Archivi tag: Zlatan Ibrahimovic

Vita minima di Arkadiusz Milik

La gravosa avventura della crescita per Arkadiusz Milik è tutta in una piazza grigia dietro l’angolo di casa sua a Tychy: tra furti e palloni sui muri, gente semplice, pioggia nera, sigarette fumate troppo presto e desideri che diventano dolori. Città operaia della Polonia, al confine con Slovacchia e Repubblica Ceca, in un triangolo industriale che sforna le Panda della Fiat e le birre della Tyskie. Continua a leggere

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Irlanda – Svezia

L’evoluzione irlandese

passa da Saint-Denis

apparecchiandosi

oltre i sentieri

di sbronza,

con un lessico germanico Continua a leggere

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Gabbiadini, lo zen, e l’arte della manutenzione del gol

Il molteplice Gabbiadini è sempre lo scarto inatteso: fuori e dentro l’area di rigore. Prima la spinge di forza in porta, scivolando e colpendo con la suola – un gol alla Ibrahimovich – fiondandosi sul cross di Allan e agganciandola in spaccata; poi con un tiro da lontano, mentre il pallone ancora gli rimbalza davanti, la mette di nuovo alle spalle di Andersen, trasformando l’intera difesa del Midtjylland in un falò bruciato dalla sua vanità tecnica, il “solito” gol da fuori area, che, sponda sul palo, si deposita in rete. Continua a leggere

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Se una notte d’inverno un calciatore

B65CRr0IMAAWETRL’assalto alla Roma – niente a che vedere con i tifosi del Feyenoord – al suo secondo posto, da parte del Napoli, passa per Manolo Gabbiadini. È l’uomo del mercato invernale e molto probabilmente quello che risolverà i problemi delle prossime stagioni partenopee. Il molteplice Gabbiadini, uno che dove lo metti sta, che sia campo o vita, fascia o centro area, rifinitore ala o punta, uno che piova o meno fa la cosa giusta: la mette in porta o ci manda Higuain, uno che a vedere le sue ultime partite con la squadra di Rafa Benitez sta dalle parti di Zlatan Ibrahimovich. Il paragone può sembrare eccessivo, lo so, per ora il ragazzo di Calcinate si è messo in scia, e corre corre e segna pure. Manolo Gabbiadini ha una leggerezza di movimenti, Continua a leggere

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Posizione di tiro

La rovesciata e il colpo di tacco nel calcio sono come i Beatles e i Rolling Stone nella musica, almeno per me, e quindi talonnade e Mike Jagger. La rovesciata è barocca, è un urlo, e infatti piace ai più. Il colpo di tacco è il silenzio nel caos delle aree di rigore. E io sono un tipo piuttosto silenzioso, votato alle cose impossibili – per dire amo l’Athletic Bilbao, da prima che arrivasse Marcelo Bielsa, mi basta sapere che non imbrogliano e che sugli spalti c’è una ragione sentimentale, anche sbagliata e minoritaria ma autentica. È come per le donne e i libri ognuno ha i suoi canoni. Tra i tanti calciatori capaci di colpire il pallone con l’altra punta estrema del piede, c’era Rabah Madjer, algerino, anche lui come Hugo Sanchez, un dispari (ripeto la mia teoria sui calciatori, per gli assenti: ci sono giocatori definiti “pari” come Messi, Cruyff, Baresi, che non solo sono grandi ma hanno anche una squadra apparecchiata, poi ci sono i calciatori definiti “dispari”, cioè quelli bravissimi come Sanchez, Milla e appunto Madjer, che però non hanno la squadra, e poi c’è Maradona che squadra o no, importa poco, è fuori categoria, per dirla con Menotti: “quello che prende una banda e la trasforma in una orchestra”). Continua a leggere

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