Archivi categoria: fútbol

Playgirls: schegge di italianità perduta

La distanza si è accorciata, il passo in avanti sperato c’è stato, ora tocca capire che farne. La Nazionale di calcio femminile ha convinto, inchiodato alla tivù anche gli scettici, e per ora portato a termine la missione. Uscire ai quarti con la fisica Olanda, stando tra le prime otto del mondo, ci sta. A coronamento di questo grande sforzo servirebbe un atto di coraggio come prendere il CT femminile Milena Bertolini e darle la panchina dell’Under 21 maschile, perché il suo linguaggio e la sua lettura delle partite, hanno ancora schegge di quell’italianità che nel calcio maschile è andata perduta. Continua a leggere

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Maradona: Odissea circolare

«Non ho l’Alzheimer, e non sto morendo». A ridosso della ricorrenza della partita contro l’Inghilterra ai mondiali messicani del 1986 che risolse una guerra con due gol, Diego Maradona che in quella partita divenne bandiera, Luna Park, icona e centrale elettrica, deve difendere il suo corpo e smentire le voci che lo danno ammalato e perduto. Interviene in video a ribadire che è vivo e lotta insieme a noi. Continua a leggere

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“This is Anfield”: lo spazio dei sogni

Anfield spinge, il Liverpool segna, e il Barcellona viene reds-montato. Come per poche altre squadre-corpo lo stadio e il gioco prodotto al suo interno sono un’unica massa, come adesso sanno bene a Barcellona, e come da sempre sanno a Liverpool. “This is Anfield”, questo è il posto dove tutto converge, il cuore e la tattica, le spinte e i gol, e dove alla fine si compiono anche i miracoli, con una dignità che ammutolisce gli avversari. Continua a leggere

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Il portiere

Il portiere sta nel luogo dove viene sepolto il vento, è un avventuriero chiamato a una mansione da contabile per larga parte del tempo, e questo lavoro sul suo animo gli dona apparente saggezza, è quello che invecchia meglio in campo e anche fuori, di solito diventa un buon allenatore, spesso un ottimo osservatore. Raramente lascia il mondo del calcio, stando a test dei giornali femminili negli ultimi anni è anche il ruolo che viene meglio visto dalle donne, per un gioco di responsabilità e confine, praticamente un giovane padre precario che in cambio di 90 minuti di gioco puro, finge di non conoscere il suo conto in banca. È perlopiù stanziale, tipo bene immobile, se si muove dalla sua area è per un crollo improvviso della difesa.

 

[per Iker Casillas che anche cambiando posizione rimarrà un campione]

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Arsenal: “Meschino, accanito, competitivo, duro da battere”

Nato dall’innesto della polvere da sparo – una fabbrica di armamenti – con la birra – al pub Royal Oak –, figlio dell’idea di uno scozzese, David Danskin, e dagli avanzi delle magliette del Nottingham Forest – grazie a due operai calciatori – con addosso l’umidità del Tamigi, l’Arsenal non si scrollerà mai la puzza della fabbrica, quell’atmosfera grigia che, con molte sconfitte apparentemente impossibili, ne farà una squadra da “Cipputi”, nonostante le sterline e i titoli, alla fine rimarrà sempre quell’impasto di catena di montaggio, cantieri e cannoni, grasso tirato via all’ultimo momento dalla tuta, e fango sulle scarpe. Continua a leggere

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