Archivi tag: Zeman

I palloni della nostra Bellezza perduta

452548ef-79ae-4de4-aac2-41fea6514a6b-u333014692079404og-452x450corriere-print-nazionale1-kcec-u33301481328689vhg-656x492corriere-web-sezioni_MASTERSono emersi come reperti archeologici, anzi sono piovuti dal cielo, tornando nella piazza che era stata immaginata come campo. Tanti palloni – consumati e no, bianchi e neri, anche colorati, ne ho contati 54, quindi 54 partite interrotte – che erano stati tiri sbilenchi, imperdonabilmente calciati senza coordinazione e finiti sul tetto della chiesa San Tommaso di Ascoli Piceno. Ed è subito Costantino Rozzi, Carletto Mazzone, Vujadin Boškov, Walter Casagrande e il Corinthians, Hugo Maradona, Dirceu e persino Oliver Bierhoff, e chiunque seguisse il calcio negli anni Ottanta e poi Novanta saprebbe continuare con altri nomi, quando le squadre anche quelle lontane dai posti dove abitavi erano il principio di una passione comune. Continua a leggere

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Raiola: il pizzaiolo dei due mondi

Tridente e trigliceridi, ecco Mino Raiola che gioca in attacco come e più di Zeman – che ha conosciuto bene – senza disdegnare l’esagerazione da gourmet perverso, esagerato. Non è un caso che al campo sia arrivato da una pizzeria e che la sua prima compravendita con profitto sia avvenuta con un McDonald’s. Se Moggi ha portato il sistema nel calcio italiano – connessioni e ricatti, legami e corruzione – Raiola ha portato la roulette russa in quello europeo. Continua a leggere

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Ma, si sa, i fuoriclasse

«Io dispongo sempre bene le mie squadre in campo. Il problema è che quando inizia la partita i giocatori si muovono», diceva Alfio Basile allenatore del Boca Juniors, dell’Argentina e di molte altre squadre. Le complicazioni vengono dopo, appunto, quando tutti si muovono al ritmo del pallone, e i pensieri rimangono sulle panchine, o arrivano improvvisi ai calciatori mentre stanno tradendo il loro compito o anche mentre lo eseguono oltre ogni previsione. Continua a leggere

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Il Papa fuma, forse perché è giovane

Lenny Belardo (interpretato da Jude Law) è un Papa con molti dubbi, divenuto Pio XIII varcando il soglio pontificio, tiene una prima omelia, gesticolando come un meridionale, e con molto ritardo sul protocollo, che sembra quella di un Lutero che beve Cherry Coke guardando il disegno di un bambino americano che chiede lumi sulla posizione di Dio, forse non trovandola su Google Maps. Continua a leggere

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Il Gorilla: Fabrizio Castori

Se c’è una cosa che Fabrizio Castori sa più di tutti: è che il calcio è strano. Provinciale col vanto, e il colletto delle polo tirato su come Cantona, prima ragioniere poi allenatore. Sette promozioni, una carriera senza discese: «Ho fatto tutte le categorie, tipo Cosmi. Lui però è partito dall’Eccellenza, io da più dietro». Tutto in salita il suo percorso calcistico, e in mezzo due anni di stop dopo una rissa. Per capire quella rissa, bisogna tirare in mezzo Sandrone Dazieri che ha scritto una serie – quella del Gorilla – con un protagonista che ha una doppia personalità, due anime nello stesso corpo: lui e il suo Socio, che si scambiano di posto con una specie di interruttore nascosto, alternandosi. Continua a leggere

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