Archivi tag: Feltrinelli

Pif e la leggenda del Santo cazzaro

Se è vero “…che Dio perdona a tutti”, è anche vero che per le ingenuità letterarie di Pif servirebbe un giubileo capace di comprendere anche la Feltrinelli che l’ha pregato per scrivere. Nel percorso di riconciliazione andrebbe spiegato a Pierfrancesco Diliberto che dopo gli Squallor: la ricotta – nonostante sia l’ingrediente principale della pasticceria siciliana – col verbo amare non fa più pensare ai dolci ma alla carne, ma si vede che lui è cresciuto con i tè di Franco Zeffirelli e anche alla Feltrinelli si son persi Alfredo Cerruti. Continua a leggere

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Erri a pezzi

Si gioca la carta del tenero, Erri De Luca, scrivendo la sua lettera a un bambino mai nato, con “Il giro dell’oca” (Feltrinelli), ma a differenza di Oriana Fallaci la forma epistolare diventa intervista. E via con il ripasso delle puntate precedenti: Erri e i rifugi antiaerei a Napoli, Erri e la madre, Erri e il padre, Erri militante di Lotta Continua, Erri muratore, Erri operaio della Fiat a Torino, Erri che traduce dall’ebraico, Erri autista di camion lungo le strade della ex Jugoslavia, Erri scrittore, Erri scalatore, fino ad Erri a pezzi e senza un figlio. Continua a leggere

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E allora dimmi tu da dove cominciare

Oscar Wilde voleva essere attore, perché l’attore dovrebbe essere il massimo del poeta, forse inseguendo questo sogno al rovescio Luigi Lo Cascio, attore, ha scritto: “Ogni ricordo un fiore” (Feltrinelli). Una storia frammentata e confusa, di un viaggio in Intercity che da Palermo deve arrivare a Roma, in un tempo dilatato che serve a Paride Bruno scrittore mancato – che riesce solo ad abbozzare incipit, per poi annegare nell’inconcludenza, non raggiungendo mai una forma, non riuscendo a conquistarsi una trama – per passare in rassegna la sua non-opera. Continua a leggere

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Philip Roth non andava in bici

Sembra il Marcellino Fonte protagonista di “Dogman” – il film di Matteo Garrone – Maurizio Maggiani che scrive “L’amore”, (Feltrinelli). Lo stridulo pronunciare della parola “ammore” con artificiosità dell’attore, qui diventa pagina di romanzo. Fin dall’incipit – “È notte, ci sono due sposi” – Maggiani cerca una formula anonima che possa includere, i protagonisti rimangono lo sposo e la sposa, mentre lui ne ripercorre la formazione sentimentale. Continua a leggere

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Banana Yoshimoto: sonno profondo

«Dubito che qualcuno possa avere dentro di sé più di sei romanzi completamente realizzati», dice Jonathan Franzen, ed è quello che torna in mente leggendo “Le Sorelle Donguri” (Feltrinelli) di Banana Yoshimoto, che da tempo li ha superati, senza più stupire il lettore. Una famiglia da ricostruire, tanta introspezione, irruzioni di cibo, molte scene da fumetto – «Quella notte c’era la neve. La guardai dal terrazzo mentre si allontanava. Continua a leggere

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