Archivi categoria: stiamo tutti andando nella stessa direzione?

Viaggio alla fine di Yehoshua

Era un naso destinato alla letteratura quello di Yehoshua. Inimmaginabile per Rostand, con la stessa poesia di Dante, scritto da Gogol’ per l’intraprendenza. Pronto a perdersi nel mondo, raccontando bugie e conservando l’intuito di fiutare le più grandi. Continua a leggere

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Davis contro Golia. Quando il tennis smashiava la storia.

285647209_1058714268363063_7722993635078394299_nDa «Batti lei?» agli scolapasta d’oro, tra cinema italiano e Coppa Davis c’è più osmosi che separazione. Dopo le spalle tristi per Moretti e gli allenamenti di Garrone con Nick Bollettieri, arriva “Una squadra” di Domenico Procacci, epica di un tempo perduto e sigillo di un legame tra narrazione e azione.

Per calcolare la distanza dal 1976: una canzone di Domenico Modugno valeva più di una relazione di Gian Carlo Pajetta. Oggi abbiamo solo foto di trapper tra cocktail, salotti e concerti. Continua a leggere

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Gianni Clerici: lingue, letterature e racchette

i__id9558_t1578453402«Sono quello con la racchetta». Rispose a Gianni Brera che gli chiedeva come poteva riconoscerlo all’appuntamento che si erano dati in galleria a Milano. Era una Dunlop Maxply, la racchetta con la quale Rod Laver realizzava il suo secondo Grand Slam. Perché Gianni Clerici, come i veri grandi scrittori – prestati o no allo sport –, stava nei dettagli, che dall’erba diventavano la Foresta Amazzonica, amava il racconto dove ribattezzava uomini, flora, fauna, tennisti, montandoli in musica, con piacevolezza, classe e umorismo tenendo insieme Oscar Wilde, Bernard Shaw, Evelin Waugh, tanto da considerare il “Gruppo 63” un sindacato. Quando venne inserito nell’International Tennis Hall of Fame (l’altro italiano è Nicola Pietrangeli, l’unico “grande” battuto da Clerici) Continua a leggere

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Sabatini: problemi con le curve aziendali

sport_sabadini_roma_conferenza_stampaNel film “Trouble with the Curve” (2012) Clint Eastwood è Gus Lobel: un anziano talent scout degli Atlanta Braves, ritenuto uno dei migliori nel settore, con un problema all’occhio e una estraneità ormai al suo mondo. Ritaglia gli articoli dai giornali di carta per il suo archivio di giocatori. Dall’altra parte ci sono “i giovani” con altri metodi, le statistiche, i computer e la fretta. Continua a leggere

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Ayrton Senna, un’altra storia

Senna kart 1Aveva l’amore per la meccanica insinuato nelle profondità del codice genetico: e ne fece vertigine. Ayrton Senna era il fondatore di un impero basato sui sorpassi impossibili, in spazi risicati, e in imprese che richiedevano uno spossamento pari solo a quello di certi stregoni di Haiti. Parlava con Dio, lo vedeva, e un po’ lo incarnava in qualche curva, certo, non nell’ultima, dove venne sacrificato. Oggi avrebbe sessantadue anni e no, non lo abbiamo visto invecchiare. È lecito immaginare un finale diverso, c’è il bivio, c’è quella possibilità, come ha fatto Quentin Tarantino in “C’era una volta a… Hollywood” ridando la vita a Sharon Tate, Continua a leggere

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