Archivi categoria: l’uomo che andava a cinema

Whole Liotta Love

188-1889897_ray-liotta-hd-1536x864Philip Roth e Paul Auster, Joe Pesci e Frankie Valli, i Soprano e Brian De Palma: troppi debiti di amore con Newark, soprattutto adesso che muore il suo bravo ragazzo, che nonostante le trame non è riuscito mai ad essere uno qualsiasi, una totale nullità, uno schnook: Ray Liotta. Continua a leggere

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L’estate di Jacques Perrin e Catherine Spaak

278781328_2233099380177502_4793079285914003638_nLeo Benvenuti diceva: “In fondo la vita sono venti estati utili”. In una di queste, Catherine Spaak e Jacques Perrin recitarono insieme in un film di Florestano Vancini: “La calda vita” (1963). Potevano amarsi, poi no. Perrin affidabile e nostalgico, come sarà per sempre, e la Spaak bellissima ed eterea e per questo sfuggente, lei poi negli anni si poserà, rimanendo bellissima. Con loro ci sono Fabrizio Capucci e Gabriele Ferzetti a formare un quadrilatero amoroso, sulle coste ancora selvagge della Sardegna. Continua a leggere

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Claudio Caligari: una vita difficile

Claudio-Caligari_101) Il suo inizio per “Romanzo criminale”: «Avrei immaginato che Giuseppucci entra al pronto soccorso, ferito, si fa spazio tra la folla in attesa e dice: tocca a me, m’hanno sparato».

2) Claudio Caligari muore esattamente come l’hanno costretto a vivere: senza voce.

3) Uomo di lago. L’unico regista italiano a dormire nelle stazioni. Rigoroso senza essere elitario, esigente per l’immagine, aristocratico e distante solo con un paio di occhiali da sole. Un universo di disparità che aveva capito Marco Ferreri, chiamandolo un discepolo senza bottega. Continua a leggere

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Grande Teatro Anatomico Ferreri

2ewdIl cinema di Marco Ferreri è un teatro anatomico, dove il motore è la morte. Solo con la morte c’è la possibilità d’indagine. Ogni corpo è una carcassa in potenza, e mentre gli altri, tutti gli altri, si preoccupano di fare un cinema della vita, dell’illusione, Ferreri sventra quelle carcasse, e le porta alla fine, con una dolcezza baconiana, pennella il dolore in colori accesi, allegri, colpendo in faccia gli spettatori, dilatando i desideri e scavalcando il senso del pudore, allargando gli spazi – da quelli della mente a quelli dello stomaco fino a quelli delle metropoli – e tirando dentro la storia umana gli animali come solo Anna Maria Ortese farà nel romanzo. Continua a leggere

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L’amore a Napoli al tempo del colera

ok2Nessuno pensa a I guappi quando si parla di Claudia Cardinale. Eppure è quello il film che le cambia la vita. Era già stata Carmelina Nicosia, Assuntina Jacovacci, Barbara Puglisi, Paolina Bonaparte, Ginetta Giannelli, Fedora Santini, Aida Zepponi, Mara Castellucci, Rosa Nicolosi, Giuditta Di Castro e poi Claudia, Angelica e Jill, ma non era se stessa. Non era libera. Continua a leggere

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