Archivi categoria: forme d’onda

Ayrton Senna, un’altra storia

Senna kart 1Aveva l’amore per la meccanica insinuato nelle profondità del codice genetico: e ne fece vertigine. Ayrton Senna era il fondatore di un impero basato sui sorpassi impossibili, in spazi risicati, e in imprese che richiedevano uno spossamento pari solo a quello di certi stregoni di Haiti. Parlava con Dio, lo vedeva, e un po’ lo incarnava in qualche curva, certo, non nell’ultima, dove venne sacrificato. Oggi avrebbe sessantadue anni e no, non lo abbiamo visto invecchiare. È lecito immaginare un finale diverso, c’è il bivio, c’è quella possibilità, come ha fatto Quentin Tarantino in “C’era una volta a… Hollywood” ridando la vita a Sharon Tate, Continua a leggere

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Vitti n’attrice

xDue fari abbaglianti, gli occhi di Monica Vitti, gli schermi più grandi che il cinema abbia mai avuto.

Come per Bernard Tapie, il quotidiano “Le Monde” diffuse per errore la notizia della sua morte. Sorrise, scherzò e replicò, ringraziando per averle allungato la vita. L’esistenza è troppo breve per non insegnare la cordialità ai francesi. Continua a leggere

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Victor Cavallo: nulla da volere, solo volare

MP00082948Scendeva con una maglietta gialla lungo la discesa alberata della Garbatella, adorava Mike Tyson e Agostino Di Bartolomei. Victor Cavallo, faccia da imperatore romano, capelli ricci, scuro, dichiarava di non essere Macario, era un poeta beat, uno dei pochi italiani che hanno vissuto da poeta vero. Roma era la sua NewYorkLasVegasSanFrancisco e Scarface uno sfigato che aveva scommesso sulla partita sbagliata, voleva una vita di taxi e di basilico dolce come una donna e con le labbra morbide, perché non gliene importava nulla di volere, preferiva volare. Continua a leggere

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Pupetta Maresca in confessione da cucina

 

270354155_5351825264834625_448567200364417925_n«Ognuno si costruisce la sua sorte, la mia è di sofferenza. Guardi, guardi le mie rughe sono tutte di tristezza». E indica la fronte, sotto i capelli rosso fuoco. Le parole caricate con forza, la sento parlare e me la ricordo alla conferenza stampa del 13 febbraio ’82 quando Assunta Maresca, Pupetta, rese pubblica la sua ostilità a Raffaele Cutolo e alla NCO (la nuova camorra organizzata). Continua a leggere

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Roth e Levi: il vizio del lavoro

f32Quando Philip Roth va a Torino, nel settembre 1986, per intervistarlo, mancano sette mesi al suicidio di Primo Levi. I due scrittori hanno cominciato a parlare nella primavera precedente, a Londra, e Roth sembra incuriosito principalmente da due cose: della fabbrica di vernici dove Levi ha lavorato e della sua capacità di restare nello stesso contesto – famiglia (la moglie Lucia, la madre e la suocera e i figli a poca distanza), città, quartiere (che gli ricorda la West End Avenue di Manhattan, per il flusso di automobili, bus e tram) e ovviamente fabbrica – per tutta la vita, dopo lo squarcio Auschwitz. Roth è probabilmente il primo scrittore ad aver capito che Primo Levi non è solo il Testimone di uno dei più grandi orrori dell’umanità, la Shoah, ma è uno scrittore fuori dal comune, capace di uscire dal tempo restando sempre nello stesso posto. Continua a leggere

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