Archivi tag: Edmondo Berselli

Il sud del sud del Santo Abatantuono

Per quanto tempo si può abusare di una visione? E quanto ci mette per tornare sui suoi passi e colpire chi l’ha generata? Siamo in Italia, quindi anche secoli: il tempo perfetto per l’Adelphi di Roberto Calasso. Che, esaurita la Mitteleuropa, è passata al racconto fané del Sud Italia, dopo la Sardegna e la Campania, è arrivata all’estate salentina che: “arrancava in oro liquefatto colando sui campi granata” di Omar Di Monopoli (purtroppo per lui D maiuscola) con “Nella perfida terra di Dio”, aperta da “una impronta rancida” e chiusa con “un piccolo segnale celeste”. Immaginando tutta una impalcatura che da Carlo Emilio Gadda scende ad Andrea Camilleri, sogna Antonio Pizzuto, e invece inciampa in Salvatore Niffoi, per cadere in una noia da pomodori stesi al sole ad asciugare. Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , ,

Sartori Giovanni detto Sartorius – visto da Berselli

Nei momenti in cui si risveglia la sua vena polemica, Sartorius assomiglia irresistibilmente al diavolo. Ha un bellissimo volto da Belzebù, lo sguardo è sulfureo, il ghigno è animato da uno spirito demoniaco, la gestualità è negromantica. Avesse anche la coda e il piede caprino sarebbe perfetto per un quadro di Hieronymus Bosch, ma non si può avere tutto dai politologi. Accontentiamoci, via. In quelle belle serate romane in cui l’intellighenzia si ritrova insieme, in certe ville e attici benissimo frequentati, potete immaginare il divo Sartori, con i suoi postulati e teoremi, mentre tiene banco come può fare uno scienziato che tenga corsi di recupero a una congrega di stolidi ripetenti. Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,

Lauzi il «rimbalzante», visto da Berselli

«E’ vero, sono polemico, dispettoso, un terribile bastian contrario»: l’ unico modo per un artista «invendibile» di sfuggire alle convenzioni, al conformismo, «all’omologazione». Lui, impossibile da prendere sul serio perché non si prendeva sul serio, per decenni destinato a non superare mai le diecimila copie di un disco. Si chiamava Bruno Lauzi, è morto da pochi giorni a 69 anni, è stato un sereno e consapevole testimonial della lotta contro il morbo di Parkinson: la sua «autobiografia in controcanto», che esce adesso, con una presentazione di Francesco De Nicola, da un piccolo e meritevole editore di Sestri Levante, Gammarò, si intitola Tanto domani mi sveglio, Continua a leggere

Contrassegnato da tag , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Baricco, specialista in corsivi, effetti bariccati e maiuscoletti

Quindi l’eventuale incazzatura verso Baricco dovrebbe essere motivata dal fatto che lui non è per niente popolare, ma piuttosto specula sulle insufficienze culturali di un gusto medio-basso spacciando per merce sofisticata della para-letteratura. Popolare Baricco, vogliamo scherzare? Populista, semmai. Paraculo, nel caso. Uno che ha la tenuta morale che gli permette di chiudere il primo capitolo di Oceano mare scrivendo: «Non c’è nulla che possa, nel buio, diventare vero». Qualcuno capisce perché scolpisce «vero» in corsivo? Continua a leggere

Contrassegnato da tag , ,

Liù: schiava, labrador, romanzo

In principio ci fu lo stupore di Giulio Anselmi: “mostrando una faccia con tutte le pieghe di un bulldog uscito scosso da una crueza genovese dopo alcuni incontri al sangue”. Seguito – di rimessa – dalla domanda kantiana di Giovanni Evangelista: «E poi, chi lo porta fuori a fare la pipì, tu?». Il resto è tutto Berselli, Edmondo, uno capace di trasformare l’adozione di un cane in un quasi romanzo, e prima di farci un sondaggio a stretto giro tra maestri. Lui, se proprio doveva scegliere, ci scherzava e poi svisava su, niente danze orgiastiche alla Matisse o Sturm und Drang, piuttosto un personalissimo linguaggio di entrata e uscita, alti e bassi, qualcosa come le montagne russe tra la Treccani e i classici, la filosofia e il calcio, l’economia e la tivù, Continua a leggere

Contrassegnato da tag ,