Archivi categoria: fútbol

Stadi: luoghi del conflitto epocale

Gli stadi che furono la scena fissa delle imprese di Pelé e Maradona diventano ospedali da campo per l’emergenza pandemica, tenuti insieme dalla speranza, dove si sono viste scene irripetibili dei due più grandi calciatori di sempre, ora si possono anche aspettare delle guarigioni. Continua a leggere

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Gianni Mura: (se)vero padre della scrittura artigiana

L’unica volta che era stato costretto a riscrivere un pezzo era stato quando aveva cercato di fare Gianni Brera. Un desiderio che si era infranto davanti alla lettura di Gualtiero Zanetti, direttore de “La Gazzetta dello Sport”, che gli aveva strappato l’articolo con i “struggle for life” e “se capiss”, “crapottone” e “Weltanschauung, pirlare e saudade”, e pregato di riscriverlo. Dopo, Gianni Mura – che è morto a 74 anni a Senigallia –, aveva dovuto passare il tempo a dribblare tutti quelli che gli davano dell’erede o del nuovo Brera. Era stato condannato ad essere Brera in contemporanea prima e in eredità poi, un Brera meno compiaciuto con radici diverse e interessi allargati, sempre orso ma più buono, non aveva nazione ma città, Milano, costretto ad inseguire e raccontare il gesto non in assenza di immagini – come era accaduto spesso a Brera – ma in sovrabbondanza. Continua a leggere

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Barcellona: crisi d’identità della squadra-nazione

Non bastava unirsi alla letteratura facendo del cinema naturale in ogni azione, no, si sono voluti fare squadra-nazione, e quindi politica all’ennesima potenza, esplicitando, prima delle piazze e dei referendum, il desiderio d’essere altro: un assolutismo culturale e sociale che andava in cerca dell’indipendenza passando dai campi, durante una partita, andando oltre la declinazione religiosa delle squadre irlandesi, l’appartenenza di quelle scozzesi, le accesissime rivalità di quelle sudamericane, e scavalcando anche generi e mestieri che caratterizzavano le squadre sovietiche, il Barcellona ha scelto d’essere una singolarissima espressione politica, complicando tutto, e, ora, paga questa scelta come ogni democrazia europea, con una crisi, d’egoismi e di shakespearismo, come aveva previsto anni da Josè Saramago a proposito degli stati del vecchio continente. Continua a leggere

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Immobile: post-attaccante senza pesi

Se Giorgio Chinaglia era l’attaccante pirata, il Long John: pistola e bottiglia, e il grido di battaglia della curva; Ciro Immobile è l’attaccante evasivo, disinvolto, senza ideologia né Gomorra, potremmo dire un post-attaccante per come è andato oltre il contesto che l’ha partorito, che balla con la moglie e commenta le partite con la madre – che lo  chiama “Seccatiello”, convinta come tutte le mamme meridionali che sia troppo secco e che non mangi –, e continua a riconoscere il primato paterno su come si segna: «Tutti i segreti che conosco dell’area di rigore me li ha insegnati lui». Continua a leggere

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Martín Caparrós: stanze di patria argentina

Un romanzo di sfumature: tra calcio, tango, amore e potere. Buenos Aires anni Trenta del Novecento: in giro si incontrano Jorge Luis Borges, alla radio c’è Carlos Gardel, in campo Bernabé Ferreyra corpo e gol del River Plate, e nei bar, appoggiati alla notte, quelli come Andrés Rivarola, Pibe, un italiano che lo dice a bassa voce, una famiglia alle spalle – madre, ex moglie, figlia e debiti –, il biliardo davanti, un po’ magliaro un po’ scrittore di tanghi ma con vergogna, un traditore, un vigliacco, un uomo che dice sempre la cosa sbagliata alla donna che ama, una voce narrante meravigliosa per le pagine di Martín Caparrós  in “Tutto per la patria” (Einaudi). Al fianco di Rivarola/Pibe – che diventa vittima di ricatti e ricattatore, spia e giustiziere, in un continuo capovolgimento da un capitolo all’altro – c’è una donna di coraggio, sfrontata e anticonvenzionale, Raquel Gleizer, che forse vorrebbe scrivere, forse no, Continua a leggere

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