Archivi tag: Umberto Eco

Librerie nemiche del popolo

Dove un tempo c’erano gli scaffali di Adelphi ora c’è il castello di Hogwarts – nella riproduzione della Lego – con Harry Potter che si è sostituito a Bobi Bazlen. A forza di tirare dentro le librerie la riproduzione di quello che era uscito dalle pagine dei libri: le hanno trasformate nei posti meno frequentabili per chi le ama davvero. Con il mercato come unico parametro – stravolgendo gli scaffali e sovvertendo il tempo che i romanzi dilatano e i saggi provano a smontare – quello che rimane sono le classifiche, e i personaggi che le animano. Di scrittori nemmeno a parlarne. Si può riassumere lo stravolgimento in pochi passi: la faccia dell’autore passa dall’essere un mistero per chi legge fino all’apparire in quarta di copertina – una epifania, come raccontò Baricco che da giovane cercava il viso del musicologo Massimo Mila – e da lì, con carpiato di pixel, diventa immagine sulle pareti feltrinelliane, per poi arrivare a farsi murale nel contesto raccontato: Pasolini va in periferia, a Calvino spetta l’attico. Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Max Fox: ladro di biblioteche per amore

Cerca la storia del presente Sergio Luzzatto, e la trova attraverso le imprese di Massimo De Caro, un bugiardo, imbroglione, falsario, ladro. Almeno stando al primo livello, poi c’è il resto, c’è la vita e ci sono le relazioni, c’è la biografia e il contesto, e così, questa si trasforma in una storia esemplare, il tentativo di diventare l’opposto di quello che si dovrebbe essere, una metamorfosi, e, poi, di lato, ci sono anche i tormenti dello storico che rischia di seguirlo, scivolando verso le ragioni di una mente perversa. Ecco “Max Fox” (Einaudi), un libro che solo apparentemente è un saggio, in realtà è l’evoluzione narrativa di una storia che poi sarà film, ovvero come Massimo De Caro partendo da una onesta famiglia della borghesia di sinistra arrivi ad essere una sorta di personaggio della serie Ocean’s di Steven Soderbergh o la versione maschile della falsaria interpretata da Melissa McCarthy in “Can You Ever Forgive Me?” (Copia originale). Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Il normalizzatore

Con l’abbandono della Rai da parte di Fabio Fazio, si era creato un vuoto apparentemente incolmabile. Poi però, il direttore di rete ha chiesto ad Enrico Vaime una soluzione, dopo aver fatto un tentativo con Angelo Guglielmi. L’idea è stata: «proviamo con il mio commercialista». Tutti pensavano a una soluzione fiscale che scavalcasse il tetto degli stipendi che tanto aveva infastidito anche Michele Serra, passato a Sky – embedded – con Fazio, e, invece, Vaime pensava proprio a una sostituzione con uno sconosciuto, affidare il Talk a lui. Dopo lo scetticismo iniziale, in preda alla disperazione, hanno fatto una puntata pilota con la conduzione di Manlio Meniconi, che è andata benissimo. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

C’era una volta Scauri

Solido nel corpo, deciso nelle azioni, Antonio Franchini è un direttore d’orchestra – nel senso sveviano – che sa dirigere i tempi che evoca e quelli che inventa. Dopo 29 anni a Segrate, che lo hanno portato a capo della Mondadori, è passato a dirigere Giunti. È uno scrittore di movimenti, per ogni sua storia c’è uno spostamento con assunzione di responsabilità che ci viene raccontata su più piani. Scisso tra quello che produce come editor e quello che scrive, tra l’Italia del sud che l’ha generato e quella del nord che l’ha formato. Alla fine è diventato colto, razionale e distaccato, come auspicava in uno dei suoi primi libri. Un uomo in equilibrio, che, con tono orientale, apparecchia vicende e attori, in circolarità. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Piattaforme: isole democratiche

IMG_9454Nessuno aveva pensato che le piattaforme potevano tornare così utili. Due anni dopo il referendum, Matteo Renzi, guardando “L’isola dei famosi”, ebbe l’idea: ne faremo centri d’accoglienza per migranti, isole che eviteranno i problemi sulle coste della nostra bella Italia, urlò dalla poltrona mentre con un selfie immortalava il momento dell’illuminazione, twittando: the future is now. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , ,
Annunci