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Piccolo drago: la vita di Bruce Lee

Si scrivono romanzi per produrre altri destini e per agire da demiurgo stilizzando la realtà, ci dice Francesco Palmieri. Lui annoda se stesso a Bruce Lee, e scrive la sua storia. Il progetto è rimettere insieme i pezzi del corpo iconico di Mouh Si Duhng (chi non si ferma mai) e, montandoli, farne tornare la vita, le gesta, mentre ne ripercorre la breve esistenza: triangolando tra Napoli, Roma e Hong Kong, e sovrascrivendola alla sua. È così che nasce “Piccolo Drago” (Mondadori), con Lee che parte dalla Cina per l’America con cento dollari e un sogno, e Palmieri che da Napoli va in Cina per inseguire quel sogno divenuto certezza, incrociando strade e gesti, acquisendone filosofia e lingua, fino a usare la finzione cinematografia – che fu la cifra espressiva di Bruce Lee, che mai combatté – per dirci la verità. Continua a leggere

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Tomás Milian: a conferma dell’eternità

Si sentiva ferito dal vento

per questo correva

anyway

senza vergogna

tra i pugni con Volonté

l’incubo della vanità Continua a leggere

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Il piacere di attraversare la vita

Mi informano che Marcello Mastroianni è morto. Lo straniero, il gaudente de La dolce vita, il professore socialista de I compagni, il timido omosessuale di Una giornata particolare, l’uomo di cento e passa film, quasi tutti indimenticabili. Il gigante del cinema italiano ha fatto quel che più gli ripugnava: morire. Qualche mese fa, in un’intervista insieme con Vittorio Gassman, interrogato dal direttore de “la Repubblica”, diceva che gli sarebbe piaciuto vivere in eterno, circondato dalle donne. Continua a leggere

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Innamorarsi a Tagliacozzo

Un dispari, Ugo Gregoretti. Per il cinema era quello della tivù, per la tivù era troppo avanti, al punto di essere sempre contemporaneo. «Appaio ai giovani insonni che avrebbero tutto il diritto di ignorarmi». Regista, autore tv, pedagogo, antropologo, girava l’Italia con l’inganno al collo, quel microfono che ha fatto raccontare a moltissimi italiani passioni e illusioni. Elegante, ironico, mai sopra le righe, di una gentilezza unica che comincia nei modi e finisce – avvolgendoti – nel linguaggio, un italiano perfetto. Criticava costumi e svelava il carattere degli italiani, dai più famosi a quelli più lontani. Riuscendo a non essere mai catalogabile. Continua a leggere

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Lo zio d’America

Per anni Bud Spencer è stato il nostro supereroe fatto in casa, una specie di Superman senza costume, autarchico e con la passione per la pasta, la cui kryptonite era Terence Hill che lo infastidiva ronzandogli intorno; e che picchiava con ironia il male che gli cadeva addosso: da Napoli al West, rendendo normale quello che era irreale. Continua a leggere

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