Archivio mensile:novembre 2018

Stella Rossa: calcio e popolo

La Stella Rossa Belgrado ha punteggiato la storia della Jugoslavia. Seguendone sconfitte e vittorie si possono ripercorrere le vicende del paese: dal maresciallo Tito alla disgregazione balcanica, e anche se questa appare come una pista nel nulla, se a quel nulla si sovrappongono alcune partite della Crvena zvezda, ecco che appaiono dei riferimenti, che si configura un percorso – ovvio di frazionamento – a cavalcioni dell’epopea del calcio iugoslavo prima e serbo poi. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Drogba: evoluzione e successo del calcio africano

Non è stato solo un calciatore, uno che occupava militarmente le aree di rigore e che segnava facendo coagulare forza fisica e tecnica, ma anche il volto e il corpo della nuova Africa calcistica. Didier Drogba, che ora smette, saluta, ringrazia ed esce dal gioco, dove è stata una specie di divinità pallonara che dai campi africani è saltato dentro le playstation, senza per questo rimanere prigioniero della ricchezza, anzi. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , ,

Corona, un Ammaniti ubriaco

Con “la testa che bolle come una pentola di fagioli” sotto le “stelle che brillano come braci” e con le voglie sempre in groppa, Mauro Corona – “Nel muro” (Mondadori) –  con un linguaggio romantico completamente artefatto, cerca di scrivere una storia gotica, con una stirpe maledetta, ma ne viene fuori un Ammaniti ubriaco che dirige un documentario di National Geographic fatto in casa. Pieno di rappezzi e avvertenze – questo ve lo spiego dopo, quest’altro poi lo capite, devo andare per ordine – che invece della suspense genera risate, virando verso il grottesco. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Resta Piccolo maschio, dove vai?

Con una banalizzazione ancora più formidabile rispetto al solito, Francesco Piccolo aggiorna il racconto della sua vita sessuale. In pratica è l’evoluzione de “La separazione del maschio” con un peggioramento della scrittura e un appiattimento definitivo dietro la rinuncia a qualsiasi movimento oltre la restituzione del sé. Piccolo, e i suoi replicanti, sono la trasposizione letteraria della sala d’attesa. Ecco l’autofiction. Dove un tempo c’era l’ipocondriaco che, aspettando il turno dal medico, raccontava gli scampati pericoli o la signora che si confidava Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Poor Little Rich Boy

Il ragazzo prodigio, Wayne Rooney, il calciatore che più ha segnato con la nazionale inglese (53 gol), più di Bobby Charlton (fermo a 49) e Gary Lineker (48) gioca la sua ultima partita, con la maglia numero dieci e la fascia da capitano dell’Inghilterra. Dopo tre Mondiali (2006, 2010 e 2014) e tre Europei (2004, 2012 e 2016) Rooney lascia, giocandosela con la nuova generazione inglese. «Mi ha fatto piacere che Gareth Southgate –l’allenatore dell’Inghilterra – abbia voluto richiamarmi in Nazionale per le prossime due partite. L’ho apprezzato veramente. Tuttavia, dopo averci pensato a lungo, gli ho comunicato che ho deciso di ritirarmi dal calcio internazionale». Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , ,