Archivi tag: Argentina

Minà: vita, avventure, incontri e ricordi

Gianni Minà è la scatola nera di un mondo felice che non c’è più: tutto quello che abbiamo amato, che lui ha cercato, raccontato e connesso con l’Italia. Per questo ora soffre a ricordare, soffre a darci il backstage di quegli anni, e lo fa con delle cartoline da quel tempo, piccoli frammenti di una enorme grandezza. Dentro queste cartoline che sono i capitoli del suo nuovo libro, “Storia di un boxeur latino” (minimum fax), ci siamo noi, dispersi tra le righe, a ricordarci di quando Minà portava in tivù scrittori, attori, registi, musicisti, chiunque avesse qualcosa di davvero interessante da dire e lo dicesse bene; erano un altro mondo e un’altra Italia, quella di oggi soffre a connettersi, è pigra e poco interessata agli altri, e i Minà vengono stroncati sul nascere. Continua a leggere

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Argentina-Belgio: Maradona dribbla anche Rilke

Volendo salvare un momento di quel mondiale, c’è una reliquia maradoniana che riassume il singhiozzo. Dove nell’82 incontra un muro, nell’86 troverà un varco. Tutta la pazienza di Maradona passa per sei calciatori del Belgio e quattro anni. Attraversando la consapevolezza della sua unicità. Il mondiale dell’82 è il suo primo naufragio, i sogni si infrangono sulla barriera rocciosa di Claudio Gentile prima e subiscono gli schizzi e l’onda brasiliana poi. Adesso possiamo distinguere relitti e detriti, errori e colpe, e possiamo giocare con un momento che riassume tutto il suo torneo. È la partita d’esordio, l’Argentina campione in carica affronta la nazionale belga (perderà uno a zero, gol di Erwin Vandenbergh). Continua a leggere

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Tomás Felipe Carlovich: tra eccesso e indolenza

Al centro del campo

tra l’eccesso e l’indolenza

esta noche juega el Trinche

urla[va] Rosario

mentre di contro-balzo sorrideva

una fase lunare prima che calcistica

sprazzo rugginoso Continua a leggere

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Stadi: luoghi del conflitto epocale

Gli stadi che furono la scena fissa delle imprese di Pelé e Maradona diventano ospedali da campo per l’emergenza pandemica, tenuti insieme dalla speranza, dove si sono viste scene irripetibili dei due più grandi calciatori di sempre, ora si possono anche aspettare delle guarigioni. Continua a leggere

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Martín Caparrós: stanze di patria argentina

Un romanzo di sfumature: tra calcio, tango, amore e potere. Buenos Aires anni Trenta del Novecento: in giro si incontrano Jorge Luis Borges, alla radio c’è Carlos Gardel, in campo Bernabé Ferreyra corpo e gol del River Plate, e nei bar, appoggiati alla notte, quelli come Andrés Rivarola, Pibe, un italiano che lo dice a bassa voce, una famiglia alle spalle – madre, ex moglie, figlia e debiti –, il biliardo davanti, un po’ magliaro un po’ scrittore di tanghi ma con vergogna, un traditore, un vigliacco, un uomo che dice sempre la cosa sbagliata alla donna che ama, una voce narrante meravigliosa per le pagine di Martín Caparrós  in “Tutto per la patria” (Einaudi). Al fianco di Rivarola/Pibe – che diventa vittima di ricatti e ricattatore, spia e giustiziere, in un continuo capovolgimento da un capitolo all’altro – c’è una donna di coraggio, sfrontata e anticonvenzionale, Raquel Gleizer, che forse vorrebbe scrivere, forse no, Continua a leggere

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