Archivi categoria: stiamo tutti andando nella stessa direzione?

La morte del maiale

Dalla morte di Bernardo Bertolucci ripenso a quando diciassettenne con un altro amico avevamo letto del suo primo o secondo film, non ricordo, sull’uccisione di un maiale. Credo si chiamasse proprio “la morte del maiale”. Era d’autunno, e avevamo appena visto molti dei film di Bertolucci, capendo poco del suo cinema, ma subendone un fascino enorme, al punto di spingerci all’emulazione. Continua a leggere

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Pubblico comizio

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It’s Mourinho time

Unire in un solo gesto Enzo Jannacci, Peppino Prisco, Ugo Tognazzi e Kevin Spacey è quasi impossibile, ma José Mourinho è un felino, quindi capace di tutto. Ecco il suo orecchio teso a sentire i cori dei tifosi juventini zittiti dal ribaltamento della partita, farsi sintesi d’ironia, riscatto e risposta, e non offesa come si è detto e scritto, un gesto perfetto col quale ha unito tutto il mondo anti-juventino da Buckingham Palace – escluso il Sun che ha titolato “No class”  – al San Paolo – esclusa la Rai che ha provato a far passare il suo gesto come offensivo. Continua a leggere

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Pasolini, ultima sera

Scrisse, sparigliò. Filmò, lo processarono. Accusò, venne ucciso. Pierpaolo Pasolini, trent’anni dopo. Stessa notte, stessi luoghi. Il viaggio comincia nel cuore della capitale, la attraversa, vive, consuma, finisce all’idroscalo ostiense: periferia della periferia, dove il Tevere si fa largo fra i rifiuti: carcasse di motorini, frigoriferi, lavatrici, parabole, mattoni, tv, sedili d’auto: stratificata archeologia del presente, tutto emerge dalla sabbia scura, vegeta sotto i salti dell’acqua, un dai e dai che è un ciclo di vita, artificiale, surreale; i pesci si salvano gettandosi delle reti delle bilance che sbilenche pendono dai casotti di legno, i pescatori fumano lenti e non parlano, affacciati sul fiume. Dall’altra parte il mare scroscia, s’infrange contro case basse e informi, baracche difese da cani e topi, reti colorate dalla ruggine, muri su muri marci d’acqua, incastri da meraviglia, suggestivi colorati accoppiamenti da Guadalajara, gabbie e persino giardini, eternit a go-go (qui non può far male?), Continua a leggere

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Maradona è amico mio – Prefazione di Emanuela Audisio

Non c’è sfogo, non c’è retorica, e nemmeno un’illusione. C’è che Diego Armando è tutti e non tutti sono lui, anche se ci piacerebbe, c’è che Maradona è una confluenza come l’incontro del Tigri con l’Eufrate, c’è che è stato capace di attraversare molto, onestà e disonestà, mostrando che entrambe hanno una ragione, e di illuminare povertà, ricchezze, vanità, quante volte figlio mio, molte padre, ogni volta che ho potuto. C’è che la vita va storta, come i dribbling, e a certe finte finisci per crederci anche tu, poi ti tuffi e scopri che il mare del tempo è una superficie dura, che fa male, che gli specchi sono tremendi, nella loro mancanza di fantasia. Carnera, Jes­se Owens, Coppi, Bartali, Pelé, Clay-Ali, Best, Cruijff, Maradona; perché i campioni dello sport sono l’edera intrecciata alla nostra vita e noi continuiamo a scrivere le nostre iniziali su quel tronco? Continua a leggere

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