Archivi categoria: fútbol

“This is Anfield”: lo spazio dei sogni

Anfield spinge, il Liverpool segna, e il Barcellona viene reds-montato. Come per poche altre squadre-corpo lo stadio e il gioco prodotto al suo interno sono un’unica massa, come adesso sanno bene a Barcellona, e come da sempre sanno a Liverpool. “This is Anfield”, questo è il posto dove tutto converge, il cuore e la tattica, le spinte e i gol, e dove alla fine si compiono anche i miracoli, con una dignità che ammutolisce gli avversari. Continua a leggere

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Il portiere

Il portiere sta nel luogo dove viene sepolto il vento, è un avventuriero chiamato a una mansione da contabile per larga parte del tempo, e questo lavoro sul suo animo gli dona apparente saggezza, è quello che invecchia meglio in campo e anche fuori, di solito diventa un buon allenatore, spesso un ottimo osservatore. Raramente lascia il mondo del calcio, stando a test dei giornali femminili negli ultimi anni è anche il ruolo che viene meglio visto dalle donne, per un gioco di responsabilità e confine, praticamente un giovane padre precario che in cambio di 90 minuti di gioco puro, finge di non conoscere il suo conto in banca. È perlopiù stanziale, tipo bene immobile, se si muove dalla sua area è per un crollo improvviso della difesa.

 

[per Iker Casillas che anche cambiando posizione rimarrà un campione]

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Arsenal: “Meschino, accanito, competitivo, duro da battere”

Nato dall’innesto della polvere da sparo – una fabbrica di armamenti – con la birra – al pub Royal Oak –, figlio dell’idea di uno scozzese, David Danskin, e dagli avanzi delle magliette del Nottingham Forest – grazie a due operai calciatori – con addosso l’umidità del Tamigi, l’Arsenal non si scrollerà mai la puzza della fabbrica, quell’atmosfera grigia che, con molte sconfitte apparentemente impossibili, ne farà una squadra da “Cipputi”, nonostante le sterline e i titoli, alla fine rimarrà sempre quell’impasto di catena di montaggio, cantieri e cannoni, grasso tirato via all’ultimo momento dalla tuta, e fango sulle scarpe. Continua a leggere

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Fabio Quagliarella: Lazzaro Felice

Ogni volta che un giornalista si presentava da Mario Monicelli, negli ultimi anni, per interrogarlo sul cinema italiano, il vecchio regista rispondeva: Venite tutti da me perché sono rimasto solo io. Indicando una stagione gloriosa del cinema italiano. L’altra sera nel post partita della Nazionale, dopo la doppietta al Liechtenstein, Fabio Quagliarella sembrava Monicelli, solo che non conoscendo questo episodio non poteva rispondere come il regista, ma l’ha pensato. Continua a leggere

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Cose belle

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