Archivi tag: William Langewiesche

Privilegi

Nel 1958 Albert Camus scrisse: “Lo scopo della vita di una persona è riscoprire, attraverso le deviazioni dell’arte, quelle due o tre immagini davanti alle quali il cuore si è aperto per la prima volta”. Marco Oliva nel suo posto finestrino, vista ala sinistra, sempre lo stesso, sta cercando di ricordarsi quali sono le sue tre immagini ma non riferite all’apertura del cuore ma allo smarrimento, alle situazioni che lo hanno visto vivo perché  smarrito. Momenti di perdita e lontananza. Continua a leggere

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Disegnare movimenti nel cielo

102913-mdAnche se a volte ci serve da specchio, di tutti i luoghi abitati il cielo rimane il più enigmatico. E forse, se ha sempre avuto qualcosa di inaccessibile e di sacro, è perché Dio lo ha voluto così: in caso contrario, ci avrebbe fatti più leggeri dell’aria.

[…]

Nel corso dei secoli, un rispettabile numero di spiriti avventurosi, e pronti a tutto, si erano costruiti ali simili a quelle degli uccelli, imbragature rigide e timoni di varie fogge per poi buttarsi dalla torre più alta a disposizione, andando impavidamente incontro alla morte. In mare, ripetevano i saggi, i naufraghi possono sempre nuotare, aggrapparsi a un relitto e raggiungere la riva, mentre per gli “aeronauti” naufragare significa una cosa sola: schiantarsi al suolo. Continua a leggere

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Stiamo tutti andando nella stessa direzione?

Il signor Marco Oliva cresciuto in un piccolo paese del sud: dove cinema neri aspettavano luce e uomini soli dalla vita ordinaria attendevano donne senza fantasia. Autore del best seller: “Chi è Johnny Cash?”, punta a caso l’indice sul mappamondo e parte. Sta scrivendo un libro su un uomo che vive solo quando è in viaggio, pensa con Orson Welles che basti poco tempo per conoscere l’anima di un posto, divide il genere femminile in due categorie: quelle che vorrebbero essere come le donne di “Sex and the City” e quelle che sono come le donne di “Sex and the City”. Non conosce mai la città successiva quando riparte ma sa che alla fine del prossimo anno il libro e i suoi viaggi finiranno sull’isola indonesiana di Flores: con il protagonista che arriva in tempo per il cambio di colore dei tre laghi craterici del Keli Mutu. Il resto sono tumulti di cuore, note di piano, fumose girandole. Milady strada di Parigi: pagina iniziale. Continua a leggere

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