Archivio mensile:gennaio 2017

Valdano: sueños de fútbol y sentido practico

È stato calciatore, allenatore e dirigente: Jorge Valdano, ha vinto ed è uscito dal calcio anche se ne continua a scrivere e parlare, ma di lato. Il filosofo Fernando Savater dice che: «l’autorità si ottiene per percussione o per persuasione. Violenza o argomenti seduttivi», ecco, Valdano di argomenti seduttivi ne ha un milione. Per restituire la sua figura bisogna immaginare Luis Molowny, un grande allenatore del Real Madrid, e prendere in prestito dal basket Juan Antonio Corbalán, unirli e poi immaginarli mentre citano José «Pepe» Mujica e Sun Tzu con uno come Florentino Pérez, Continua a leggere

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Come ha fatto a far punto da quella posizione?

Oltre la fisica e il tempo, Roger Federer trasforma la sua partita in uno scavo archeologico, ritrova se stesso e il suo tennis, battendo quella che era l’ossessione freudiana: Rafa Nadal. E piange. Mostrando una incrinatura nella figura di samurai con la racchetta, lasciando intravedere una sensibilità terrena sotto i suoi colpi bastardi che partono dal suo braccio – che incrocia Mozart e i Metallica come scrisse David Foster Wallace – e avvolge e suona ogni singola pallina. Continua a leggere

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Soriano: una specie di Balzac argentino

Diceva di essere nato con un gatto in attesa sulla porta, il padre che fumava in cortile, e Borges e Bioy Casares a pochi isolati da lui impegnati a creare storie allucinate di don Isidro Parodi. Era il suo modo di riassumente Mar del Plata nel ‘43. Poi aveva vissuto giocando a calcio, fumando, fuggendo e tirando pietre nelle finestre dei potenti, come un bambino, senza mai perdere il sorriso. Fece il giornalista, fu costretto all’esilio dal potere di Videla, scrisse libri che lessero tutti – dai ragazzini di Buenos Aires a Fidel Castro, Gabriel Garcia Marquez e Salman Rushdie passando per Maradona –, Continua a leggere

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Federer-Nadal: tennis remake

Se è vero che il servizio è una finestra sull’ignoto, come diceva Lars Gustafsson, è anche vero che l’ignoto del tennis di oggi gioca con il suo passato. Ogni battuta, scambio,  degli Open d’Australia sembra un lob temporale che riavvolge il nastro di finali già viste. Tornano i grandi, in un presente che sembra un déjà-vu. Non ci sono novità, ma solo certezze, quelle che sembravano essere passate, affidate agli albi e ai ricordi, che erano pronte a salire in tribuna, e invece rieccole: Roger Federer che riaffronta Rafael Nadal, e le Williams – Serena e Venus – che si ritrovano allo specchio con una rete di mezzo. Continua a leggere

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L’uomo che parlava col suo piede

Non c’è bisogno che tu esca: ascolta, è semplice, che cada la pioggia o ci sia il sole, bisogna che io e te ci spingiamo lontano, oltre le folle, le piazze, le città, qui: in questa stanza, dove tutto è identico e per questo difficile da capire, anche illuminando non se ne viene a capo, ma questo è successivo, ora, abbiamo altre cose da risolvere, tra ombre e screpolature, calzini e scarpe, a noi tocca la complicità, Continua a leggere

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