Archivi tag: Wall Street

Neymar: padre, figlio e colore dei soldi

Neymar da Silva Santos Senior oscilla tra le ossessioni di Leopold Mozart e la lungimiranza di Richard Williams. È un padre tiranno, come gli altri due, sono dei genitori che hanno visto la luce, quella che illuminava i loro figli: nell’ordine Neymar da Silva Santos Júnior, Wolfgang Amadeus Mozart, Venus e Serena Williams. Un pallone, un clavicembalo e due racchette sono bastate per sistemare quello che loro avevano lasciato in disordine, per trovare finalmente la vetta, sportiva e soprattutto economica. Continua a leggere

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Sunset Park, intervista con Paul Auster

Difficile non è sopravvivere alle guerre, ma cancellarne il ricordo. Il reduce è sempre uno straniero, soprattutto rispetto al suo passato. Che sia guerra o dolore quotidiano, è solo una questione di campi larghi, quello che rimane è la ferita. A leggere “Sunset Park” (Einaudi, Premio Napoli 2011), di Paul Auster si capisce che lo scrittore è interessato agli uomini che hanno quella ferita, e che sono finiti di fronte a un baratro, reduci senza guerre. Continua a leggere

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La compagnia degli eroi

L’età dei componenti della compagnia è indecifrabile, stanno tutti in modo indipendente nel tempo. I supereroi son così. Blainsmuth suscita sempre l’emozione del padre all’aeroporto, mentre Batman continua a essere in testa nei sondaggi di opinione dell’Ohio (inspiegabilmente). Superman ha avuto un collasso in volo, e adesso che lo racconta, spaparanzato sulla sedia a dondolo della casa del dottor Marcus, ride, e con lui anche gli altri. Ma non è stato un giorno facile. Le pulsazioni luminose sono scarsissime e il crimine cicatrizza le sue ferite a una velocità costante. Blainsmuth alza la mano perché vorrebbe dire la sua, ma come eroe appena arrivato deve aspettare, prima c’è Robin che deve raccontare con un ampio giro di parole delle ammaccature lasciate dal vento. L’Uomo Ragno ha delle difficoltà con la pioggia, è convinto che il suo costume sia troppo pesante durante le giornate d’acqua al punto di non consentire certi movimenti. Il dottor Marcus sa quanto il tempo atmosferico influenzi non solo i discorsi sui tram, ma anche le giornate dei supereroi e ci sta lavorando, per questo ha smesso di scrivere e ha alzato gli occhi quando l’Uomo Ragno ha preso a parlare di persone, cani, e componenti aggiuntivi che scarseggiano. Ne vorrebbe uno che libera i costumi dall’acqua in eccesso, Marcus annuisce, come a dire: Ok, ci lavorerò. E l’Uomo Ragno sorride, come un bimbo felice davanti a una giostra. Continua a leggere

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when i’m on my own

Dalla Puerta del Sol a Wall Street c’è lo stesso parallelo, Madrid  e New York stanno sedute sul 40esimo, e si passano l’indignacion – da stomaco a bocca – che negli Usa diventa occupation (di Wall Street). Hanno cominciato i greci, in pochi ne hanno ascoltato le proteste, anche perché erano cicale, Strauss-Kahn ancora non imputato ma giudice e padrone, li aveva zittiti, consigliando di lavorare, anche se si moriva per strada. Poi, è partita la rivoluzione islamica: Tunisia, Egitto, Libia, Siria. Dopo, sono arrivati gli spagnoli, e lì c’era da ascoltare, anche perché avevano occupato una piazza in pianta stabile. Intanto, bruciava Londra, ma era una rivolta per le cose, durata poco, più saccheggio che ideologia. Infine, è arrivata l’America, con una protesta nella stanza dei bottoni, Wall Street, e lì non puoi far finta di nulla, devi farci i conti per forza, e andare indietro con un lungo flashback, sì, c’è Michael Moore alla cinepresa, e tanti attori intorno, ma il film riguarda noi, gente normale. E mentre già partono i paragoni col il movimento hippy, segniamo la differenza: loro lottavano per mantenersi vivi, dovevano scampare una guerra, e avere un futuro. I ragazzi di oggi, lottano per avere una vita, e un presente. Una coscienza diversa dagli hippy, che sperimentavano e potevano permetterselo, a New York c’è una maggiore consapevolezza, sanno cosa colpire, il male diffuso è l’economia che ha sostituito la politica  (in Vietnam ci dovevi andare per forza, in Iraq ci vai per pagarti l’università, il muto della casa). Continua a leggere

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