Archivi categoria: stiamo tutti andando nella stessa direzione?

Maradona è amico mio – Prefazione di Emanuela Audisio

Non c’è sfogo, non c’è retorica, e nemmeno un’illusione. C’è che Diego Armando è tutti e non tutti sono lui, anche se ci piacerebbe, c’è che Maradona è una confluenza come l’incontro del Tigri con l’Eufrate, c’è che è stato capace di attraversare molto, onestà e disonestà, mostrando che entrambe hanno una ragione, e di illuminare povertà, ricchezze, vanità, quante volte figlio mio, molte padre, ogni volta che ho potuto. C’è che la vita va storta, come i dribbling, e a certe finte finisci per crederci anche tu, poi ti tuffi e scopri che il mare del tempo è una superficie dura, che fa male, che gli specchi sono tremendi, nella loro mancanza di fantasia. Carnera, Jes­se Owens, Coppi, Bartali, Pelé, Clay-Ali, Best, Cruijff, Maradona; perché i campioni dello sport sono l’edera intrecciata alla nostra vita e noi continuiamo a scrivere le nostre iniziali su quel tronco? Continua a leggere

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Muoiono tutti ’sti stronzi

Sono poche le voci capaci di ricercare la sostanza del vivere e riassumerla in una frase sola. Tanto che quando io e Amleto De Silva ci siamo ritrovati – giovanotti – al cospetto del professor Roberto Vacca – pulpito e pietra di un’Italia che non c’è più – non credevamo alle nostre orecchie, perché era un continuo eruttare di sapere e ironia, alto e basso, e vedere passarci accanto Stefano Benni scostante e infreddolito con occhi solo per il mare, o Adriano Sofri che faceva foto ai cani, rendeva la voce gassmaniana (e anche grassmanniana per i più colti in matematica) di Vacca ancora più alta, Continua a leggere

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Cederna degli spiriti: dai salotti ai cortei

Camilla Cederna, l’altra: donna, coscienza, giornalista, città, grazia, bellezza, intelligenza. Un mondo a parte, quello di Camilla. Inaspettato, affascinante, spiazzante. Beautiful e Pinelli. Jeans e salotti. Gran classe e cortei. Spietata cronaca e pettegolezzi. «Trattare con serietà le cose frivole e con leggerezza le cose gravi», uno dei suoi segreti; ma anche saper ascoltare tutti. Sullo sfondo, Milano: la sua città, la moda, il boom, la mondanità; borghesia e proletariato: frequentati, conosciuti, con semplicità; e poi la politica, gli scontri, le bombe, le stragi, gli assassini di stato, le botte in questura, i morti. Continua a leggere

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Botte di discrezione

È difficile scrivere del film sull’omicidio di Stefano Cucchi, “Sulla mia pelle”, di Alessio Cremonini, perché appena si prova a muovere una critica all’opera, scatta il ricatto d’insensibilità o peggio di mancata comprensione per la tragedia, raccontata con una regia scarna e basata su una sceneggiatura che ha tenuto conto del profilo del ragazzo, della sua ostinazione. Alessandro Borghi – che interpreta Stefano – se l’è scritto addosso, come da titolo, livido dopo livido, respiro affannoso dopo respiro affannoso, dolore dopo dolore, lamento dopo lamento, restituendoci carattere e sguardo – quello che era mancato alle cronache giornalistiche –, portandoci per forza di cose alla commozione, soprattutto quando in un involontario ultimo desiderio chiede della cioccolata, nella sua notte definitiva, o nelle conversazioni notturne con un altro detenuto che bordeggiano i deliri, per questo divergendo dalla normalità che opprime il film. Continua a leggere

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Valentino e compagnia

L’autunno del patriarca Valentino Rossi rischia di diventare l’inverno del suo scontento. Sicuramente pesa più di ogni altra cosa la sua moto – la Yamaha – che ha più problemi di un vecchio condomino, che lui prova a superare, per ora, senza riuscirci: “Sono preoccupato, non abbiamo l’aderenza che occorre e non sappiamo come rimediare”. Intanto, corre, lotta, ma senza acuti, mancando a se stesso prima che ai suoi tifosi. Continua a leggere

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