Archivi tag: calcio

Chi non vomita non sta lottando

Marcello Fiasconaro, campione italiano degli 800 metri, un combattente, uno che non si ferma mai, in pista sembrava la “Locomotiva” di Francesco Guccini, e anche fuori, oggi, nonostante gli anni passati. Insomma, il contrario dell’Italia di Lippi, si strapazzava fino a vomitare nel post gara. «Diventavo pazzo dalla fatica, e mi veniva anche mal di testa. Non ho mai fatto calcoli, sapevo di dover morire, cercavo solo di svenire dopo il traguardo e non prima. Correvo senza sosta, esageravo per passione». Continua a leggere

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Messi finalmente Messia

Da Messi a Messi-a con tre gol a Quito. Finalmente. Ecco smascherata la scappatoia, tra l’altro indicata dai grandi vecchi Ricardo Bochini e César Luis Menotti: affidarsi a Messi, lasciandolo libero di fare quello che vuole, come se fosse un cavallo da traino, un cane da slitta, anzi, un capo, un vero capo, dopo tanti tentativi: partite a vuoto, incomprensioni, gol mancanti, dribbling a vuoto, dimissioni, e poi il ritorno. Continua a leggere

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Estadio Azteca: tra rabdomanzia deambulatoria di Maradona e correnti azzurro tenebra

Dove in principio ci furono la partita e il gol del secolo, una frustata di un terremoto ha aperto una grande crepa. Così l’Estadio Azteca, cattedrale del calcio, dei sogni e delle emozioni, mostra, come un ramo secco, la debolezza del Messico e della Terra. La faccia triste dell’America, il tempo straccia anche lo stadio, dove si costruirono momenti indimenticabili per buona parte dell’umanità – a prescindere dai confini nazionali –; e dove ora c’è una linea di demarcazione: che segna il prima e il dopo, la felicità e il dolore. Continua a leggere

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Eugenio Bersellini (1936 – 2017) 

Massiccio e quieto piroscafo

borbottava per fiumi in sere cupe

tra argini e ombre

si fece pastore sui campi libici

dopo uno scudetto sepolto

insegnando un calcio fatto d’umanità

e sacrifici: stringi e incendia. Continua a leggere

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Un calciatore meridiano, tracollante, eternamente sul punto di cadere

Fai finta di andare, non vai, poi vai: è il dribbling spiegato da Jorge Valdano e applicato da Antonio Cassano. Il picaro del nostro pallone. Sempre pronto a scrivere e riscriversi la biografia calcistica, fino al punto d’invocare un “purtateme ‘a casa mia”, alla Pino Daniele, nel bel mezzo di un ritiro, quello dell’Hellas Verona a Mezzano di Primiero. Continua a leggere

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