Archivi tag: Napoli

Victor Osimhen: il molleggiato di Lagos

Senza nomeIl molleggiato di Lagos vive nell’erranza. Avanza da ballerino di tip-tap ma con la forza di un rugbista, un ossimoro dalle gambe lunghissime, come quelle di Florence Joyner Griffith, Flo-Jo per l’America, una freccia nera che attraversa i campi verdi e fa vedere rosso ai difensori: Victor Osimhen, dribbla tutti, salta sulle loro teste e segna, segna, segna. Continua a leggere

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40 anni di “Ricomincio da tre” – Quando c’è Troisi c’è tutto

1. Napoli terremotata, da un palazzo Troisi entra in scena, uscendo dal teatro per sempre, irrompendo sullo schermo, chiamato a gran voce dai suoi coetanei e da chi parlava la sua stessa lingua.
2. Non sapremo mai quali sono le tre cose che gli sono riuscite prima di ricominciare.
3. Un vaso di rara bruttezza, che ognuno avrebbe potuto dimenticare, ma è passato alla storia per un prodigio mancato.

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Settantanove anni di Estate

1. Da architetto disegnò l’Estate Romana, riprogettando il vuoto della vacanza.
2. La ridefinizione dell’effimero, finalmente libera dai grafici del rendimento tra Franco Maria Ricci e Renato Nicolini.
3. Attore per Ettore Scola, perché il cinema – e l’arte tutta – andrebbe vissuta come esperienza totale, dalla realizzazione alla proiezione.
4. Comunista per il Pci, edonista reaganiano per D’Agostino.
5. Usare l’architettura per raccontare la vita, e viceversa.

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San Gennaro e il grande freddo

Domenico Rea diceva che il popolo napoletano era stato così dentro la storia e così maltrattato, deriso e beffato, che ha finito per uscire dal tempo, creando una città-nazione eterna, dove la legge va da San Gennaro alla cabala. Appoggiava questa visione a Kierkegaard che descriveva l’uomo religioso come estraneo nel mondo e nel tempo, e poi ci metteva Dante come pietra definitiva: «Fede è sustanza di cose sperate e argomento de le non parventi, e questa pare a me sua quiditate». Continua a leggere

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Alfredo Pigna: l’uomo della Domenica

Apparteneva agli Omero dello sport, Alfredo Pigna. Quando c’erano le voci e qualche volta anche le facce. Gli era toccato lo sci come specialità, ma poi, in realtà, aveva gli occhi e le parole per tutti gli altri. La sua faccia greca, appunto, nasone, zigomi sporgenti e sguardo da guerriero, divenne il volto della Domenica Sportiva, che era l’unico Angelus possibile dopo quello del Papa. Ma Pigna, che era un anglo-napoletano, un lord che sembrava sciare quando appariva in tivù evitando i paletti della sguaiataggine e dei giudizi affrettati, veniva dalla strada, quella vera. Continua a leggere

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