Archivi tag: Vittorio De Sica

“È stata la mano di Dio”: ‘na cosa a dicere

locandinapg1«Tutto è autobiografia, niente è una confessione», scrive Amos Oz in “Una storia di amore e di tenebraraccontando la sua famiglia, forse avrebbe dovuto utilizzarlo come epigrafe anche Paolo Sorrentino ne “È stata la mano di Dio”, evitando le domande travagliesche sulla verità – sopravvalutatissima – che ora abitano anche i critici cinematografici. Sorrentino sceglie Maradona come epigrafe e il suo: Ho fatto il possibile, come a dire questa è l’acqua. E trattandosi di acqua napoletana degli anni Ottanta, c’è tantissimo. Si comincia con un San Gennaro pop-gagà-desichiano e si finisce con un monaciello che saluta un treno come se salutasse il Rex. Magia, affetti, evocazioni, per quello che non si è visto e si inventa, o per quello che si è vissuto e lo si reinventa. Tutto il cinema precedente di Sorrentino aveva un ritmo ovattato, grandi estetismi, ricerca della scena, e ora sappiamo che doveva fare da preludio a questa eruzione di semplicità. Continua a leggere

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Massimo Fini: antologia di un altro mondo

2971075Massimo Fini è uno dei pochi temporali giornalistici che hanno attraversato l’Italia. Per capirlo basta leggere o rileggere la sua recente raccolta che mette insieme reportage e interviste: “Il giornalismo fatto in pezzi” (Marsilio) e che pezzi, quasi tutti impensabili oggi, soprattutto per il tempo speso dietro gli intervistati o nell’andare a cercare le storie. Quello di Fini è un tempo lontano e dilatato, un tempo «a fondo perduto» come gli dice Oreste Del Buono che già negli anni settanta aveva capito che ne rimaneva poco per pensare e quindi per scrivere per bene. Oggi si perdono i lettori e non si insegue la qualità, evidentissima nella raccolta, ci sono alcuni “pezzi” altissimi come il reportage tra i contadini pugliesi dopo il rapimento di Aldo Moro che ne disegnano già la beatificazione senza sapere del martirio che sarebbe arrivato dopo; c’è una Milano perduta e non più riedificabile dell’editoria feltrinelliana intrisa di utopia e ricerca, dei bar di Jannacci e Bianciardi, e dei perditempo come Del Buono che hanno regalato ad editoria e giornali idee che oggi ancora si copiano; Continua a leggere

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Alfredo Pigna: l’uomo della Domenica

Apparteneva agli Omero dello sport, Alfredo Pigna. Quando c’erano le voci e qualche volta anche le facce. Gli era toccato lo sci come specialità, ma poi, in realtà, aveva gli occhi e le parole per tutti gli altri. La sua faccia greca, appunto, nasone, zigomi sporgenti e sguardo da guerriero, divenne il volto della Domenica Sportiva, che era l’unico Angelus possibile dopo quello del Papa. Ma Pigna, che era un anglo-napoletano, un lord che sembrava sciare quando appariva in tivù evitando i paletti della sguaiataggine e dei giudizi affrettati, veniva dalla strada, quella vera. Continua a leggere

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Muoiono tutti ’sti stronzi

Sono poche le voci capaci di ricercare la sostanza del vivere e riassumerla in una frase sola. Tanto che quando io e Amleto De Silva ci siamo ritrovati – giovanotti, detto alla Totò  – al cospetto del professor Roberto Vacca – pulpito e pietra di un’Italia che non c’è più – non credevamo alle nostre orecchie, perché era un continuo eruttare di sapere e ironia, alto e basso, e vedere passarci accanto Stefano Benni scostante e infreddolito con occhi solo per il mare, o Adriano Sofri che faceva foto ai cani, rendeva la voce gassmaniana (e anche grassmanniana per i più colti in matematica) di Vacca ancora più alta, Continua a leggere

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De Crescenzo: socratico-maradoniano

Voleva fare il cantante, ma ha avuto tre vite che l’hanno portato altrove, non senza compagnia musicale: ingegnere, scrittore, regista. Luciano De Crescenzo – oggi quasi novantenne – è tra i pochi ad aver davvero acchiappato Napoli, sulla pagina, nello schermo e prima con la fotografia. Un grande amore, che, forse, solo Isabella Rossellini è riuscita a interrompere a tratti – creando piccole distanze ogni volta che tornava – quello tra la città e l’ingegnere che raccontava la filosofia al popolo. Continua a leggere

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