Archivi tag: New York

Padrino, don’t preach

1. Insieme alla Bibbia alla Torah e al Corano, il Padrino spiega il mondo, ma con più attualità e più tradimenti.
2. Siamo stati tutti Sonny una volta nella vita: irruenza, istinto e per fortuna nessuno c’ha sparato. Chi non è stato Sonny non è mai cresciuto e non sa cosa si è perso.
3. Invece di contare la vostra età per candeline e cerchi concentrici nel tronco, potresti limitarvi a contare i Tessio.

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Guardando “Fran Lebowitz: una vita a New York”

1. “Pensa prima di parlare. Leggi prima di pensare.” Lebowitz avrebbe dovuto specificare: e prima accertatevi che il libro non sia capovolto.
2. Non temere un litigio con Charles Mingus ubriaco, ma evitare le sale cinematografiche piene di gente. Chiamatelo snobismo, se preferite. Forse è semplice prudenza.
3. L’intellettuale più coraggioso di tutti, che si permette di uscire di casa dichiarando: sono piena di opinioni. Continua a leggere

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Maradona e Pelé: istantanee di rock e pop art

Si può ridurre tutto a due foto? Sì, giocando. In una: Pelé si sta facendo iconizzare da Andy Warhol; nell’altra: Maradona sembra uno dei Queen. La prima è una foto di una foto che si sta scattando: c’è uno dei maggiori artisti del Novecento che sta trasformando in arte (dibattito ancora aperto) quello che nel 1977 era considerato il più grande giocatore della storia del calcio: Pelé, che è in posa col pallone, e sfodera il suo sorriso mandrakesco, poi prestato anche a John Huston in Fuga per la vittoria. La polaroid che Warhol gli sta scattando faceva parte di un lavoro commissionatogli da Richard Weisman su dei campioni sportivi che includeva: Muhammad Ali, Kareem Abdul-Jabbar, O. J. Simpson, Jack Nicklaus, Chris Evert, Dorothy Hamill, Willie Shoemaker, Rod Gilbert e Tom Seaver. Continua a leggere

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Andy Ruiz: il lato molle del pugilato

Una affettatrice sotto forma di budino, ecco Andy Ruiz (32 vittorie – 21 per ko – e una sconfitta in carriera), e con lui, con la sua goffaggine, la rivincita dei gordos. Il pugile ciccione, bianco, col collo di cemento e la pancia da Narcos messicano – tutto riconduce a quell’immaginario, dall’arzigogolato tatuaggio sulla schiena: ‘victorious’ ai calzoncini con la scritta ‘destroyer’ sotto la pancia, fino ai guantoni dorati e all’altare votivo che si porta disegnato sul petto –: un inno contro le palestre, uno che c’è entrato, a 10 anni, senza smettere di mangiare i dolci che amava ed ama, che si è allenato, ha acquisito la tecnica senza buttare giù i chili di grasso che si portava dietro, un salvagente che alla fine gli ha dato ragione. Continua a leggere

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Una vecchia lettera di Depardieu a Bielsa

Caro Marcelo,

il panorama è fatto di case piccole e monotone, per questo scrivo a te che sei un castello. Non ci vediamo dai tempi di Marsiglia, quando accettasti di farmi entrare nel tuo rifugio e mi cucinasti due uova al tegamino bevendoci su Borgogna (era l’Echezeaux Grand Cru, 2002 di René Engel), in fondo erano solo le undici del mattino, ci poteva stare. Continua a leggere

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