Archivi tag: Vittorio Gassman

Dopo “Il sorpasso” l’estate non è stata più la stessa

Senza nomeUna spider e due solitudini che s’incontrano. Roma, inizio anni Sessanta, zona Balduina, quartiere di strade lucide e palazzi appena tirati su in occasione dei giochi olimpici, deserto causa Ferragosto. Nasceva la nuova Italia, analizzavamo per poi riderne i nostri difetti. La ricerca delle sigarette e poi di un posto dove mangiare, diventano un viaggio da Roma in su, lungo l’Aurelia, fino a Castiglioncello, con l’estate a guardare. Continua a leggere

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Gigi Proietti in ventuno punti

1) Mandrake vince pure quanno perde, figuriamoci oggi.
2) Ar core je dovevi da dì: nun me rompe er ca’.
3) Il no più bello della storia repubblicana.
4) I peccati di pattume nun erano niente rispetto a quelli de la Raggi.
5) Imitavi i tre più grandi: Gassman, Bene e Eduardo, mejo de’na tris de Gabriella.
6) Perché il teatro è come un Lego: devi da smontallo e rimontallo, ridendo, e il pubblico con te.

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Arpino: minoranza da lettere scontrose

L’Italia degli anni Sessanta del Novecento è, probabilmente, il momento più alto del secolo, per quanto ci riguarda,  almeno per immaginazione e produzione, per politica e dibattito, per cinema e scrittura, per possibilità e libertà, tanto che è irriproducibile. Ma quello che possiamo ancora recuperare e che ci arriva improvviso da diario di quel tempo, un reportage del contesto e delle figure che si muovevano all’interno, è una fotografia di quel decennio, fornita da uno scrittore di confine con tanto vento dentro le pagine. Giovanni Arpino, con le sue “Lettere scontrose” (minimum fax) una raccolta in volume della  rubrica che tenne per il settimanale “Tempo”. Continua a leggere

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A Pietro è andata bene

Da giorni, Nanni Moretti, posta sull’Instagram foto di sport: tuffi, calcetto, pallanuoto, poi ha messo un campo da tennis e ha annunciato di essere stato felicemente battuto da Pietro – suo figlio – per 6-3, 6-3, 6-0, e tutti abbiam rivisto la sequenza di Aprile (1998) quando Moretti gli fa il bagno e lo invita a rinforzarsi le spalle per non venir su come i tennisti italiani degli anni Novanta: futili e poco vincenti. Era l’ultimo Moretti intimo e politico sullo schermo, dopo sarebbe venuto un cinema differente. Ora quel cinema da Caro diario prosegue sull’Instagram, e possiamo vedere o il backstage dei film o la continuazione – con altri mezzi – di quella vita. E, che sia il tennis a raccontarcelo, ci fa pensare al ruolo svolto nei rapporti familiari e di amicizia di altri attori e registi. Dal torneo de “Lo scolapasta d’oro” di Ugo Tognazzi a Torvaianica – nato come risposta, in commedia, alla Coppa Davis – col figlio Ricky e Paolo Villaggio e Gassman e Luciano Salce, Raimondo Vianello, Carlo Giuffré, Lando Buzzanca, Renato Rascel, Gigi Rizzi, Fred Bongusto, Vittorio Cecchi Gori, Franco Interlenghi, Giuliano Gemma: in una comunione di set. Impossibile non pensare ad Adriano Panatta e Villaggio, al loro legame, e al fantozziano «Batti lei?». E anche se Panatta ha dato al cinema un cameo in un brutto film, sublimando il rumore del colpo piatto, il pof della pallina, il grande tennista del cinema era Gillo Pontecorvo, e sarebbe stato bello vederlo affrontare, oggi, Matteo Garrone, che fu allievo dell’accademia di Nick Bollettieri a Bradenton. E anche se Vittorio Gassman veniva dal basket, pare che fosse ostinatamente difficile da piegare, soprattutto per i suoi figli: sia Emanuele (Salce), quello acquisito, che Alessandro, quello naturale, non riuscivano a batterlo e lui un po’ se ne doleva un po’ gongolava, misurandoli sul campo, scrivendolo in libri e diari, e riservando ad Alessandro – come se fosse il suo Nadal – un pensiero ironico e terribile appoggiato sulla seconda palla di servizio: Questo figlio mio, da grande, sarà violinista o pappone? Quasi che il tennis, negli anni, conservando aristocrazia e intimità, servisse a regolare la sostanza della vita, a farla intravedere. Insomma, a Pietro è andata bene.
[scritto per Lo Slalom]
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Ibrahimović: un progetto nel passato

Il Milan, la squadra che doveva scrivere il futuro, chiede aiuto al passato. Più Barnum che Berlusconi & Galliani, più circo che pallone: ecco il ritorno di Zlatan Ibrahimović, che sarà anche più cattivo di quando otto anni fa lasciò la squadra, ma ha anche un mucchio di partite in più ed è un quasi quarantenne che da due anni gioca negli Usa, con i Los Angeles Galaxy, un posto dove si va a riflettere sulla pensione continuando a giocare con un ritmo lento e con le marcature larghe; c’è passato anche Andrea Pirlo, Continua a leggere

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