Archivi tag: Steno

Il fascismo è stata un’americanata presa sul serio

«Vengo a sapere che il cappellaio di Mussolini ha venduto a degli americani di Filadelfia, per mille lire, il fez dell’ex duce. Gli americani si stanno accaparrando , come “souvenir” della campagna d’Italia, tutto il materiale plastico del caduto regime. L’antico carrettino ciociaro che tanto piaceva al turista è ora sostituito dal pugna della Milizia o della sciarpa littoria. Sono tutte cianfrusaglie che, in fondo in dono, agli americani un po’ piacciono. Piacciono non per le ragioni storiche per cui piacevano al ceto fascista, ma per quel gusto del clownismo e della maschera che è alla base della vita pubblica statunitense. A pensarci bene, infatti, il fascismo è stata un’americanata presa sul serio. E come americanata, quindi, è in un certo senso apprezzata dal sergente Smith che ci ride sopra, ma, in fin dei conti, la sciarpa littoria gli piacerebbe portarla…»

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Non c’è che una stagione: l’estate

Quando dice: «io provo a fare commedie», abbassa la voce, ed è lì che viene fuori l’Enrico Vanzina che non insegue suo padre Steno ma prova a continuare la sua lezione, con amore, senza gara, anche dopo aver sceneggiato più di cento film. È bravissimo nel raccontare le storie della sua vita, nell’evocare i ricordi, cambiando voci e lingue, recitando gli incontri, mimando le facce e la gestualità delle persone conosciute, alternando leggerezza e malinconia, dettagli e campi larghi, è il cinema che si fa a parole, quello che precede la scrittura e poi il girato: che spetta all’altro pezzo della coppia, il fratello Carlo. Insieme possono dire di aver vissuto e di averlo saputo raccontare. A loro si deve il film che dopo “Il sorpasso” di Dino Risi è riuscito a catturare il sentimento dell’estate: “Sapore di mare”. «Noi volevamo proprio evocare “Il Sorpasso”, che rimane il film più bello del cinema italiano: un viaggio, una auto, due amici, ferragosto e il senso della vita. Abbiam cercato anche Catherine Spaak ma non poteva. E, poi, proprio quelli che i produttori non volevano, sono stati gli attori che più hanno beneficiato di quel film». Continua a leggere

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Lo zio d’America

Per anni Bud Spencer è stato il nostro supereroe fatto in casa, una specie di Superman senza costume, autarchico e con la passione per la pasta, la cui kryptonite era Terence Hill che lo infastidiva ronzandogli intorno; e che picchiava con ironia il male che gli cadeva addosso: da Napoli al West, rendendo normale quello che era irreale. Continua a leggere

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