Archivi tag: Feltrinelli

Se bastasse un cactus

Susan Green, protagonista e voce narrante de “La felicità del cactus” (il gioco del titolo si deve alla Feltrinelli, nell’originale inglese c’è solo il cactus), minuta e spigolosa, per il fratello Edward: “è come un buco nero che risucchia ogni barlume di gioia”, e questo vi racconta il libro meglio di come possa fare io. Secondo i librai inglesi è l’esordio dell’anno, e questo, invece, vi spiega come mai Amazon vinca sulle librerie.  Il romanzo ha non pochi debiti con “Fiore di cactus” (1969) Continua a leggere

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I vostri lenzuoli sono senza ricami

Rimasti senza madre, due ragazzini, Pietro e Nina, vengono spediti da Milano ad Arigliana, in Basilicata, dai nonni per la loro estate incantata o quella dello scontento e delle scoperte. Cullati dalla severità pragmatica di Nononno che legge e rilegge il Cristo di Carlo Levi e dalla dolce semplicità di Nononna che manda avanti la casa, i due cercano risposte e invece trovano migranti nascosti nella torre normanna del paese. Segue discussione pubblica con accoglienza e spartizione degli stranieri, sfruttamento, umanità varia e ricordi degli emigranti di casa. Continua a leggere

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Una radio tra uomini e donne

L’invasione della radio nella sfera della quotidianità, fino a rivitalizzarla. Una voce, quella di Virtudes Leo, risponde alle lettere degli ascoltatori, sorprendendoli. Ma non riesce mai a sorprendere il lettore. Le sue incursioni vocali nelle alcove di coppie e scapoli in cerca d’amor, nella Spagna anni settanta, sono studiate preoccupazioni che non arrivano mai a bordeggiare la grandezza di un Alberto Castagna o di una Maria De Filippi: veri flaubertiani (anche se televisivi). Continua a leggere

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Un lungo pasto

Tra filo spinato ed SS, in una caserma sterilizzata e tetra, a poca distanza da Adolf Hitler: Rosa Sauer prova i suoi pasti. È con altre donne nella condizione di privilegio di poter mangiare, ma anche di poter morire ogni volta. Vive su un baratro, come se fosse in prima linea, la sua trincea è un tavolo. Siamo nell’autunno del ’43, e Rosa lascia Berlino per il paese dei suoceri, mentre suo marito Gregor combatte sul fronte russo. Il passaggio comporta il cambio di condizione e la scelta come assaggiatrice. Continua a leggere

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Prodotti di Serra

Michele Serra ha sempre avuto due corde: quella che per brevità diremo “togliattiana”, intesa come sguardo, elaborazione e punizione, altrimenti tragica; e quella brillante, ironica, che lo portava a dirigere “Cuore” e a imitare i grandi con molto humour. Un talento proteiforme. Poi, col tempo, la parte tragica, il rimbrotto, hanno avuto la meglio, e quello che poteva essere un Vittorio Gassman – bravissimo nelle oscillazioni – della scrittura è diventato un incrocio tra Alberto Moravia, Gianni Morandi e Frate Indovino. Continua a leggere

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