Archivio mensile:maggio 2016

Yanez con la bicicletta

Ancora una volta, con la testa, è risorto: Vincenzo Nibali, lo sconsiderato Nibali, che sembra Yanez con la bicicletta. Mai una vittoria banale, esce ed entra dal tempo e dalle gare, quando appare perduto, sprofondato, allora c’è speranza: risorgerà. Lo ha sempre fatto. Fino a tre giorni fa sembrava fuori dal giro, accompagnato da un fuoco amico di rimproveri e giudizi negativi: Continua a leggere

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Una carambola di stupore

Ogni volta che devo raccontare una cosa come questa che sto per scrivere, e che poi alla fine non scrivo, mi sento in una situazione che descriveva Bertolt Brecht: “Sto seduto sul bordo della strada, l’autista cambia la ruota. Non mi piace da dove vengo. Non pi piace dove sto andando. Perché guardo il cambio della ruota con impazienza?”. E infatti di solito non la faccio, lascio perdere. Anche perché leggo in un mucchio di blog la gente che si vanta e racconta cose di sé, era quello che in cinque anni ho sempre cercato di non fare, volevo sparire scrivendo il mio blog, volevo che fossero le storie ad apparire e non io, e guardandomi indietro pare che l’operazione sia riuscita. Continua a leggere

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Gonzalo Higuain è Elena Ferrante?

Ci colleghiamo ora con il Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, dove c’è per noi: Michele Lazzari, con il protagonista di Argentina-Cile.

– Sì, buonasera a tutti, con me c’è Gonzalo Higuain, che ha segnato una doppietta al Cile, facendo vincere la sua Argentina. Mi viene subito da chiederti: Gonzalo sei felice? Visto che l’ultima volta il Cile non ti aveva portato bene?

– Sì, sono felice, ogni volta che segno per la Selección, e sono contento di aver cancellato quel brutto ricordo. Continua a leggere

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La scienza non sbaglia

In Messico, durante il Mondiale del 1986, Maradona vinse una scommessa contro di me. Dopo gli allenamenti di solito ci fermavamo in campo, seduti a terra, a scambiare due parole per ammazzare il tempo, che durante i ritiri non passa mai. Le chiacchierate non avevano nulla di straordinario tranne la presenza di Diego che, come sempre, suscitava l’interesse di tutti. Una di quelle mattine si fermò a guardare languidamente i giornalisti che ci aspettavano (aspettavano soprattutto lui) e disse un po’ svogliato: Continua a leggere

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Il punteggio di Città del Messico

144esima regola del mexicanjournalism: quando una storia si mette male, quando non sai come cominciare o finire, usa la boxe. Milioni di uomini – e ora anche donne – si sono presi a pugni, hanno passato anni a sudare imparando a darli e prenderli, proprio per salvare i romanzi dai punti morti.

[La foto è di Stanley Kubrick]

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