Archivi tag: New York

Garibaldi, monarca del tempo: febbre, tifo e spada

Nizza. Al terzo bicchiere di Jack Daniel’s, la lingua del generale Giuseppe Garibaldi si scioglie. Tutta la ritrosia che mi aveva mostrato scompare, la distanza si annulla, e viene fuori la verve oltre la sua voglia di raccontare quaranta anni di battaglie sempre in attacco. Lo incontro, al bar dell’Hotel “Le Negresco” sul lungomare di Nizza, in compagnia di altri due italiani, che passano l’estate con lui e Anita: Luciano Bianciardi, scrittore, e Bettino Craxi, politico. Me li presenta dicendo: «Qualcuno se li ricorderà». E prima che io possa replicare, lui, è già partito con i ricordi. Svelando cose che farebbero invidia a Denis Mack Smith. «Nizza fu una idea di mio padre, sa come sono i padri, pensano che un Napoleone Primo sia meglio del Rio de la Plata: Continua a leggere

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Bob Noorda: l’uomo della chiarezza

Bob Noorda era l’uomo della chiarezza, il suo: un lavoro concreto, niente ornamenti, doveva andare dritto al cuore delle cose e fartele capire.  Essenziale fino all’osso, uno scultore della grafica, designer tra i più bravi del secolo, nato ad Amsterdam del 1927, aveva studiato all’Istituto Ivkno, educazione aria e professori figli della Bauhaus. Agli inizi degli anni 60 era venuto in Italia, cambiando a modo suo una parte del nostro immaginario. Continua a leggere

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Evtušenko beve, Limonov rassetta

Un giorno Steven chiede al domestico di preparare le camera degli ospiti più bella per il suo illustre connazionale, il poeta Evgenij Evtušenko. Eduard non ha nessuna stima di quell’ipocrita, dissidente a metà, ricoperto di privilegi e di dacie, che riesce ad avere la botte schifosamente piena e la moglie completamente ubriaca, ma naturalmente non fiata. Continua a leggere

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Gli stadi del Wisconsin

Mark Artaud ha scritto in sogno: “Gli stadi del Wisconsin”, storia di una partita di baseball disputata tra Milwaukee Brewers e St.Louis Cardinals, esplorando le biografie di quelli che erano presenti, legati da una strana notorietà. Ha scelto quello stato perché la parola è un inglesizzazione dell’adattamento francese di un nome indiano che significa “il luogo dove viviamo”. Si va da Jill Price, americana, 42 anni, che soffre di “sindrome della memoria sovraccarica” e non può dimenticare neppure un suo gesto degli ultimi 34 anni. A Pietro Psaier: artista fantasma. Fredric J. Baur che inventò il contenitore cilindrico delle “Pringles”, Dan Cooper uno dei primi dirottatori d’aereo, James Oyebola pugile con tragica fine, Wayne A. Schenk l’uomo che in un mese scoprirà prima di essere malato di cancro ai polmoni poi di aver vinto il primo premio della lotteria di NY, e molti altri. Chiude la partita e il libro: Bruce Springsteen che ha cantato una serenata per New York.

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Joe Frazier: my way

Joe Frazier quello che stese Muhammad Ali, seppure per una volta sola. I suoi incontri erano tempeste che si abbattevano sul ring, per chi le guardava da fuori: spettacolo, per chi ci stava sotto: calamità. Era così, aveva la brutalità della natura. Oro olimpico nel 1964 a Tokyo, per tre volte (1967, 1970 e 1971) pugile dell’anno secondo la rivista “Ring Magazine”. Continua a leggere

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