Archivi tag: Champions League

Santiago, Alfredo e le altre stelle del Real Madrid

Il Real Madrid è un incrocio tra la NASA e la Coca-Cola, perché capace di contenere il cinema e il circo, il sogno e la frontiera, piaccia o meno, è nella vita e soprattutto nell’immaginazione di tutti. E se guardando negli spot della Coca-Cola si capisce dove è andato e dove andrà il mondo (si veda l’ultimo al Super Bowl), o guardando ai progetti della NASA intorno a cosa gireranno i sogni, spulciando le formazioni del Real, e quello che han portato a casa, si può dedurre che calcio faceva quell’anno, e capendo qual è il prossimo obiettivo-frontiera – dopo aver raggiunto la Décima – cosa inseguire. Continua a leggere

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Valdano: sueños de fútbol y sentido practico

È stato calciatore, allenatore e dirigente: Jorge Valdano, ha vinto ed è uscito dal calcio anche se ne continua a scrivere e parlare, ma di lato. Il filosofo Fernando Savater dice che: «l’autorità si ottiene per percussione o per persuasione. Violenza o argomenti seduttivi», ecco, Valdano di argomenti seduttivi ne ha un milione. Per restituire la sua figura bisogna immaginare Luis Molowny, un grande allenatore del Real Madrid, e prendere in prestito dal basket Juan Antonio Corbalán, unirli e poi immaginarli mentre citano José «Pepe» Mujica e Sun Tzu con uno come Florentino Pérez, Continua a leggere

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Stressati e distesi

La cintura di sicurezza ha stretto di nuovo, come a Barcellona, e, questa volta, prima di slacciarla, ha avvisato, Pep Guardiola, l’allenatore del Manchester City, per tutti o quasi: il migliore, anche se lui ha battezzato Antonio Conte con il suo titolo, passandogli la mano con un distacco siddhartiano. Dice cercatemi su un campo di golf, perché presto smetterò di allenare. Continua a leggere

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Lisbona e l’ordine naturale delle cose

Le scale della metropolitana hanno il respiro dei poveri e la puzza di piscio di chi ci passa la notte. È  quello il primo odore che senti, poi alzi gli occhi e leggi: “Cais do Sondré”. Il secondo è un pensiero per la vita silenziosa della città. Ti muovi con familiarità, non devi fuggire dall’istante, c’è una tranquillità per le strade mattutine che sfiora la finzione. Ha rampe che ti consegnano al mare rubandoti il fiato e vicoli che ti inchiodano al realismo delle voci sui muri: “o estado rouba, rouba ao estado”. Quando vedi un tram, vecchio, giallo, stinto, spuntare dalle spalle di un palazzo piastrellato d’umido: arrancare e presentarsi semplice e stupido alla ripetizione del suo tragitto, non puoi che sorridere della sua certezza: c’è e ci sarà ancora. Rassicurante come una preghiera. I tram attraversano ignari piazze immobili per il piacere dei turisti, sospesi in mezzo alle morbide piogge di questa città, orfani nella notte, girano per tranquillizzare. Continua a leggere

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Carlo Ancelotti, romanzo nazione

[…] l’unico grande po­litico italiano che abbiamo esportato è Carlo Ancelotti. L’unico uomo emiliano che si è fatto leader di partito unendo destra e sinistra, vero uomo e romanzo Nazione prima di Maurizio Maggiani, sposando l’ag­gressività calcistica del Duce Benito Mussolini – allenare gli italiani non è difficile, è inutile –, e la grondante bontà riflessiva di Romano Prodi, stesso idolo ciclistico: Felice Gimondi, anche se Ancelotti per imitarlo è finito contro un camion, rompendosi un braccio. I due, hanno l’i­dentica serenità davanti ai bilanci e alle partite, reagiscono con calma alle sconfitte e alle dimissioni, alle fiducie e alle finali di Champions, ai presidenti di squadra e di stato, alle elezioni e ai campionati. Sembra­no buoni, per via delle linee tonde del viso, del sorriso sghembo, in realtà sono tenaci, creano governi e squadre: fragili ma perfetti. Continua a leggere

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