Archivio mensile:novembre 2013

Una lettera d’amore, scritta da Elvis Presley

Ethan LevitasTutti conoscete la storia di David Levit, quello che fece e come si concluse la sua esistenza, quello che non sapete sono le cause che lo portarono a compiere quei gesti che furono titoli di giornali e infinite discussioni in tv. Perché c’è una grammatica per tutto. E in fondo alla strada, con il giorno che se ne va, c’è di sicuro qualcuno che può insegnare quella che fu la scelta di David Levit. Sì, certo assassino, qualcuno aggiunge con ragione, ma i tribunali non contemplano ragione davanti alle decisioni di violenza. La sua fu una triangolazione di calore e cuore, Continua a leggere

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Terremotossessione

12939967_my-broken-world-mostra-fotografica-di-francesca-cao-michela-palermo-1A guardare le macerie dei posti rasi al suolo da terremoti, sembra di  poter scorgere un inferno senza metodo. La natura, un arsenale sepolto che non ha riguardo per la morale. C’è chi davanti alle catastrofi naturali piange e grida, chi sta in silenzio, chi muore, e chi prova a trarne una lezione, negli anni ho visto molti uomini sopravvissuti al sisma e poi divorati da una febbre post sisma. Continua a leggere

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Ballon d’or: l’heure du changement?

XCi resta davvero poco se il Pallone d’Oro viene degradato a Premio Strega, non che fossi sempre d’accordo ma sapevo che chi giocava la Champions e poi la vinceva partoriva il vincitore, che però doveva giocare, segnare, sfangarla. Poi è arrivato Messi  e sono saltati i canoni, e ci sta, e dargli il premio a manetta fino a farne una abitudine non è stata una grande idea. Continua a leggere

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Il rapporto tra chi vede e la cosa vista

090309_r18266_p233No, non era affatto pessimo nelle interviste David Foster Wallace, come invece confessava in una di queste, anzi, era spiritoso e attentissimo, giocava al ribasso ma sapeva che dava il massimo. Magari a rileggersi si trovava pessimo, succede a tutti, il tempo gli sta dando torto, ormai è ovunque (e per fortuna, no, non siamo tra quelli che sono dispiaciuti dell’invasione wallaciana, anzi). Sono appena usciti due libri, uno solo di interviste e conversazioni “Un antidoto contro la solitudine” (Minimumfax, pag,292, euro 13) e uno che raccoglie tutta la sua nonfiction e si chiude con una intervista fattagli dal regista Gus Van Sant “Di Carne e di nulla” (Einaudi, pag. 240, euro 18). È anche vero che bisogna distinguere i lettori di Wallace in quelli pre e post suicidio, che vanno divisi in altre due categorie chi ha già letto “Infinite Jest” e chi no, Continua a leggere

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The Artist

6_20120621Am6LlyJosé Callejon: il ragazzo con la faccia in bianco e nero, l’andaluso con la bellezza da attore e i capelli gelatinati, segna ancora. Agonismo corrugato, una determinazione più triste che vira verso l’eleganza, un carattere egoista: la gioca solo e sempre su Higuain quasi fosse una spalla o forse per un fraseggio in rima che a noi sfugge, certi passaggi hanno suoni sottili da film muti. Callejon, ogni volta inquadrato spegne i colori (quelli degli avversari), ha sempre un’ombra cupa che gli taglia il viso, un silenzio negli occhi, persino quando la mette in porta. Insegue il pallone come si inseguono le donne, è un flamenco di ricerca, il suo: prima lento, poi no, poi accelera e va, certo, in rete. Continua a leggere

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