Archivi tag: Feltrinelli

E allora dimmi tu da dove cominciare

Oscar Wilde voleva essere attore, perché l’attore dovrebbe essere il massimo del poeta, forse inseguendo questo sogno al rovescio Luigi Lo Cascio, attore, ha scritto: “Ogni ricordo un fiore” (Feltrinelli). Una storia frammentata e confusa, di un viaggio in Intercity che da Palermo deve arrivare a Roma, in un tempo dilatato che serve a Paride Bruno scrittore mancato – che riesce solo ad abbozzare incipit, per poi annegare nell’inconcludenza, non raggiungendo mai una forma, non riuscendo a conquistarsi una trama – per passare in rassegna la sua non-opera. Continua a leggere

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Philip Roth non andava in bici

Sembra il Marcellino Fonte protagonista di “Dogman” – il film di Matteo Garrone – Maurizio Maggiani che scrive “L’amore”, (Feltrinelli). Lo stridulo pronunciare della parola “ammore” con artificiosità dell’attore, qui diventa pagina di romanzo. Fin dall’incipit – “È notte, ci sono due sposi” – Maggiani cerca una formula anonima che possa includere, i protagonisti rimangono lo sposo e la sposa, mentre lui ne ripercorre la formazione sentimentale. Continua a leggere

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Banana Yoshimoto: sonno profondo

«Dubito che qualcuno possa avere dentro di sé più di sei romanzi completamente realizzati», dice Jonathan Franzen, ed è quello che torna in mente leggendo “Le Sorelle Donguri” (Feltrinelli) di Banana Yoshimoto, che da tempo li ha superati, senza più stupire il lettore. Una famiglia da ricostruire, tanta introspezione, irruzioni di cibo, molte scene da fumetto – «Quella notte c’era la neve. La guardai dal terrazzo mentre si allontanava. Continua a leggere

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Se bastasse un cactus

Susan Green, protagonista e voce narrante de “La felicità del cactus” (il gioco del titolo si deve alla Feltrinelli, nell’originale inglese c’è solo il cactus), minuta e spigolosa, per il fratello Edward: “è come un buco nero che risucchia ogni barlume di gioia”, e questo vi racconta il libro meglio di come possa fare io. Secondo i librai inglesi è l’esordio dell’anno, e questo, invece, vi spiega come mai Amazon vinca sulle librerie.  Il romanzo ha non pochi debiti con “Fiore di cactus” (1969) Continua a leggere

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I vostri lenzuoli sono senza ricami

Rimasti senza madre, due ragazzini, Pietro e Nina, vengono spediti da Milano ad Arigliana, in Basilicata, dai nonni per la loro estate incantata o quella dello scontento e delle scoperte. Cullati dalla severità pragmatica di Nononno che legge e rilegge il Cristo di Carlo Levi e dalla dolce semplicità di Nononna che manda avanti la casa, i due cercano risposte e invece trovano migranti nascosti nella torre normanna del paese. Segue discussione pubblica con accoglienza e spartizione degli stranieri, sfruttamento, umanità varia e ricordi degli emigranti di casa. Continua a leggere

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