Archivi categoria: fútbol

Signorini, l’ombra bianca di Maradona

B09HL421CL.01._SCLZZZZZZZ_SX500_Tutta la storia di “Diego, desde adentro” – Planeta (edizione in spagnolo, da tradurre subito) di Luciano Wernicke e Fernando Molina che aiutano Fernando Signorini a ricordare la sua straordinaria vita di preparatore atletico al fianco di Maradona, può essere riassunta con una frase scritta dal fumettista e scrittore di Rosario, Roberto Fontanarrosa: «Non mi importa quello che Diego fece con la sua vita, mi importa quello che ha fatto con la mia». Perché fin dal primo incontro a Barcellona nel 1982, quando Signorini va a vedere gli allenamenti di César Luis Menotti – del quale diverrà assistente – a spese sue, una scommessa su se stesso partendo da Lincoln, Argentina, e si ritrova un passo alla volta travolto dall’umanità di Diego Armando Maradona. Continua a leggere

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Gli spigoli di paolorossi

131319707_4161081160575714_7833944097615410750_nÈ un gesto da copertina. Ruota tutto con una coordinazione michelangiolesca, si può leggere la tensione delle fasce muscolari, con i piedi che vanno da parti opposte. Salta e gira come un derviscio, paolorossi, la sera del 10 giugno del 1978, giocando Italia-Argentina. Formando una composizione da Piero della Francesca: la testa, le braccia e la linea – immaginaria – che le congiunge disegnano un primo triangolo che si contrappone a quello che va a formarsi partendo dal punto estremo del suo gluteo e proiettandosi verso la punta del piede sinistro e verso il tacco di quello destro, e tutta la figura del calciatore è iscritta in un quadrilatero formato dal bracciodestro-testa, manodestra-puntadelpiedesinistro, puntadelpiedesinistro-puntadiquellodestro, e, infine, taccodestro-testa. Continua a leggere

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Lettera eduardiana a Maradona

262784215_5235511439799342_4129606615609560926_nCaro Diego,
abbiamo deciso: da oggi abbiamo capito che non ci vogliamo cambiare, tanto qualsiasi cosa possiamo fare non saremo mai bravi giovani. E tu, caro Diego, preparaci un bel regalo: fai stare sempre bene ad Aurelio, Edo e alla signora e pure ad Allan che ci deve i soldi e forse con quelli compriamo un terzino vero. Fai sempre che Napoli sia odiata, che il lungomare sia liberato, che non smettano gli scippi e le guerre di camorra, che spuntino sempre dei semafori come gigli in un viale dedicato a Giorgio Bocca e un nuovo video di Liberato. Diego, tu sai quanto è importante la pastiera, ma anche la tangenziale: che sia sempre ferma o con i lavori in corso, almeno due o tre volte al giorno, ovviamente nelle ore di punta. Continua a leggere

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Xavi: alla ricerca dell’identità perduta

252846826_4969139266437767_1177527690107648307_nPer recuperare il cuore richiamano il cervello. Xavi vuelve, torna ad allenare il Barcellona, per ritrovare le radici catalane, una missione da Indiana Jones: avventura archeologica alla ricerca dell’ideologia di Johan Cruijff che Ronald Koeman non era riuscito a dare. E c’è anche la filastrocca-profezia: per riavere il Barça catalano creato da un olandese, ci vuole un catalano che gioca all’olandese e che prenda il posto di un altro olandese che non riusciva a far tornare l’ideologia catalana. Continua a leggere

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Ibrahimović: chiasso slavo

Slatan-ibrahimovicNon si capisce dove finisce il reale e comincia il remake. Zlatan Ibrahimović rifà se stesso e rischia di riportare il Milan allo scudetto come aveva già fatto undici anni fa. Oltre Rambo e Sylvester Stallone, Ibra – chiasso slavo, come poetizza Fernando Acitelli – prolunga la serie, allarga la saga e riesce ad essere ancora rapace e soprattutto decisivo, sì, pure più dell’arbitro Maresca, nonostante quello che non può dire José Mourinho. Continua a leggere

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