Archivi tag: Einaudi

Venere in pelliccia

Se è vero che pur di scrivere si è ridotto a vivere è anche vero che vive male, Aldo Busi, sobbarcandosi orrende cene pur di scorgere un poco di quella odiosa realtà italiana di cui si nutre. “Le consapevolezze ultime” (Einaudi) si riducono a poco, strette come stanno nella provincia lombarda che fattura in nero, investe all’estero e non compra i suoi libri. Tra una chiamata di prostata e la solita tirata sulle bestemmie – che ormai scandalizzano solo Michele Serra – viene fuori tutta la voglia di Busi di processare l’Italia, Continua a leggere

Annunci
Contrassegnato da tag , ,

La Papessa

Più che un libro è un girotondo intorno alla figura di Fabrizio De André: “Lui, io, noi” (Einaudi) dove Dori Ghezzi prende per mano Giordano Meacci e Francesca Serafini guidandoli nella biografia del cantautore, poi divenuta pure film: “Principe libero”. Ormai questo tipo di libro è un genere che discende da Laura Betti per Pasolini, passa per la vedova di Tiziano Terzani e culmina in Dori Ghezzi, le cui bozze stavano nelle trasmissioni di Fabio Fazio. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , ,

No Good Deed

Alan, celebre critico gastronomico ricco e contento, incontra Craig, il migliore amico della gioventù ex rock-star divenuto un barbone. Birra, amarcord e vieni a stare a casa mia. Questo è “Invidia il prossimo tuo” (Einaudi) di John Niven. Il contesto è la Londra di oggi, anche se i due protagonisti, come l’autore, sono scozzesi, e si sentono due isole. Niven deve aver letto “Pioggia nera” di Georges Simenon, dove l’ospite inatteso modifica l’ambito familiare. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Resistenza bassa

Un romanzo di resistenza alla violenza della Storia. La vita di opposizione di una donna, Trina, insegnante clandestina di tedesco, in Sudtirolo, raccontata a una figlia andata via, passando fascismo, nazismo e gli anni del dopoguerra. “Resto qui” di Marco Balzano (Einaudi) è un tentativo, attraverso una crasi geografica tra Curon e l’Alto Adige, di creare un luogo riassuntivo di conflitti, tra guerra e pace, con l’ultima opposizione di Trina e soprattutto di suo marito Erich alla costruzione di una grande diga. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Napoli spara, Mosca risponde

Voleva diventare un criminale Nicolai Lilin: cruccio o sogno mancato, ne ha fatto una biografia letteraria. La gente gli crede, Einaudi pure, lui va avanti. E scrive, scrive e disegna, anzi disegna e tatua, scambiando un romanzo per un manuale per tatuatori, che ammanta di favole e ricordi di guerra. “Il marchio ribelle” è “La paranza dei bambini” savianesca ma all’ombra di Chernobyl, con la guerra generazionale all’interno della mafia russa e la perestrojka di Gorbaciov all’orizzonte. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,
Annunci