Archivi tag: cinema

Hammarcord: Craxi e Fellini, domatori di leoni

I corpi di Federico Fellini e Bettino Craxi si stendono in quell’enorme album Panini che è la memoria italiana. Sezionati e ri-raccontati. Ogni italiano ha i suoi celo, mi manca, i suoi doppioni e la figurina più cara, o quella che, pizzaballescamente, non esce. Da una parte si canta il cinema e dall’altra la politica, perdendosi la lezione di Giulio Andreotti – raccontata da Tatti Sanguineti –: la politica è cinema di secondo livello che si serve del primo. Se mischiassimo le figurine delle due parti, potrebbe venire fuori un Craxi regista con tanto cinema di notte che esce dall’hotel Raphaël, e un Fellini politico che rientra all’alba al Grand Hotel di Rimini dopo aver discusso la finanziaria, o invertire solo le biografie e immaginare Fellini sfollato ai confini della Svizzera che poi vede Mussolini a Piazzale Loreto e Craxi a Rimini ad aspettare il Rex, per poi farsi vitellone e venire a Roma a disegnare e filmare una Italia bugiarda. Continua a leggere

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Ministero Özpetek

Se Bret Easton Ellis vedesse “La dea fortuna”, l’ultimo film di Ferzan Özpetek (scritto con Gianni Romoli e Silvia Ranfagni), avremmo delle pagine in aggiunta al suo libro, “Bianco”, rispetto a quello che scrive – da sceneggiatore – sul cinema “gay” e, soprattutto, sul film Oscar “Moonlight”. Un nuovo capitolo del sincretismo sessual-religioso del regista, con tutti i suoi canoni: famiglia aperta, coppia in crisi (sia omo che etero), smemorato, frasi strappalacrime, malattia e conseguenti porte antincendio che si chiudono su facce tristi lasciando discussioni a metà, e terrazze, che sono il contesto per le cronache di Narnia del cinema italiano; Continua a leggere

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La speranza a Napoli non ha mai avuto vita facile

Si chiama Gennaro, come il santo protettore, è l’uomo forte – apparentemente, come tutti gli uomini forti italiani – il Gattuso chiamato a rimettere in ordine lo spogliatoio del Napoli: un commissario straordinario che parla al ventre seraesco e che rimette in asse la città col paese; con l’allontanamento di Carlo Ancelotti – il calcio non è mai solo calcio, senza scomodare Galeano – si mettono in ordine geometrico, con una linea poundiana, campo, città e regione. Continua a leggere

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Vanzina e Banfi, quando nelle schedine c’era la felicità

Più che nell’amaro Benedettino – come cantava Rino Gaetano – era nella schedina che stava il segreto della vita. Se è vero che scompare dalla realtà, è di sicuro consegnata al cinema, che ha acchiappato l’alchimia dell’uno, ics, due. E due (in trasferta a Torino e Milano) dei film cult con al centro il Toto-calcio, li ha scritti Enrico Vanzina, “Eccezzziunale… veramente” e “Al bar dello sport”. Continua a leggere

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Ugo Tognazzi, tennista

Aveva un incrociato magnifico che praticava in punta di piedi, con la massima apertura di braccia, un movimento che stava a metà tra Arthur Ashe e Gualtiero Marchesi, tra racchetta e mestolo. Nessuna voglia di fare corse in salita o di andare in apnea per recuperare un colpo, Ugo Tognazzi, era eleganza e peccato, sottili movimenti di macchina e mezzi sorrisi, ballando sulla linea laterale e arrivando sotto rete senza sforzo, con naturalezza. Continua a leggere

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