Archivi tag: Totò

Il rock’n’roll di capitan Sacripanti

È molto lontano dai mobilifici brianzoli, pur provenendo da Cantù, anche se trasmette concretezza. Ha i modi felpati, Stefano “Pino” Sacripanti, e il senso dell’amicizia del “Noodles” di Sergio Leone ma canta “Un giorno credi”. Uno al quale piace la puzza dei palasport, per questo ha scelto di “scendere” in A2 e allenare il Napoli Basket. Continua a leggere

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Il libro che verrà

Cosa manca alla letteratura italiana di questi anni? Ma un romanzo di eccessi, una staffetta che va da Caligola a Corona passando per Berlusconi con una spruzzata di Bianciardi, e ancora non basta. Storia d’amore laterale. Sarebbe meglio con una lingua doppia, ma niente camillerismi, piuttosto dei piani gaddiani. E basterebbe? Certo che no, dividerlo in tre parti, per raccontare il passaggio da solido a liquido e infine gassoso del nostro paese, aiuterebbe. Protagonista un Eliogabalo in versione Totò le Moko. Continua a leggere

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De Crescenzo: socratico-maradoniano

Voleva fare il cantante, ma ha avuto tre vite che l’hanno portato altrove, non senza compagnia musicale: ingegnere, scrittore, regista. Luciano De Crescenzo – oggi quasi novantenne – è tra i pochi ad aver davvero acchiappato Napoli, sulla pagina, nello schermo e prima con la fotografia. Un grande amore, che, forse, solo Isabella Rossellini è riuscita a interrompere a tratti – creando piccole distanze ogni volta che tornava – quello tra la città e l’ingegnere che raccontava la filosofia al popolo. Continua a leggere

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Non c’è che una stagione: l’estate

Quando dice: «io provo a fare commedie», abbassa la voce, ed è lì che viene fuori l’Enrico Vanzina che non insegue suo padre Steno ma prova a continuare la sua lezione, con amore, senza gara, anche dopo aver sceneggiato più di cento film. È bravissimo nel raccontare le storie della sua vita, nell’evocare i ricordi, cambiando voci e lingue, recitando gli incontri, mimando le facce e la gestualità delle persone conosciute, alternando leggerezza e malinconia, dettagli e campi larghi, è il cinema che si fa a parole, quello che precede la scrittura e poi il girato: che spetta all’altro pezzo della coppia, il fratello Carlo. Insieme possono dire di aver vissuto e di averlo saputo raccontare. A loro si deve il film che dopo “Il sorpasso” di Dino Risi è riuscito a catturare il sentimento dell’estate: “Sapore di mare”. «Noi volevamo proprio evocare “Il Sorpasso”, che rimane il film più bello del cinema italiano: un viaggio, una auto, due amici, ferragosto e il senso della vita. Abbiam cercato anche Catherine Spaak ma non poteva. E, poi, proprio quelli che i produttori non volevano, sono stati gli attori che più hanno beneficiato di quel film». Continua a leggere

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Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare

È morto come Bohumil Hrabal, raggiungendo il culmine del vuoto, gettandosi da un balcone. Mario Monicelli, si è suicidato come suo padre.  Spigoloso, fuori dal coro, ostile fino alla presunzione. Aveva una ironia dura, che veniva scambiata per cattiveria. È scappato da una stanza d’ospedale che è sempre una storia conosciuta, quando hai novantacinque anni. Continua a leggere

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