo dalla purezza geometrica

la parola corre come la palla

crudele dribbli e passi

ad ogni zolla uno spasmo

dalla Champions al Mondiale Continua a leggere

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Russia-Spagna: Akinfeev, inganno d’area

In acrobazia disegna Malevič

parando rigori agli sciagurati spagnoli

sulla linea di porta

sguazza e scrive

fedeltà alla Madre Russia

e quando vola da palo a palo*

sugli spalti sillabano

Lev Jascin

un inganno nei limiti dell’area. Continua a leggere

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