Archivi tag: Maradona

Gordon Banks: dalle miniere al cinema di fantascienza

Parava tutto, Gordon Banks, una volta anche un cane. Era il portiere inglese che incarnava lo spirito del calcio: tranquillo, coraggioso, imperturbabile. E ora che se ne è andato a 81 anni, che ha smesso di giocare su questa terra, tutto il mondo del pallone misura la sua assenza. Adesso tutti rivedono i suoi svolazzi per prendere il pallone, ripensando al fatto che era un portiere quasi per caso. Non era di quelli col sacro fuoco che fin da piccolo voleva diventare il portiere della squadra di famiglia e poi della Nazionale, no. Continua a leggere

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Sudamerica: futbolisti lost in translation

Rien ne va plus, gira la palla e con lei anche il mondo del calcio. Cambiano numeri e nazioni, cadono calciatori e si modificano costellazioni calcistiche. Col Brasile esce l’ultimo pezzo di Sudamerica rimasto al mondiale, come nel 1982 e nel 2006. Saudade. Sì, tanta. Di quando la Seleção riusciva a non essere egoista, era il 2002. Il resto è sconfitta. Occhi al cielo in cerca di Dio e sguardo al passato, quando c’erano l’uomo e la squadra forte. Argentina, Colombia, Uruguay e Brasile. Con un discorso a parte per il Messico. Fifa: abbiamo un problema. Continua a leggere

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Mimmo Paladino e il cosmocalcio artistico

Adesso che il Napoli attraverso i suoi movimenti crea geometrie, che ogni azione è una vertigine di gesti, e che ogni spazio ha una impalcatura di pensiero, è giusto parlarne con un grande artista come Mimmo Paladino. Pittore, scultore, incisore, ma soprattutto uno dei pochi ad avere un linguaggio proprio, radicato, non artefatto. Una forza della natura, che diventa segno, contraddistinguendosi. Fuori dai meccanicismi della riproducibilità, oltre la banalità dell’ideologia, Paladino rappresenta la libertà di essere se stessi, senza condizionamenti di tempo. Capace di elaborare una risposta singolare, impeccabile, includente. Continua a leggere

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Cinque palloni d’oro e nessuna epicità

Bastano cinque palloni d’oro per essere il migliore? Maradona direbbe: «No», Pelé riderebbe prima di parlare di sé, l’unico ad annuire sarebbe Alfredo Di Stefano, la terza via – calcistica – tra i due. Ha importanza? Forse, per gli sponsor, per l’ego, per le squadre – sì in questo ordine –. Nella lotta tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, con l’assegnazione del titolo per il 2017 al portoghese, arriva una parità tra i trofei personali, quella tra club è una storia diversa, anche se per entrambi hanno contato molto. I precedenti e mai passati detentori della punta piramidale del calcio mondiale, i due che negherebbero l’importanza del Ballon d’Or, Maradona e Pelé, erano squadre a parte, ed è questo il punto. L’altro, che segna la distanza, è l’epica. Continua a leggere

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Garella: l’orso tra i pali

La sua lotta è stata col peso più che con i tiri degli attaccanti avversari. Una vita da pugile – di cui c’aveva il naso – lottando con la bilancia per i chili di troppo che poi l’hanno avvolto appena è uscito dal campo, e che lui ha saputo esibire e portare con l’allegria di chi sa vivere con leggerezza. Eppure volava come una farfalla anche se non pungeva come un’ape. Respingeva da canguro, e si muoveva da Orso, Yoghi. Claudio Garella era un portiere composito,  un cocktail, con uno stile sporco, e un grande cuore che teneva insieme specie diverse. Tutto in lui diceva anni Ottanta, dalla capigliatura alle giacche, un trapezista sulla linea di porta, quando sembrava battuto rimediava (divenendo Garellik, un Diabolik di porta), Continua a leggere

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