Archivi tag: Lionel Messi

Luka Modrić, principio di necessità

Dopo gli eccessi si torna alla normalità. Si lascia l’Olimpo per l’umano, per il piccoletto che passa come un refolo di vento tra Cristiano Ronaldo e Lionel Messi, interrompendone la diarchia, nel suo miglior dribbling, col Pallone d’Oro. Luka Modrić partito pastore, dopo aver sfiorato la vittoria mondiale, in Russia, dove è risultato miglior calciatore, e con quattro Champions League alle spalle, trova il premio più ambito da singolo, quello che meglio sancisce l’aver giocato sopra gli altri, l’entrata nella ristretta cerchia dei lussuriosi della palla. Continua a leggere

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César Luis Menotti: oracolo, bandiera, idea

Metà stregone, metà aristocratico. Fisico da ballerino, capelli lunghi sulle spalle – anche ora che sono tutti bianchi –, faccia asciutta e naso da guerriero greco, César Luis Menotti, il Don Chisciotte pragmatico d’Argentina, compie ottant’anni. E sembra ancora un ragazzo, con le sue tante vite: calciatore, allenatore, chimico, filosofo, e imperatore per una notte, nel 1978, accendendo la luce nella tenebrosa dittatura di Jorge Videla, quando vinse il mondiale con la nazionale argentina. Continua a leggere

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INTERVISTA IMPOSSIBILE A OSVALDO SORIANO, Mosca 2018

Osvaldo Soriano mi aspetta al ristorante “Strelka Bar”, sulla Moscova. Calciatore, giornalista, scrittore argentino. Esordì con “Triste, solitario y final”. Dopo il golpe militare scelse l’esilio in Europa. In gioventù era stato il centravanti mancino  del Confluencia che stese un cane poliziotto con un tiro. Ogni palla che aveva o era gol o stendeva un cane. Lo raggiungo in leggero ritardo. Continua a leggere

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Sudamerica: futbolisti lost in translation

Rien ne va plus, gira la palla e con lei anche il mondo del calcio. Cambiano numeri e nazioni, cadono calciatori e si modificano costellazioni calcistiche. Col Brasile esce l’ultimo pezzo di Sudamerica rimasto al mondiale, come nel 1982 e nel 2006. Saudade. Sì, tanta. Di quando la Seleção riusciva a non essere egoista, era il 2002. Il resto è sconfitta. Occhi al cielo in cerca di Dio e sguardo al passato, quando c’erano l’uomo e la squadra forte. Argentina, Colombia, Uruguay e Brasile. Con un discorso a parte per il Messico. Fifa: abbiamo un problema. Continua a leggere

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Francia-Argentina: Ángel Di María, vecchio peccato

Aspettavano la sera a Rosario

giocando ai dadi con i gol

occhi tristi che ricambiano il cenno

finte tra vanità e menzogne

la giovinezza si spegne senza titoli

le carte probabilmente truccate

dicevano un mondiale a testa

per i rosarini Messi e Di María

indecifrabili e insensati Continua a leggere

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