Archivi tag: Feltrinelli

Gli abusi della carpa Nan Ch’ai

Bei tempi quando in “Ovosodo” di Paolo Virzì, il protagonista del film, Piero Mansani, usava all’esame di stato Stefano Benni, insieme al tridente McEwan, Pazienza, Mandela, per denudare la sua commissione. Oggi, Benni, non è spendibile come scrittore fuori dal comune, perché le sue storie sembrano telenovele: c’è sempre qualcuno che ricorda qualcosa dei suoi libri precedenti, una riemersione continua, tra déjà-vu, refrain e citazioni: una pioggia di bennismi. Anche l’ultimo, “Prendiluna” (Feltrinelli), è modellato sui precedenti, un po’ come “Alien”, “Guerre Stellari”, o le vecchie serie tivù tipo “Starsky & Hutch” o “Happy Days”: che potevi vederle già iniziate e capivi comunque. In Benni c’è sempre una missione da compiere, accompagnata dalla follia aromatica cinese di visionari chiusi in manicomio, con corone di musicisti stile Thelonious Monk, Continua a leggere

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Bob Noorda: l’uomo della chiarezza

Bob Noorda era l’uomo della chiarezza, il suo: un lavoro concreto, niente ornamenti, doveva andare dritto al cuore delle cose e fartele capire.  Essenziale fino all’osso, uno scultore della grafica, designer tra i più bravi del secolo, nato ad Amsterdam del 1927, aveva studiato all’Istituto Ivkno, educazione aria e professori figli della Bauhaus. Agli inizi degli anni 60 era venuto in Italia, cambiando a modo suo una parte del nostro immaginario. Continua a leggere

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Aspettando il raggio verde nel tramonto

Dritto di fronte al mare, Paolo Rumiz, dà sempre l’impressione di un ufficiale che guarda davanti a sé per muoversi con un esercito. Lo conosco da anni, maestro di scrittura e di vita, ho fatto qualche viaggio con lui, e ogni volta mi stupisce per come conosce il mondo, e per come prima abbia bisogno di leggerlo. Per me lui è nelle sue bellissime cartine geografiche, che leggendo riscrive, che attraversando nella realtà ridisegna. Continua a leggere

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Le cose ci sono, poi non ci sono più

roosvelt1Ci vuole del genio per rendere interessante la realtà, per questo Richard Ford ci riesce, per questo ha creato uno dei migliori personaggi della letteratura americana: Frank Bascombe, più che un alter ego, un’ombra che gli si allunga davanti, la sua parte scura o forse quella mediocre, ma di una mediocrità ammirevole, di una pavidità o prudenza che appartiene al tempo contemporaneo americano. È un gioco al ribasso per meglio guardare al tempo presente. Ford attraverso BascombeContinua a leggere

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Mariateresa Di Lascia

MariaTeresaDiLAsciaHa avuto in sorte un gran cuore e una breve curva di tempo. Ma quel poco d’esistenza che è toccato a Mariateresa Di Lascia non è stato sprecato. Mai banale, mai inutile. Veloce, istintiva, non si è mai arresa neanche quando si è trattato di lottare con il cancro. Una donna tenace che ha scelto la politica come forma di cultura e opposizione, nascondendo il suo vero interesse: la scrittura. Poi esplosa, con successo, in sua assenza. Si era lasciata dietro la passione dello scrivere privilegiando l’utilità del far bene, l’occuparsi del prossimo, della sua condizione d’inferiorità, d’offeso, di reietto soprattutto; alla fine è ritornata fuori. Continua a leggere

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