Archivi tag: Venezuela

Maradona: gli occhi della patria e i colpi di sole

Nel giochino degli status di Facebook, Maradona gioca alla rivoluzione. Dalla sua villa dubaiana si dice pronto ad essere un soldato per Nicolás Maduro, presidente del Venezuela, saltando la fase di analisi e andando dietro all’istinto, dimenticando i fatti e facendo prevalere il sogno di una rivoluzione che dai Caraibi alla Patagonia sta naufragando, sotto i colpi della corruzione e dell’assolutismo, prima ancora di quelli delle destre illiberali. Ma il Venezuela prima di essere una squadra di calcio è un paese in grande difficoltà, e le scelte di Maduro persino tatticamente sono scarse. È riuscito a consumare in poco tempo le conquiste di Hugo Chávez, a sperperare le sue idee, capovolgendo l’economia statale, e ora difende i suoi errori con le armi, sedando – senza distinzione – insurrezioni golpiste e proteste di piazza. Continua a leggere

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Santiago, Alfredo e le altre stelle del Real Madrid

Il Real Madrid è un incrocio tra la NASA e la Coca-Cola, perché capace di contenere il cinema e il circo, il sogno e la frontiera, piaccia o meno, è nella vita e soprattutto nell’immaginazione di tutti. E se guardando negli spot della Coca-Cola si capisce dove è andato e dove andrà il mondo (si veda l’ultimo al Super Bowl), o guardando ai progetti della NASA intorno a cosa gireranno i sogni, spulciando le formazioni del Real, e quello che han portato a casa, si può dedurre che calcio faceva quell’anno, e capendo qual è il prossimo obiettivo-frontiera – dopo aver raggiunto la Décima – cosa inseguire. Continua a leggere

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Necesita ser idolatrado

Una vita in prima persona sovraesposta, questo era Hugo Chávez. Sopra le righe, sempre, fautore del darwinismo sociale, che ha provato a connettere l’America Latina, ad allacciarla da Cuba all’Argentina partendo dal suo Venezuela, e ci è riuscito in parte, con l’orgoglio: più in fotografia che nella realtà, più in piazza che nei bilanci di governo, più a parole che nei decreti, più nel sogno che nell’economia degli Stati. Ha avuto due sole luci, una alle spalle – Simon Bolivar –  e una (quando non c’erano le telecamere a riprenderlo) davanti – Fidel Castro. Continua a leggere

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Le mille morti di Fidel

Farci credere che sia morto, è questo il capolavoro di Fidel Castro. Come per Keyser Söze, de I soliti sospetti: «La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto è stato convincere il mondo che lui non esiste» Castro, è morto più volte di un attore di Hollywood, a cinema. Per poi tornare, e dirsi vincitore, di una gara che non c’era. Fidel Castro è morto mille volte, e mille risorto. Tanto che Eduardo Galeano su queste morti ci scherzava, facendone il refrain della sua storia del calcio. Il mondo si muoveva per le morti di Fidel, ogni quattro anni. In realtà ne ha seppelliti molti, di presidenti americani che lo avevano avversato e segretamente cercato di uccidere, di scrittori amici e poi nemici, di nemici e basta e soprattutto di compagni di strada eloquenti, con colpe grandi e piccole, e quando non c’erano (le colpe) ci pensava la stampa a sceneggiarle. La sua ombra si allunga sull’isola, come la sua barba e il tempo risparmiato a non rasarsi e dedicato alla rivoluzione, come disse ad Oliver Stone. I suoi anni sono lunghissimi e lenti, scanditi dalle sue morti. Presunte, inventate, volute, sempre superate, come le malattie e le assenza forzate, mascherate da impegni per il popolo, mai per sé. Persino quando morirà, sarà per gli altri, per il bene di Cuba. Castro ormai è un cartone della sua figura, il protagonista di una telenovela: infinita, con sempre lo stesso colpo di scena: la sua morte. Ogni puntata comincia con la sua morte, e finisce con la sua ricomparsa- è un gioco delle parti, che però avverrà per un numero limitato di volte (forse). Continua a leggere

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