Archivi tag: Francia

Il Belmondo non si è fermato mai un momento

Senza nome

Dai tetti alle pistole, dalla boxe al calcio. Jean Paul Belmondo è stato un’onda d’urto, anche se inconsapevole. Un corpo in movimento da cui si è sprigionata la Nouvelle Vague. Continua a leggere

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Claudia Cardinale: la donna delle meraviglie

173217281_159170329448672_5305329482631184327_n1. Se sull’impero di Carlo V non tramontava mai il sole, a Claudia Cardinale basta un sorriso per non tramontare mai.

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Laurent Fignon: il ciclista con gli occhiali

Voleva essere un veterinario – come Marco Ferreri – ma poi ha preso a pedalare, cominciò con “Pédale-Combs-la-Ville”: prima gara, prima vittoria. Poi vennero due Tour de France (1983 e 1984) e un Giro D’Italia (1989) e un mucchio di altre gare, era quello con gli occhiali d’oro – come un racconto di Giorgio Bassani – e il codino da hippie. Non era uno travestito da artista, ma un artista vero. Continua a leggere

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Gianni Mura: (se)vero padre della scrittura artigiana

L’unica volta che era stato costretto a riscrivere un pezzo era stato quando aveva cercato di fare Gianni Brera. Un desiderio che si era infranto davanti alla lettura di Gualtiero Zanetti, direttore de “La Gazzetta dello Sport”, che gli aveva strappato l’articolo con i “struggle for life” e “se capiss”, “crapottone” e “Weltanschauung, pirlare e saudade”, e pregato di riscriverlo. Dopo, Gianni Mura – che è morto a 74 anni a Senigallia –, aveva dovuto passare il tempo a dribblare tutti quelli che gli davano dell’erede o del nuovo Brera. Era stato condannato ad essere Brera in contemporanea prima e in eredità poi, un Brera meno compiaciuto con radici diverse e interessi allargati, sempre orso ma più buono, non aveva nazione ma città, Milano, costretto ad inseguire e raccontare il gesto non in assenza di immagini – come era accaduto spesso a Brera – ma in sovrabbondanza. Continua a leggere

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Houellebecq: Nostradamus in canotta

Adesso che Michel Houellebecq è stato trasformato in Nostradamus, e che la sua immagine con le canotte di stampo bossiano ma firmate dai nipotini di Yves Saint Laurent campeggia nei tiggì, possiamo dire che “Serotonina” non è un capolavoro, come la Nave di Teseo scrive nelle note di copertina, ma il solito romanzo dello scrittore francese, con noia, sesso triste ed Europa decadente. Ci fosse un campionato delle previsioni non ci sarebbe storia tra le realtà immaginate e compiute di Philip K. Dick – come sa bene un altro scrittore francese: Emmanuel Carrère – e quelle subodorate da Houellebecq. Continua a leggere

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