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Ti abbiamo tanto amato – cent’anni di Gassman

downloadEbete con una punta di genialità, amava definirsi. Perso nella recitazione in greco antico, nei versi dell’Amleto e nei trattati di filosofia, rifiutava qualsiasi applicazione che avrebbe preteso la quotidiana praticità. Per una discussione con Flaiano, nessun problema, per riparare una gomma «Non capisco niente».

Sapeva parlare ai bambini, indossando un naso finto con serietà come ne “La famiglia” di Ettore Scola. Dalla sua altezza scendeva al livello dell’anarchia, prestandosi al gioco. Diceva di non aver mai compreso i suoi figli come le mogli, forse solo perché bambino lui stesso.

Un nuovo attore per il teatro italiano. Energico sulla scena, leggermente impettito per l’orgoglio di interpretare Shakespeare, di potenza inesauribile. Tutte caratteristiche che trovavano ragione nel suo passato da giocatore di basket. Solo una volta Silvio D’Amico lo richiamò per un’entrata in scena con una capriola: «Non li devi prendere così gli applausi ma per la recitazione». Continua a leggere

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Dalla Dalla, ballerino

Lucio1Erede di Puccini, cultore di Totò, fischio e jazz, stornelli da osteria e stadi pieni. Ultima scheggia impazzita della musica italiana del novecento.

Insieme a Sandra Milo, unico anello di congiunzione tra il socialismo di Bettino Craxi e il cinema visionario di Federico Fellini.

Che dei cani senza padrone sono rimasti solo i suoi cantati in Piazza Grande e i randagi dell’Appia di Pier Paolo Pasolini. Continua a leggere

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Victor Cavallo: nulla da volere, solo volare

MP00082948Scendeva con una maglietta gialla lungo la discesa alberata della Garbatella, adorava Mike Tyson e Agostino Di Bartolomei. Victor Cavallo, faccia da imperatore romano, capelli ricci, scuro, dichiarava di non essere Macario, era un poeta beat, uno dei pochi italiani che hanno vissuto da poeta vero. Roma era la sua NewYorkLasVegasSanFrancisco e Scarface uno sfigato che aveva scommesso sulla partita sbagliata, voleva una vita di taxi e di basilico dolce come una donna e con le labbra morbide, perché non gliene importava nulla di volere, preferiva volare. Continua a leggere

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Eduardo e l’abbellimento subordinato

OFF_Sabato-Domenica-e-Lunedì_@Federico-Vacca-Massaro_05-e1639659873432-700x430Con i classici si può e si deve fare di tutto: riscriverli, stropicciarli, rovesciarli, con aggiunte o sottrazioni, tenendo presente due regole: se si aggiunge si deve reggere il vertice e se si sottrae si deve conservare l’equilibro. Il regista, Edoardo De Angelis, e il suo sceneggiatore, Massimo Gaudioso, nel film per la Rai Tv, hanno shakerato “Sabato, domenica e lunedì” consegnando al pubblico italiano un Eduardo De Filippo stravolto come dopo un lungo viaggio nel deserto, tanto che si ritrovano un dromedario che si frappone alla vista su golfo e Vesuvio. Continua a leggere

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Per gli amici, Domenico Sputo

1. Erede di Puccini, cultore di Totò, fischio e jazz, stornelli da osteria e stadi pieni. Ultima scheggia impazzita della musica italiana del novecento.
2. Insieme a Sandra Milo, unico anello di congiunzione tra il socialismo di Bettino Craxi e il cinema visionario di Federico Fellini.
3. Che dei cani senza padrone sono rimasti solo i suoi cantati in Piazza Grande e i randagi dell’Appia di Pier Paolo Pasolini.

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