Archivi categoria: stiamo tutti andando nella stessa direzione?

Il frigorifero del poeta

Il frigorifero del poeta è un pigiama con le pulci. La sua casa un ex stabilimento industriale. L’ultimo pasto: zuppa di pesce. Ha un cancro allo stomaco, finestre luminose su strada affollata, poche parole ancora e lo spirito ucciso dagli stupefacenti. Con un’aria di felicità invisibile sapeva rievocare le piccole cose, accettare il caso, ridurre la vita in un rigo. Diceva che: «per entrare nel corpo del mondo bisogna rinunciare al proprio». L’aveva fatto. Meditazione. Di uno spirito superiore, parlavano i critici andandogli dietro. «Il successo genera consenso, il consenso non sempre se ne intende di libri», replicava lui. Sulla tovaglia che accompagnava la zuppa di pesce c’erano i suoi ultimi versi, ma più che una poesia sembrava un algoritmo esploso, si capiva poco, scriveva della presunzione che genera il dolore, della somiglianza con gli altri, smagriti e urlanti, sopraffatti dall’ombra. Il resto, solchi.


[photo di Mark Menjivar]

La fidanzata di Lenin

Penso che i paesi abbandonati siano i lunedì di Dio. Sono ritornato a vederne due, nella provincia di Salerno: Romagnano al Monte e Roscigno Vecchia, il primo lasciato dopo il terremoto dell’ottanta, il secondo in seguito a diverse frane ha preso a svuotarsi all’inizio del secolo scorso, non voglio farvi la storia, che in molti conosceranno già, voglio ragionare sulle rovine, partendo da Ruskin passando per la lingua ebraica con Amos Oz, per l’arte dell’artista cinese Song Dong, per la fidanzata di Lenin in soffitta, per arrivare a come reagiamo davanti all’autopsia di un posto. È un discorso lungo, cercherò di metterlo giù con chiarezza. Partiamo da Ruskin, un critico importante, che scrisse: la composizione è l’ordinamento di cose disuguali. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , ,

Soriano: una specie di Balzac argentino

Diceva di essere nato con un gatto in attesa sulla porta, il padre che fumava in cortile, e Borges e Bioy Casares a pochi isolati da lui impegnati a creare storie allucinate di don Isidro Parodi. Era il suo modo di riassumente Mar del Plata nel ‘43. Poi aveva vissuto giocando a calcio, fumando, fuggendo e tirando pietre nelle finestre dei potenti, come un bambino, senza mai perdere il sorriso. Fece il giornalista, fu costretto all’esilio dal potere di Videla, scrisse libri che lessero tutti – dai ragazzini di Buenos Aires a Fidel Castro, Gabriel Garcia Marquez e Salman Rushdie passando per Maradona –, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Qui giace Bob Dylan

qui giace bob dylan

assassinato

dal di dietro

da carne tremante

che dopo essere stata rifiutata da Lazzaro,

saltò su di lui

per solitudine

ma scoprì con stupore

che egli era già Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,

I padroni

Né andava meglio con gli stessi padroni. Mi ero aspettato di trovare uomini onesti, nobili e vivi, i cui ideali fossero onesti, nobili e vivi. Mi sono ritrovato tra quegli uomini che sedevano nei posti più importanti: predicatori, politici, uomini d’affari, professori, proprietari di giornali e case editrici. Con loro ho pranzato, bevuto vino, sono andato in automobile e li ho studiati. È pur vero che ho scoperto che molti di loro erano onesti e nobili; ma, tranne rare eccezioni, essi non erano vivi. Credo fermamente che avrei potuto contare le eccezioni sulla punta delle dita. Laddove non erano vivi per corruzione, adusi a una vita disonesta, essi erano semplicemente dei morti insepolti – onesti e nobili come delle mummie ben conservate ma non vive. Continua a leggere

Contrassegnato da tag