Archivi tag: Feltrinelli

Il costume di Lincoln

George Saunders fa “Mortacci” di Sergio Citti, e Jonathan Franzen impazzisce. Tutti sorpresi che ci siano possibilità nell’aldilà come se Dante fosse un funzionario di partito, e giù lodi sperticate. Saunders è bravo, ma ci va giù a lungo in “Lincoln nel Bardo” (Feltrinelli), alla fine tutta la poesia Edgar Lee Masters e Walt Whitman masticata, digerita e resa in telegrammi di pensieri: diventa farsa; le trovate extra vita finiscono per annoiare; e persino la storia centrale, quella del piccolo Willie figlio del presidente degli Stati Uniti: Abraham Lincoln – impossibile non figurarselo come il Daniel Day-Lewis del film di Spielberg – che viene strappato dal padre per l’ultima volta dalla bara ma non dalla morte, affoga nel girone di parole di morti che gli ronzano intorno, dopo la naturale commozione che si tira dietro. Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Miami blues

Nel cuore dorato della città dorata, un brillante psicopatico, Frederick J. Frenger Jr, per difendere la sua giacca di pelle spezza un dito a un Hare Krishna, procurandone la morte. Da quel dito e dallo shock causato comincia “Miami blues” di Charles Willeford, che Feltrinelli ripubblica – stessa traduzione, di Emiliano Bussolo – dopo Marcos y Marcos, che ha anche gli altri tre libri willefordiani su Miami. Per capire la grandezza di Willeford basta ricordare che quando chiedevano a Quentin Tarantino di spiegare “Pulp Fiction”, il regista rispondeva che il suo film stava dalle parti di “Miami blues” e di Willeford. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , ,

Gli abusi della carpa Nan Ch’ai

Bei tempi quando in “Ovosodo” di Paolo Virzì, il protagonista del film, Piero Mansani, usava all’esame di stato Stefano Benni, insieme al tridente McEwan, Pazienza, Mandela, per denudare la sua commissione. Oggi, Benni, non è spendibile come scrittore fuori dal comune, perché le sue storie sembrano telenovele: c’è sempre qualcuno che ricorda qualcosa dei suoi libri precedenti, una riemersione continua, tra déjà-vu, refrain e citazioni: una pioggia di bennismi. Anche l’ultimo, “Prendiluna” (Feltrinelli), è modellato sui precedenti, un po’ come “Alien”, “Guerre Stellari”, o le vecchie serie tivù tipo “Starsky & Hutch” o “Happy Days”: che potevi vederle già iniziate e capivi comunque. In Benni c’è sempre una missione da compiere, accompagnata dalla follia aromatica cinese di visionari chiusi in manicomio, con corone di musicisti stile Thelonious Monk, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Bob Noorda: l’uomo della chiarezza

Bob Noorda era l’uomo della chiarezza, il suo: un lavoro concreto, niente ornamenti, doveva andare dritto al cuore delle cose e fartele capire.  Essenziale fino all’osso, uno scultore della grafica, designer tra i più bravi del secolo, nato ad Amsterdam del 1927, aveva studiato all’Istituto Ivkno, educazione aria e professori figli della Bauhaus. Agli inizi degli anni 60 era venuto in Italia, cambiando a modo suo una parte del nostro immaginario. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , ,

Aspettando il raggio verde nel tramonto

Dritto di fronte al mare, Paolo Rumiz, dà sempre l’impressione di un ufficiale che guarda davanti a sé per muoversi con un esercito. Lo conosco da anni, maestro di scrittura e di vita, ho fatto qualche viaggio con lui, e ogni volta mi stupisce per come conosce il mondo, e per come prima abbia bisogno di leggerlo. Per me lui è nelle sue bellissime cartine geografiche, che leggendo riscrive, che attraversando nella realtà ridisegna. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,