Archivi tag: Zdenek Zeman

Raiola: il pizzaiolo dei due mondi

Tridente e trigliceridi, ecco Mino Raiola che gioca in attacco come e più di Zeman – che ha conosciuto bene – senza disdegnare l’esagerazione da gourmet perverso, esagerato. Non è un caso che al campo sia arrivato da una pizzeria e che la sua prima compravendita con profitto sia avvenuta con un McDonald’s. Se Moggi ha portato il sistema nel calcio italiano – connessioni e ricatti, legami e corruzione – Raiola ha portato la roulette russa in quello europeo. Continua a leggere

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Il ritorno di Zeman

Oltre i prevedibili e i sottomessi, immune alla gloria e ai titoli, torna il sovversivo Zdeněk Zeman, con tutto il carico dei suoi azzardi, sostituendo Massimo Oddo sulla panchina del Pescara. Ha firmato – con il presidente Daniele Sebastiani – un contratto fino al giugno 2018 che comprende il recupero di questo campionato (a -13 dall’Empoli e dall’eventuale salvezza) e la progettazione del prossimo. L’importante non è la squadra o la categoria, quello che conta è il progetto. Continua a leggere

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Stressati e distesi

La cintura di sicurezza ha stretto di nuovo, come a Barcellona, e, questa volta, prima di slacciarla, ha avvisato, Pep Guardiola, l’allenatore del Manchester City, per tutti o quasi: il migliore, anche se lui ha battezzato Antonio Conte con il suo titolo, passandogli la mano con un distacco siddhartiano. Dice cercatemi su un campo di golf, perché presto smetterò di allenare. Continua a leggere

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«Se state attenti mi sentite», due incontri con Zeman

La verità devi rubarla dagli occhi, nelle lunghe pause tra una risposta e l’altra, il ritmo, invece, lo dettano le sigarette. Zdeněk Zeman, non cambia mai, proprio come gli canta Venditti. Tuta nera, maglia rossa, abbronzato, qualche capello di meno, il sorriso felino di sempre. Continua a leggere

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Dagli ombrelloni all’Europa

La triangolazione che porta Eusebio Di Francesco dal campo alla tribuna e poi alla panchina, racconta il suo distacco e dice il contrario rispetto al verbo sacchiano che adotta in campo: corti e intensi. Invece lui, sembrava un fiume che temeva di diventare mare. Aveva chiuso col calcio – ultima stagione a Perugia –, non pensava di allenare, ma era il cattivo del centrocampo (il buono era Tommasi) di Fabio Capello nella Roma che vinse lo scudetto nel 2000-01, davanti c’erano i belli Batistuta e Montella, e Rossella Sensi insieme a Francesco Totti – che aveva diviso quattro anni con lui in poco spazio – si ricordarono del centrocampista e quando si trattò di scegliere un dirigente affidabile lo chiamarono. Continua a leggere

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