Archivi tag: Usa

Marvin Hagler: il guantone in testa

Nato dalla calce e dai mattoni, generato non creato dai cantieri, Marvin Hagler, divenne Marvelous, scavalcando le corde di un ring. Dall’edilizia si portò dietro i fratelli Pat e Goody Petronelli – che finirono nel suo angolo a fargli da manager e coach – e il gergo: quel buttare giù, che dalle pareti lui traslò ai pugili. E ne andarono giù in tanti, man mano che cambiava ring, combatteva e inseguiva il titolo di campione del mondo dei medi, Continua a leggere

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Minà: vita, avventure, incontri e ricordi

Gianni Minà è la scatola nera di un mondo felice che non c’è più: tutto quello che abbiamo amato, che lui ha cercato, raccontato e connesso con l’Italia. Per questo ora soffre a ricordare, soffre a darci il backstage di quegli anni, e lo fa con delle cartoline da quel tempo, piccoli frammenti di una enorme grandezza. Dentro queste cartoline che sono i capitoli del suo nuovo libro, “Storia di un boxeur latino” (minimum fax), ci siamo noi, dispersi tra le righe, a ricordarci di quando Minà portava in tivù scrittori, attori, registi, musicisti, chiunque avesse qualcosa di davvero interessante da dire e lo dicesse bene; erano un altro mondo e un’altra Italia, quella di oggi soffre a connettersi, è pigra e poco interessata agli altri, e i Minà vengono stroncati sul nascere. Continua a leggere

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Whirlpool: la fabbrica sull’argine

L’hanno cancellata con una X su un grafico, e sotto c’erano le facce delle donne e degli uomini che ritrovate in questa pagina. Lo stabilimento Whirlpool di Ponticelli è uscito dalla prospettiva della multinazionale americana, come lo stabilimento Evansville (Indiana), dove producevano frigoriferi, finito in Messico per abbassare i costi di produzione. Continua a leggere

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Drogba: evoluzione e successo del calcio africano

Non è stato solo un calciatore, uno che occupava militarmente le aree di rigore e che segnava facendo coagulare forza fisica e tecnica, ma anche il volto e il corpo della nuova Africa calcistica. Didier Drogba, che ora smette, saluta, ringrazia ed esce dal gioco, dove è stata una specie di divinità pallonara che dai campi africani è saltato dentro le playstation, senza per questo rimanere prigioniero della ricchezza, anzi. Continua a leggere

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Il muro

A destra il deserto. A sinistra pure. In mezzo un muro. Da una parte, a poche miglia dal muro, una fattoria, dall’altra un uomo in fuga. La fattoria è bassa, fatta di mattoni, ha uno steccato che ne segna la proprietà. Dentro c’è una donna. Un tempo bella, ora solo indaffarata. Continua a leggere

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