Archivi categoria: l’uomo che andava a cinema

Herzog, furore di Cinema

werner-herzogSfide, salite e sopravvivenza. I film di Werner Herzog custodiscono in sé l’anima bavarese e architetture oniriche dei castelli di Ludovico II: fortezze inaspettate per educare lo sguardo alla vita.

Che sia trascinare una nave sulla collina, scrivere una sceneggiatura con brevi dialoghi o scalare la cima di un vulcano, la sua creazione è un atto fisico, tanto che se dovesse avere una sua scuola di cinema, per prima cosa, imporrebbe un viaggio a piedi di cinquemila km e come materia, preparazione atletica sul ring. Continua a leggere

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Lllà – Sessant’anni in Sorpasso

ilsorpasso_037.psd«Felicità/ è star solo/ d’estate/ nella città deserta/ sulla tazza del cesso/ con la porta aperta».

Tutto quello che ha a che fare con la precisione dovrebbe essere scandito dal «lllà” di Vittorio Gassman.

Più che un film, un’enciclopedia del cinema. Per velocità, sguardo e sintesi. Non è un caso che Martin Scorsese abbia ripercorso tutto il tragitto per rendersi conto che ha la forma di un punto interrogativo. Dino Risi quando lo seppe, sorridendo commentò: «Finalmente qualcuno se n’è accorto». Continua a leggere

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Yes, you Caan!

1646500895_241_James-Caan-The-Oscar-for-the-Godfather-I-deserved-itC’è una furia cieca ad ogni visione de “Il padrino” di Francis Ford Coppola, una forza direttamente proporzionale alla giustizia e alla vendetta, che fa i conti con i suoi istinti, decidendo di zittire il buon senso e l’indole all’autoconservazione. E quella furia è Sonny, Santino, per tutti noi: James Caan.

È un figlio del Bronx, un discendente di quelle trame dirette da Robert De Niro, sempre al limite tra l’uscio della macelleria del padre, l’ombra dei marciapiedi e il chiarore delle sinagoghe di New York. Una potenza che non sapeva di custodire l’efficacia degli allenamenti di Rocky in futuro.

Segue la linea diretta di Philip Marlowe, interpretando l’investigatore in “Omicidio a Poodle Springs”, dopo che il ruolo era passato da Humphrey Bogart a Robert Mitchum, da Elliott Gould a Steve Martin, l’ultimo capitolo cinematografico che non può che lasciarci con un: «è ok per me». Continua a leggere

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L’estate provvisoria dei leoni

leoni-al-sole-3327312.660x368Mimí, Giugiú, Scisciò, Frichì, Cocò, già solo nei nomi, anzi esclamazioni, sonorità, c’è un mondo bambino, fuggevole, sfilato da “Ferito a morte” di Raffaele La Capria, sceneggiatore col regista Vittorio Caprioli di “Leoni al sole”. Un film dove si esita sempre, perché esitando si rimanda, e rimandando si vive senza impegno. La procrastinazione come speranza reale. La loro è una estate provvisoria, vissuta d’espedienti, che richiede delle idee, appoggiati alla giornata avanzano sotto al sole a tentoni, un poco d’ombra, tanti tuffi, qualche pescata, una sfida da parodia western e su tutto la conquista delle donne, e pur avendo la pancia – i leoni – stanno sempre in movimento, sono degli ossimori, dei pigri che cercano, cacciano, s’industriano. Continua a leggere

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