Archivi tag: Umberto Eco

Il normalizzatore

Con l’abbandono della Rai da parte di Fabio Fazio, si era creato un vuoto apparentemente incolmabile. Poi però, il direttore di rete ha chiesto ad Enrico Vaime una soluzione, dopo aver fatto un tentativo con Angelo Guglielmi. L’idea è stata: «proviamo con il mio commercialista». Tutti pensavano a una soluzione fiscale che scavalcasse il tetto degli stipendi che tanto aveva infastidito anche Michele Serra, passato a Sky – embedded – con Fazio, e, invece, Vaime pensava proprio a una sostituzione con uno sconosciuto, affidare il Talk a lui. Dopo lo scetticismo iniziale, in preda alla disperazione, hanno fatto una puntata pilota con la conduzione di Manlio Meniconi, che è andata benissimo. Continua a leggere

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C’era una volta Scauri

Solido nel corpo, deciso nelle azioni, Antonio Franchini è un direttore d’orchestra – nel senso sveviano – che sa dirigere i tempi che evoca e quelli che inventa. Dopo 29 anni che lo hanno portato a capo della Mondadori, è passato a dirigere Giunti. È uno scrittore di movimenti, per ogni sua storia c’è uno spostamento con assunzione di responsabilità che ci viene raccontata su più piani. Scisso tra quello che produce come editor e quello che scrive, tra l’Italia del sud che l’ha generato e quella del nord che l’ha formato. Alla fine è diventato colto, razionale e distaccato, come auspicava in uno dei suoi primi libri. Un uomo in equilibrio, che, con tono orientale, apparecchia vicende e attori, in circolarità. Continua a leggere

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Piattaforme: isole democratiche

IMG_9454Nessuno aveva pensato che le piattaforme potevano tornare così utili. Due anni dopo il referendum, Matteo Renzi, guardando “L’isola dei famosi”, ebbe l’idea: ne faremo centri d’accoglienza per migranti, isole che eviteranno i problemi sulle coste della nostra bella Italia, urlò dalla poltrona mentre con un selfie immortalava il momento dell’illuminazione, twittando: the future is now. Continua a leggere

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Il vizio gnostico

Umberto Eco aveva fornito vivaci anticorpi, sia in sede universitaria sia a livello popolare, grazie al metodo di passare al mixer la semiologia con la goliardia, e di disincarnare il testo mostrando la nudità del congegno, ma adesso viene spacciato per un idéologue della sinistra, e quindi anche successi iperpopolari come Il nome della rosa vengono osservati sotto un’altra luce, e lui sembra immusonirsi, come se non lo confortasse più nemmeno il calcolo delle royalty. Continua a leggere

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Umberto Eco: vite senza fine

Un gigante molle / di ferro, / una nave moderna / di terra, / santi, medioevo, tivù  / martelli, serrature, chiavi, / bullette, / disseminò con parsimonia / erudizione et ironia, / lungo un ineludibile / cammino, / nello sforzo di portare / Aristotele nei quiz, /  l’estetica / di Tommaso tra le sciure, / e funzionò / così bene / che ci credemmo tutti, / sintetizzammo il Pendolo, / accettammo la Rosa, / i draghi, i naufraghi e persino Mike / perdendoci / nel tempo / diario minimo / il suo passare / è stato una volata / immobile / in biblioteca, / vite / senza fine / al centro / del nostro / essere.

[il ritratto è di Tullio Pericoli]

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