Archivi tag: Pier Paolo Pasolini

Ancelotti, la Juventus e il compromesso Storico

Forse senza quel temporale a Perugia e senza la decisione di Pierluigi Collina, oggi, Carlo Ancelotti non sarebbe l’allenatore eccezionale che è. In quella lunghissima ora negli spogliatoi del “Renato Curi”, aspettando che smettesse di piovere e che l’arbitro-superuomo rimandasse la partita: si decise la sorte della Juventus che perse la partita col Perugia di Carletto Mazzone e lo scudetto in favore della Lazio di Sven-Göran Eriksson; l’avvenire di Ancelotti; e il suo mestiere (di vincente). Continua a leggere

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Da canaro a dogman: il male al ribasso

Sul bancone c’erano quattro dita, le orecchie, parte delle labbra e del naso, la lingua, i testicoli e il pene di Giancarlo Ricci, ex pugile, che giaceva supino: braccia e gambe divaricate e incatenate, mentre Pietro De Negri detto “il canaro” gli urlava: «Mamma mia come t’hanno conciato male! E chi è stato sto figlio de mignotta?». Continua a leggere

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Un anno di libri

Ancora tra il marziano di Ennio Flaiano e la zia di Alberto Arbasino, eccola l’Italia dei libri. Riassumibile in una canzone di Rino Gaetano: Andrea Camilleri che dribbla Fabio Volo e Paolo Cognetti che passa a Dan Brown e Ken Follett che guarda Carlo Rovelli marcato da Alan Friedman che aspetta Elena Ferrante. Aggiungete un coro di giallisti, qualche balilla e molta tivù: il paesaggio italiano con zombi tra presepe e condominio. Continua a leggere

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Allitterazione straordinaria di Bene

A Carmelo Bene non si può aggiungere nulla più. Al massimo si può togliere. È questo il problema del film di Giuseppe Sansonna, “Tracce di Bene”, andato in onda su SkyArte, e prima presentato alla Festa del Cinema di Roma. Oltre la presenza/assenza di Bene, con la voce che torna, e il ripescato dibattito con Pier Paolo Pasolini, non c’è nulla. Continua a leggere

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Se Bobi Bazlen diventa Mara Maionchi

Se Pier Paolo Pasolini è il santo e martire delle lettere italiane, Bobi Bazlen è il papa – venuto dall’Oriente – da citare: autore di dogmi e scismi, introvabile come la figurina di Pizzaballa – secondo Daniele Del Giudice nel romanzo “Lo stadio di Wimbledon” – un guru ascetico, maestro di sottrazione e padre dell’Adelphi. Un uomo inquieto che non ha lasciato scritto quasi nulla, ma che aveva l’orecchio per le parole altrui: scopre Svevo, pubblica Kafka e Musil, e influenza tutto quello che vi piace, anche quello che non vi piace, come un papa, appunto. Che ora ha anche la sua agiografia, scritta da Cristina Battocletti: “Bobi Bazlen – L’ombra di Trieste” (La nave di Teseo). Un voluminoso libro che è un ossimoro per uno che «come i maestri taoisti, amava lasciare il minimo possibile». Continua a leggere

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