Archivi tag: Africa

Kapuściński, ancora un giorno

154368176_4373507845999710_5613629037697284097_nAncora un giorno. Per Kapuściński è un’altra alba nel 1975 nella guerra civile in Angola. A noi è toccato un calendario con moto perpetuo del Covid.

Quando i russi per la politica internazionale erano in qualsiasi parte del mondo, più di McDonald’s.

Perché se qualcosa ti sta sconvolgendo e non sai dargli un nome, è jazz oppure Cuba: la spina del fianco più resistente e dolorosa per il capitalismo. Come per il calcio mondiale è l’Uruguay.

Cani di razza in libertà, educazione sentimentale per i posti di blocco e identità per la lunghezza della barba. Semiotica della realtà dei conflitti.

Farrusco, il signor 56 palle.

Carlota Machado, una madonna col Kalašnikov, impossibile non amarla. Continua a leggere

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Drogba: evoluzione e successo del calcio africano

Non è stato solo un calciatore, uno che occupava militarmente le aree di rigore e che segnava facendo coagulare forza fisica e tecnica, ma anche il volto e il corpo della nuova Africa calcistica. Didier Drogba, che ora smette, saluta, ringrazia ed esce dal gioco, dove è stata una specie di divinità pallonara che dai campi africani è saltato dentro le playstation, senza per questo rimanere prigioniero della ricchezza, anzi. Continua a leggere

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Nuovo Cinema Castel Volturno

In principio ci fu il sogno megalomane dei fratelli Coppola: costruire una città, poi l’emergenza terremoto e lo sbarco degli americani, dopo la camorra e l’africanizzazione, il resto è cinema. Castel Volturno è un miracolo: un territorio sfilacciato, diroccato, in eterna ricostruzione che, però, continua a produrre bellezza e stupore, grazie alla sua versatilità. Figlia di una marea di egoismi – che hanno generato un catalogo di architettura da far invidia alla Dismaland di Banksy – Continua a leggere

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Mediterraneo: mare della civiltà

Da un porto all’altro il mare rimane lo stesso, invece, noi, tendiamo a sentirci diversi, cancelliamo quello che l’acqua unisce, dimentichiamo quello che porta, e finiamo per perderlo senza neppure averlo visto. Quello che sappiamo oggi del Mediterraneo è che si tratta di un aggettivo, e non di un mare o di un destino: la politica lo vorrebbe certo ma più che porta siamo portaerei o tema da convegno, quando invece bisognerebbe ascoltarlo il Mediterraneo e non parlarci su, girarne le spiagge e i porti, o anche solo guardarlo da Algeri come faceva Albert Camus, per strutturarlo in una vita. E, se, come insegnavano i greci, arriva fin dove cresce l’ulivo, allora ecco la nostra mappa d’interesse: dal Marocco alla Palestina. Continua a leggere

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L’estate da Pointe-Noire a Santa Monica

È nei contrasti e nelle sfasature intenzionali tra violenza e ironia, che Alain Mabanckou, scrittore e poeta, manifesta la sua forza. Nato a Pointe-Noire, nella Repubblica del Congo, è poi emigrato in Francia, dove ha pubblicato, trovando lettori e un mucchio di riconoscimenti. È il primo autore francofono dell’Africa sub-sahariana a essere pubblicato nella prestigiosa collana Blanche di Gallimard. Inquieto, curioso, attraversato da variazioni linguistiche e culturali, ha lasciato la Francia per gli Stati Uniti, dove insegna presso l’università della California. Continua a leggere

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